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26 agosto 2010.

Pierfrancesco 26 Ago 2016 12:26
26 agosto 2010: in quello stu***** medico di ospedale sento pronunciare le
terribili quattro parole: “e non e’ benigno”....

Sento la mia voce rispondere: “quello che mi sta dicendo e’
sconvolgente”, ma non sono io che parlo e’ solo la mia voce; non ho
realizzato del tutto, o forse niente ....

E quando saliamo in reparto, per fissare una ipotesi delle iniziative da
prendere, l’infermiera che sta li’ mi guarda e mi dice: “cerchi di stare
calmo signore”: mi rendo conto dopo che dovevo essere terreo.

Non l'avevo mai considerato: sono troppo giovane...

Poi navigo in un mare calmo immerso in una nebbia fitta, senza
sensazioni….. la nostra mente ci vuole bene … ci protegge….

Curioso.... nel giro di un paio di giorni smetto di fumare senza alcuno
sforzo.... ma come ..... ci avevo provato diverse volte senza riuscirci;
una volta sono stato perfino un anno senza fumo (ma ingurgitando
quintali di mentine), e dopo un anno ho ripreso ……. certo che la nostra
mente e' anche molto strana....

Poi comincia l’attesa dell’intervento: settimane deprimenti ……


--
Questo post vuole (vorrebbe) essere solo uno spunto di riflessione.
Per contatti: pierferraro@teletu.it
Pierfrancesco
cristina punto e basta 27 Ago 2016 18:07
Se sei qui a scriverlo è già un ottimo traguardo.
Mi piacerebbe conoscere anche il resto del racconto, se ti va.
Pierfrancesco 28 Ago 2016 00:14
cristina punto e basta <anits.irc.27@gmail.com> ha scritto:

>
> Se sei qui a scriverlo è già un ottimo traguardo.
> Mi piacerebbe conoscere anche il resto del racconto, se ti va.
>

Certo che mi va, anzi ti ringrazio del tuo post.

Infatti questo voleva essere solo un primo assaggio a mo' di test di
gradimento per capire se la cosa avrebbe interessato qualcuno.

Adesso che lo so provvedo.

La cosa non sara' pero' velocissima perche' il resto del racconto ancora
non esiste....

--
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Pierfrancesco
Pierfrancesco 30 Ago 2016 22:54
IL CIELO DI CENERE

Capitolo 1.

26 agosto 2010: in quello stu***** medico di ospedale sento pronunciare
le terribili quattro parole: “e non e’ benigno”.

Sento la mia voce rispondere: “quello che mi sta dicendo e’
sconvolgente”, ma non sono io che parlo e’ solo la mia voce; non ho
realizzato del tutto (o forse poco o … niente).

E quando saliamo in reparto per fissare una ipotesi delle iniziative da
prendere, l’infermiera che sta li’ mi guarda e mi dice: “cerchi di
stare calmo signore”: mi rendo conto dopo che dovevo essere terreo.

Poi navigo in un mare calmo immerso in una nebbia fittissima, senza
sensazioni…..

La nostra mente ci vuole bene … ci protegge….

Con sforzo telefono a mia moglie a Berlino: c'e' andata con la nostra
figlia Cristiana per stare vicino all'altra, Monica, che sta facendo il
dottorato la', ed a Mattia, figlio suo, nipote adorato, che sta con
lei.

Abbiamo anche una terza figlia sposata: Alice, vive vicino a noi con il
marito e due splendidi bambini, ma non me la sento di parlarle: lo
fara' mia moglie.

Le dico le stesse parole: "... e non e' benigno ..."

Qualche domanda ...ma per telefono e' difficile.....

E poi non siamo gente di tante parole noi...

Ma non ce n'e' granche' bisogno: e' tutto disperatamente fin troppo
chiaro.

Telefono a mia madre e lo do' la notizia nello stesso modo.... Mi
chiede qualche conferma medica.

Dopo un po' mi richiama: "io sentirei cosa ne pensa quel bravo medico
che mi ha operato i calcoli".
Normalmente ci avrei pensato io, ma non sono in grado di pensare
lucidamente.

E' il dott. Cipriani: ci conosciamo perche’ siamo stati in commissione
di concorso insieme, seppur con ruoli diversi, ma non siamo in
confidenza, tuttavia mi sembra una buona idea.

Vado in aeroporto a prendere mia moglie e Chiara.

Ci guardiamo, seri, all'inizio nessuno dice niente... sembriamo
impauriti di affrontare l'argomento, poi se ne parla un
po'...cerchiamo, forse, un qualche spunto che ci possa dare una
speranza ...

…….

Dal dott. Cipriani: io, mia moglie e Chiara: gli illustro brevemente la
situazione e gli porgo i documenti medici: li guarda pensieroso: cerco
di percepire le sue reazione dall'espressione del viso: ma non ne vedo
o forse sono io che non sono in grado di percepirle.

Posa i documenti, ci guarda: "E' da operare..."

"state sereni... questa e' una situazione dove l'intervento da'
un'altissima percentuale di guarigione". Mi manca il coraggio di
chiedergli cosa intende per altissima: 90% ? 60%? Perche' non 20%?
rispetto a zero e' altissima: meglio non sapere.

E che vuol dire 60% ? Che se mi operano 100 volte 60 volte guarisco ?
Non mi insegnavano forse i miei professori che la statistica su un solo
tentativo non ha senso ?
La mente mi sta facendo scherzi strani. Meglio non pensarci....

Cerco di saperne qualcosa in rete: sono sommerso di informazioni c'e'
di tutto il suo contrario e ogni volta che lo faccio, alla fine resto
un impressionato, cosi' non ci provo piu'.

Curioso: smetto di fumare senza alcuno sforzo. Ma come ? ci avevo
provato diverse volte senza riuscirci; una volta sono stato perfino un
anno senza fumo (ma ingurgitando quintali di mentine), e dopo un anno
ho ripreso ……. certo che e’ proprio strana la nostra mente.

Lunghe settimane in attesa dell'intervento...

Seduto sul divano, davanti alla tv che seguo a tratti, vedo dalla
finestra splendidi pomeriggi di sole di fine estate, con i suoi colori
cosi' caldi. E la campagna circostante con i campi di mais, di alberi
da frutta, quelli dove c’e' stata la fienagione.....

Quanto e' bello ! Perche' mi viene tolto ?

E spesso ho una stranissima sensazione: la sensazione di un "cielo di
cenere".

Non la so descrivere, non e' un sogno ad occhi aperti, non e'
un'impressione vaga, sembra una percezione nuova che non ho mai avuto.

Forse in una situazione cosi' le nostre sensazioni acquistano una
dimensione nuova e 'altra'.

Cielo di cenere.... senza sole, e la cenere cade, quasi come la neve,
in fiocchi leggeri, che ricoprono tutto di grigio, e tutto e'
silenzioso, morto.... rari sbuffi d'aria ne sollevano un po', ma poi
cade piano piano.

E' questo che mi dice la mia mente: pensa che il mondo e' cosi... in
questo modo lo potrai lasciare con meno rimpianto.

E poi prendo coscienza dell'idea disperata che il "futuro non c'e' piu'
". Non avevo mai pensato a come ci si puo' sentire. Un urlo spaventoso
di rifiuto.....

E cosi 'passano lenti i giorni ……

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Pierfrancesco

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