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L' uomo dagli occhiali sul naso

Riccardomustodario 5 Set 2017 20:51
Riccardomusto
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Da: "Riccardomustodario" <rmcl11...@blueyonder.co.uk> - Trova messaggi di questo
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Data: 1 Jul 2005 12:28:32 -0700
Locale: Ven 1 Lug 2005 19:28
Oggetto: L'uomo dagli occhiali sul naso
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Riccardomustodario

L'uomo dagli occhiali sul naso

L'aria si poteva tagliare a fette, gelato di panna montata, incisa dalle luci
dei mezzi in istrada, ma non me n’accorgevo, intento a leggere il giornale
seduto nella fila più alta del bus, ove per giungervi bisogna salire uno
scalino che fa tanto sentire importante viaggiatore da affacciato al terrazzo. A
guardarsi intorno, s’avverte un senso d’importanza che ammanta tutto il
tragitto, qualora si manchi il posto in prima fila, in genere riservato agli
invalidi, i quali di primo mattino non hanno necessità d'uscire, o, se lo
fanno, per atteggiarsi, lasciano il bastone nel letto. - Da qualche giorno mi
servivo di una nuova linea auto tranviaria a ristrette distanze rispetto la
precedente, per rientrare a casa. - Avevo scoperto questa corsa, poco
antecedente alle otto, la quale subito m’aveva ammaliato, essendo l'unica
incontrata con il giornale " Metro “ il mio preferito, distribuito gratis per
i viaggiatori informati. - Era appena ieri mattina ovvero la seconda giornata di
percorso alternativo per il mio ritorno a casa, rispetto le settimane
precedenti. - Ma che mattina quella di venerdì alle prime luci, preannuncio di
week-end, con l'aria gonfia di nebbia che avvolgeva i finestrini. – Certamente
non ero io, a badare al biancore ovattato, a lasciarlo fuori, oltre i vetri
cristallizzati dal freddo, perchè leggevo. – Ohibo’! - Sollevo gli occhi ed
... eccolo! - In piedi, con la mano allo staffone - il braccio ad angolo retto
fa da cornice, con il tronco del corpo, alla faccia, piombata chissà dove tra i
pensieri di qualche ciuffo tra i capelli al di sopra dalle ciglia, un po' più
in là si notava in mostra assorta, l'uomo dagli occhiali sul naso che punta lo
Zoo di panna montata, prima che il bus si allontani dalla zona in questione. –
Ma come farà mai l’autista ad orientarsi nella nebbia ed i viaggiatori a
riconoscere gli uccelli nelle voliere? - Guardo nella bianca penombra scrutando
tra le reti che recintano il giardino zoologico e mi accorgo che scorgere le
scimmie pallide nello sbadiglio di primo mattino è impresa ardua con il pullman
che scivola veloce sulla strada sudata di nebbia, mentre il mio corpo s'asciuga,
dopo le tre ore notturne lavorative che infine hanno visto il cielo imbiancarsi
a poco a poco. - Qualche ora fa, chissà, forse mi chiedevo fosse il caso salire
in quel pullman, pure di lunedì mattina? Per recarmi a lavoro? Ma non ricordavo
l’orario, ed è inutile uscire ora per accertarsi del numero da prendere ed a
che ora. Alla fermata dei pullman di gente affollata in questo momento non mi
voglio proprio recare. - È buio e lo Zoo è chiuso - gli animali feroci dormono
ed io tra poco me n'esco di casa per un bicchiere al pub - delirium tremens
perseguitato dalla scimmia: che paura! - Ieri, passeggiavo in un posto assurdo e
tramavo una storia del tipo maniacale scientifico, nella quale s’elabora un
trattato, sul come adoperarsi al fin che si squarti bene la vittima di turno. -
Questo genere di racconto a Londra è venerato e più o meno era la storia di
cronaca nera che leggevo, quando è comparso il tipo dal naso Pinoclietto
Finoclietty. - Allora, mentre pensavo alla storia da inventare, tra gli
ingredienti della strada come se fosse cocktail al sangue per vampiri full
style, è comparsa una ragazza che ha aperto una botola nella via ed è
scomparsa dal suolo. – Guardavo circospetto senza toccare i ******* per
vedere se lei medesima, uscisse sotto veste zombie, da qualche altra parte;
figurarsi in perlustrazione … ho riconosciuto quella casa vicino, per il
locale dove girai un film come attore principale, intento a macinare l'allucione
della diva sul tavolo tra le pietanze, insieme ad altri commensali che fungevano
da corollario per la mia corona, la quale pesava abbastanza sulla testa, forse
tanto, da lasciarmi i segni dei continenti. - ... E proprio ieri mattina, dopo
molti mesi che non la sentivo, mi ha telefonato la regista di quel film; ma come
faceva a sapere mi piaceva passeggiare di là per montare storie assurde, sul
marciapiede alla fermata hanno scritto " prostitution " ed hanno dipinto un
topastro gigante alla parete teatrale. - Un’attricetta di quelle, l'ultima
volta che ci passai mi gridò " you need a wife ". –‘Uai … f - boh?!.

Fine

4/12/04 9:19:18 pm

face&Bene
rimudaSirePope
AdoremusComputerLuceInTerraStellare una real†à per far rinascere i
morti 'Nhuè 'nhuè voglio a mammà & papà 'Nhuè 'nhuè DNA

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