Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Voci in controtendenza

pecco 31 Mar 2016 19:17
Avevano preso un furetto per il loro bambino, ma dopo l'iniziale entusiasmo il
dubbio era: tenerlo o restituirlo (al limite rivenderlo o, alla peggio,
regalarlo)? Ai due genitori, in buoni rapporti tra loro ma da tempo separati,
era sembrata un'ottima idea acquistare un animale domestico che facesse
compagnia a loro figlio, destinato a non avere fratelli nell'immediato, e alle
prese con l'inizio dell'adolescenza. Non avevano fatto però i conti con la sua
richiesta un po' particolare: non il solito gatto o cane, sicuramente più
gestibile, ma un animale un tantino esotico, che si era rivelato subito non
facilissimo da tenere per via dell'odore forte che emanava quando si sentiva "in
pericolo" o comunque a disagio, e della sua tendenza a mordere, congiunta
all'eccessiva vivacità nelle ore da sveglio (un quarto delle ventiquattro della
giornata).
Il bambino, o meglio ragazzo, visti gli undici anni appena compiuti, capì che
per farsi accettare dall'animale, e fare accettare l'animale stesso dai suoi,
doveva trovare un linguaggio comune con lui. Difficilissimo: quello a stento
emetteva qualche verso, e solo in fase di *******
Poi, riflettendo, egli capì. Era un altro il linguaggio col quale sarebbe
riuscito veramente a interagire col furetto.
Il linguaggio del cuore.
Ma quale la voce per parlarlo? Era necessario che la voce sua e dell'animale si
accordassero. Non fu facile, anzi, all'inizio sembrava una strada impraticabile.
Troppa diversità tra i due, forse anche una reciproca paura, nutrita dalla
diffidenza.
Eppure, con tanta pazienza ed esercizio passo passo, giorno dopo giorno, non
appena l'animale riuscì a comprendere lo sforzo del padroncino, l'intesa
progressivamente crebbe e ... l'impossibile divenne possibile!
Due voci all'unisono, da allora, sulla strada dell'integrazione e della
condivisione. Due voci amabilmente in controtendenza, per dimostare che agli
animali, come agli esseri umani, batte il cuore e la vita in quel battito non è
di serie a o b: è comunque vita.
Vita, amabilmente vita: vita e basta.
hastridmodifica 31 Mar 2016 20:05
Il giorno giovedì 31 marzo 2016 19:17:11 UTC+2, pecco ha scritto:
> Avevano preso un furetto per il loro bambino, ma dopo l'iniziale entusiasmo il
dubbio era: tenerlo o restituirlo (al limite rivenderlo o, alla peggio,
regalarlo)? Ai due genitori, in buoni rapporti tra loro ma da tempo separati,
era sembrata un'ottima idea acquistare un animale domestico che facesse
compagnia a loro figlio, destinato a non avere fratelli nell'immediato, e alle
prese con l'inizio dell'adolescenza. Non avevano fatto però i conti con la sua
richiesta un po' particolare: non il solito gatto o cane, sicuramente più
gestibile, ma un animale un tantino esotico, che si era rivelato subito non
facilissimo da tenere per via dell'odore forte che emanava quando si sentiva "in
pericolo" o comunque a disagio, e della sua tendenza a mordere, congiunta
all'eccessiva vivacità nelle ore da sveglio (un quarto delle ventiquattro della
giornata).
> Il bambino, o meglio ragazzo, visti gli undici anni appena compiuti, capì che
per farsi accettare dall'animale, e fare accettare l'animale stesso dai suoi,
doveva trovare un linguaggio comune con lui. Difficilissimo: quello a stento
emetteva qualche verso, e solo in fase di *******
> Poi, riflettendo, egli capì. Era un altro il linguaggio col quale sarebbe
riuscito veramente a interagire col furetto.
> Il linguaggio del cuore.
> Ma quale la voce per parlarlo? Era necessario che la voce sua e dell'animale
si accordassero. Non fu facile, anzi, all'inizio sembrava una strada
impraticabile. Troppa diversità tra i due, forse anche una reciproca paura,
nutrita dalla diffidenza.
> Eppure, con tanta pazienza ed esercizio passo passo, giorno dopo giorno, non
appena l'animale riuscì a comprendere lo sforzo del padroncino, l'intesa
progressivamente crebbe e ... l'impossibile divenne possibile!
> Due voci all'unisono, da allora, sulla strada dell'integrazione e della
condivisione. Due voci amabilmente in controtendenza, per dimostare che agli
animali, come agli esseri umani, batte il cuore e la vita in quel battito non è
di serie a o b: è comunque vita.
> Vita, amabilmente vita: vita e basta.

"in pericolo" non andava masso tra virgolette.

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