Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Scritto anonimo

danca (Daniele Campagna) 19 Feb 2016 15:33
Da una cara amica nel 2009 (senza titolo)
--------------------------------------

Mi chiamo Alice.
Ieri ero Irene e domani si vedrà.
Il mio vero nome io lo scelgo ogni giorno
per sentirmi sempre nuova;
rinata ad ogni alba.

Il nome è un passaporto verso la legalità e la rispettabilità;
un alito di poche lettere che racchiudono una storia.

I miei nomi sono come soffi nel vento
per chiamarmi ci vogliono molti aliti,
sempre diversi

Un oggetto venduto potrà essere sostituito da un altro,
ma i respiri sono capolavori unici, irripetibili,
insostituibili.

Il mio patrimonio vitale me lo sono giocato in fretta
senza avere il tempo di pensare.
voci dense e strade, tante strade che si sono intrecciate
e lasciate davanti al mio sguardo.
come cambio nome
cambio anche strada.

Ci sono quelli a cui piace vivere sempre nella stessa casa.
per tutta la vita.
E' un bisogno o forse credono che avendo radici salde
sicuramente daranno buoni frutti,
eppure
ho visto troppi frutti andati a male nonostante venissero
dagli alberi migliori.

No, io non mi fermo!

Le strade scorrono veloci sotto i miei tacchi
le mie uniche radici.
Appena il tallone si appoggia,
subito il ginocchio lo richiama verso di sè
perchè l'asfalto non è un terreno fertile
su cui piantare sogni.
Però, è un luogo adatto per seppellirceli.

Sognare è un lusso di chi ha speranza
e io non ne ho alcuna,
non ho mai avuto un credo
chi crede ha bisogno di orientarsi,
così che nella ricerca possa ritrova se stesso.

Ma io non mi devo ritrovare, sono sempre ovunque
mai da nessuna parte.
Non appartengo, non possiedo.
Non ho un dove, non un quando
però ho due tacchi, tanti nomi ed un corpo
di cui sono proprietaria senza viverci.

Chi lo vive? Chi lo posiede?
Chi offre per averlo.
e quando qualcuno di nuovo arriva,
io scappo a rintanarmi
nello spazio infinito del nulla,
mi iberno sotto il sole dell'o*****.

Nessuno puo trovarmi.
Si dice che la libertà ha un prezzo
io lo pago nella clandestinità del mio animo.
L'aspetto più difficile del mio vivere;
occuparmi di un corpo che è ragione del mio esistere
ma anche dell'esilio da me stessa.

Lo tengo attraente per coloro che vorranno spezzare
la mia persona in due: da un lato il corpo,
dall'altro io.

Non ho un passato da ricordare,
il mio futuro è già passato,
senza che me ne accorgessi.
Le stagioni sono le rughe
che si aggiungono nel mio animo.
E' così che mi misuro,
perchè non ho età.

Mi nascondo per accettarmi
e vivo per fondermi nel mistero.
Non provo a rompere le catene
di questa prigionia tinta di libertà,
perchè nessuno mi vorrebbe mai accanto a sè
proprio come io stessa non mi voglio.

Forse perchè in fondo la clandestinità
del mio animo non mi impedisce di conoscermi,
mentre quella che troverei fuori
mi accuserebbe di non esserci
di non esistere, di non vivere.

Vivere nonostante tutto
perchè l'attimo estremo dell'esistenza
appartiene alla morte.
La morte è imparziale, non chiede il nostro parere,
non si smentisce mai.
La morte libera l'anima dal peso del corpo,
in essa si racchiude il senso di tutto,
come una porta che si apre verso il mistero
dando finalmente risposta ai perchè.

Ecco il senso unico del mio esserci;
essere ricca di perchè,
per obbligare la morte ad un dialogo
che la metta a *****o,
così come io mi metto a *****o
ogni giorno, davanti all'umanità.
-------------------------------------

Postava qui qualche volta, ma non so se cittadina ci aveva regalato
questo bel frammento.

Dan
--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
hastridmodifica 20 Feb 2016 00:45
Il giorno venerdì 19 febbraio 2016 15:32:09 UTC+1, danca (Daniele Campagna) ha
scritto:
> Da una cara amica nel 2009 (senza titolo)
> --------------------------------------
>
> Mi chiamo Alice.
> Ieri ero Irene e domani si vedrà.
> Il mio vero nome io lo scelgo ogni giorno
> per sentirmi sempre nuova;
> rinata ad ogni alba.
>
> Il nome è un passaporto verso la legalità e la rispettabilità;
> un alito di poche lettere che racchiudono una storia.
>
> I miei nomi sono come soffi nel vento
> per chiamarmi ci vogliono molti aliti,
> sempre diversi
>
> Un oggetto venduto potrà essere sostituito da un altro,
> ma i respiri sono capolavori unici, irripetibili,
> insostituibili.
>
> Il mio patrimonio vitale me lo sono giocato in fretta
> senza avere il tempo di pensare.
> voci dense e strade, tante strade che si sono intrecciate
> e lasciate davanti al mio sguardo.
> come cambio nome
> cambio anche strada.
>
> Ci sono quelli a cui piace vivere sempre nella stessa casa.
> per tutta la vita.
> E' un bisogno o forse credono che avendo radici salde
> sicuramente daranno buoni frutti,
> eppure
> ho visto troppi frutti andati a male nonostante venissero
> dagli alberi migliori.
>
> No, io non mi fermo!
>
> Le strade scorrono veloci sotto i miei tacchi
> le mie uniche radici.
> Appena il tallone si appoggia,
> subito il ginocchio lo richiama verso di sè
> perchè l'asfalto non è un terreno fertile
> su cui piantare sogni.
> Però, è un luogo adatto per seppellirceli.
>
> Sognare è un lusso di chi ha speranza
> e io non ne ho alcuna,
> non ho mai avuto un credo
> chi crede ha bisogno di orientarsi,
> così che nella ricerca possa ritrova se stesso.
>
> Ma io non mi devo ritrovare, sono sempre ovunque
> mai da nessuna parte.
> Non appartengo, non possiedo.
> Non ho un dove, non un quando
> però ho due tacchi, tanti nomi ed un corpo
> di cui sono proprietaria senza viverci.
>
> Chi lo vive? Chi lo posiede?
> Chi offre per averlo.
> e quando qualcuno di nuovo arriva,
> io scappo a rintanarmi
> nello spazio infinito del nulla,
> mi iberno sotto il sole dell'o*****.
>
> Nessuno puo trovarmi.
> Si dice che la libertà ha un prezzo
> io lo pago nella clandestinità del mio animo.
> L'aspetto più difficile del mio vivere;
> occuparmi di un corpo che è ragione del mio esistere
> ma anche dell'esilio da me stessa.
>
> Lo tengo attraente per coloro che vorranno spezzare
> la mia persona in due: da un lato il corpo,
> dall'altro io.
>
> Non ho un passato da ricordare,
> il mio futuro è già passato,
> senza che me ne accorgessi.


> Le stagioni sono le rughe
> che si aggiungono nel mio animo.

qui la fanciulla ha fatto uno scivolone di b*****ità.


> E' così che mi misuro,
> perchè non ho età.
>
> Mi nascondo per accettarmi
> e vivo per fondermi nel mistero.
> Non provo a rompere le catene
> di questa prigionia tinta di libertà,
> perchè nessuno mi vorrebbe mai accanto a sè
> proprio come io stessa non mi voglio.
>
> Forse perchè in fondo la clandestinità
> del mio animo

eddai con quest'anima! non è male (secondo me) però quando ci mette l'anima di
mezzo s*****a tutto (cit. una macchia in cielo s*****a tutto il cielo)


non mi impedisce di conoscermi,
> mentre quella che troverei fuori
> mi accuserebbe di non esserci
> di non esistere, di non vivere.
>
> Vivere nonostante tutto
> perchè l'attimo estremo dell'esistenza
> appartiene alla morte.
> La morte è imparziale, non chiede il nostro parere,
> non si smentisce mai.
> La morte libera l'anima dal peso del corpo,
> in essa si racchiude il senso di tutto,
> come una porta che si apre verso il mistero
> dando finalmente risposta ai perchè.
>
> Ecco il senso unico del mio esserci;
> essere ricca di perchè,
> per obbligare la morte ad un dialogo
> che la metta a *****o,
> così come io mi metto a *****o
> ogni giorno, davanti all'umanità.
> -------------------------------------
>
> Postava qui qualche volta, ma non so se cittadina ci aveva regalato
> questo bel frammento.
>
> Dan



> --
> "Everybody should pay taxes with a smile"
> I tried, but they want money.
hastridmodifica 20 Feb 2016 00:56
Il giorno venerdì 19 febbraio 2016 15:32:09 UTC+1, danca (Daniele Campagna) ha
scritto:
> Da una cara amica nel 2009 (senza titolo)
> --------------------------------------
>
> Mi chiamo Alice.
> Ieri ero Irene e domani si vedrà.
> Il mio vero nome io lo scelgo ogni giorno
> per sentirmi sempre nuova;
> rinata ad ogni alba.
>
> Il nome è un passaporto verso la legalità e la rispettabilità;
> un alito di poche lettere che racchiudono una storia.
>
> I miei nomi sono come soffi nel vento
> per chiamarmi ci vogliono molti aliti,
> sempre diversi
>
> Un oggetto venduto potrà essere sostituito da un altro,
> ma i respiri sono capolavori unici, irripetibili,
> insostituibili.
>
> Il mio patrimonio vitale me lo sono giocato in fretta
> senza avere il tempo di pensare.
> voci dense e strade, tante strade che si sono intrecciate
> e lasciate davanti al mio sguardo.
> come cambio nome
> cambio anche strada.
>
> Ci sono quelli a cui piace vivere sempre nella stessa casa.
> per tutta la vita.
> E' un bisogno o forse credono che avendo radici salde
> sicuramente daranno buoni frutti,
> eppure
> ho visto troppi frutti andati a male nonostante venissero
> dagli alberi migliori.
>
> No, io non mi fermo!
>
> Le strade scorrono veloci sotto i miei tacchi
> le mie uniche radici.
> Appena il tallone si appoggia,
> subito il ginocchio lo richiama verso di sè
> perchè l'asfalto non è un terreno fertile
> su cui piantare sogni.
> Però, è un luogo adatto per seppellirceli.
>
> Sognare è un lusso di chi ha speranza
> e io non ne ho alcuna,
> non ho mai avuto un credo
> chi crede ha bisogno di orientarsi,
> così che nella ricerca possa ritrova se stesso.
>
> Ma io non mi devo ritrovare, sono sempre ovunque
> mai da nessuna parte.
> Non appartengo, non possiedo.
> Non ho un dove, non un quando
> però ho due tacchi, tanti nomi ed un corpo
> di cui sono proprietaria senza viverci.
>
> Chi lo vive? Chi lo posiede?
> Chi offre per averlo.
> e quando qualcuno di nuovo arriva,
> io scappo a rintanarmi
> nello spazio infinito del nulla,
> mi iberno sotto il sole dell'o*****.
>
> Nessuno puo trovarmi.
> Si dice che la libertà ha un prezzo
> io lo pago nella clandestinità del mio animo.
> L'aspetto più difficile del mio vivere;
> occuparmi di un corpo che è ragione del mio esistere
> ma anche dell'esilio da me stessa.
>
> Lo tengo attraente per coloro che vorranno spezzare
> la mia persona in due: da un lato il corpo,
> dall'altro io.
>
> Non ho un passato da ricordare,
> il mio futuro è già passato,
> senza che me ne accorgessi.
> Le stagioni sono le rughe
> che si aggiungono nel mio animo.
> E' così che mi misuro,
> perchè non ho età.
>
> Mi nascondo per accettarmi
> e vivo per fondermi nel mistero.
> Non provo a rompere le catene
> di questa prigionia tinta di libertà,
> perchè nessuno mi vorrebbe mai accanto a sè
> proprio come io stessa non mi voglio.
>
> Forse perchè in fondo la clandestinità
> del mio animo non mi impedisce di conoscermi,
> mentre quella che troverei fuori
> mi accuserebbe di non esserci
> di non esistere, di non vivere.
>
> Vivere nonostante tutto
> perchè l'attimo estremo dell'esistenza
> appartiene alla morte.
> La morte è imparziale, non chiede il nostro parere,
> non si smentisce mai.
> La morte libera l'anima dal peso del corpo,
> in essa si racchiude il senso di tutto,
> come una porta che si apre verso il mistero
> dando finalmente risposta ai perchè.
>
> Ecco il senso unico del mio esserci;
> essere ricca di perchè,
> per obbligare la morte ad un dialogo
> che la metta a *****o,
> così come io mi metto a *****o
> ogni giorno, davanti all'umanità.
> -------------------------------------
>
> Postava qui qualche volta, ma non so se cittadina ci aveva regalato
> questo bel frammento.
>
> Dan
> --
> "Everybody should pay taxes with a smile"
> I tried, but they want money.

ho fatto un pasticcio. scusami. avevo spulciato il pezzo ma è venuto fuori una
roba senza senso.
danca (Daniele Campagna) 20 Feb 2016 10:20
Il 02/20/2016 12:56 AM, hastridmodifica ha scritto:
> Il giorno venerdì 19 febbraio 2016 15:32:09 UTC+1, danca (Daniele Campagna)
ha scritto:
>> Da una cara amica nel 2009 (senza titolo)
>> --------------------------------------
>>
>> Mi chiamo Alice.
...
>
> ho fatto un pasticcio. scusami. avevo spulciato il pezzo ma è venuto fuori
una roba senza senso.
>
>

Sei stata un po' severa... mi pare di capire che non ti è piaciuto un
granché. Pazienza. Probabilmente si tratta di qualcosa scritto
abbastanza di getto, quindi da valutare nell'insieme, senza stare troppo
a sottilizzare sulle singole parole.

Dan
--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
hastridmodifica 20 Feb 2016 16:44
Il giorno venerdì 19 febbraio 2016 15:32:09 UTC+1, danca (Daniele Campagna) ha
scritto:
> Da una cara amica nel 2009 (senza titolo)
> --------------------------------------
>
> Mi chiamo Alice.
> Ieri ero Irene e domani si vedrà.
> Il mio vero nome io lo scelgo ogni giorno
> per sentirmi sempre nuova;
> rinata ad ogni alba.
>
> Il nome è un passaporto verso la legalità e la rispettabilità;
> un alito di poche lettere che racchiudono una storia.
>
> I miei nomi sono come soffi nel vento
> per chiamarmi ci vogliono molti aliti,
> sempre diversi
>
> Un oggetto venduto potrà essere sostituito da un altro,
> ma i respiri sono capolavori unici, irripetibili,
> insostituibili.
>
> Il mio patrimonio vitale me lo sono giocato in fretta
> senza avere il tempo di pensare.
> voci dense e strade, tante strade che si sono intrecciate
> e lasciate davanti al mio sguardo.
> come cambio nome
> cambio anche strada.
>
> Ci sono quelli a cui piace vivere sempre nella stessa casa.
> per tutta la vita.
> E' un bisogno o forse credono che avendo radici salde
> sicuramente daranno buoni frutti,
> eppure
> ho visto troppi frutti andati a male nonostante venissero
> dagli alberi migliori.
>
> No, io non mi fermo!
>
> Le strade scorrono veloci sotto i miei tacchi
> le mie uniche radici.
> Appena il tallone si appoggia,
> subito il ginocchio lo richiama verso di sè
> perchè l'asfalto non è un terreno fertile
> su cui piantare sogni.
> Però, è un luogo adatto per seppellirceli.
>
> Sognare è un lusso di chi ha speranza
> e io non ne ho alcuna,
> non ho mai avuto un credo
> chi crede ha bisogno di orientarsi,
> così che nella ricerca possa ritrova se stesso.
>
> Ma io non mi devo ritrovare, sono sempre ovunque
> mai da nessuna parte.
> Non appartengo, non possiedo.
> Non ho un dove, non un quando
> però ho due tacchi, tanti nomi ed un corpo
> di cui sono proprietaria senza viverci.
>
> Chi lo vive? Chi lo posiede?
> Chi offre per averlo.
> e quando qualcuno di nuovo arriva,
> io scappo a rintanarmi
> nello spazio infinito del nulla,
> mi iberno sotto il sole dell'o*****.
>
> Nessuno puo trovarmi.
> Si dice che la libertà ha un prezzo
> io lo pago nella clandestinità del mio animo.
> L'aspetto più difficile del mio vivere;
> occuparmi di un corpo che è ragione del mio esistere
> ma anche dell'esilio da me stessa.
>
> Lo tengo attraente per coloro che vorranno spezzare
> la mia persona in due: da un lato il corpo,
> dall'altro io.
>
> Non ho un passato da ricordare,
> il mio futuro è già passato,
> senza che me ne accorgessi.
> Le stagioni sono le rughe
> che si aggiungono nel mio animo.
> E' così che mi misuro,
> perchè non ho età.
>
> Mi nascondo per accettarmi
> e vivo per fondermi nel mistero.
> Non provo a rompere le catene
> di questa prigionia tinta di libertà,
> perchè nessuno mi vorrebbe mai accanto a sè
> proprio come io stessa non mi voglio.
>
> Forse perchè in fondo la clandestinità
> del mio animo non mi impedisce di conoscermi,
> mentre quella che troverei fuori
> mi accuserebbe di non esserci
> di non esistere, di non vivere.
>
> Vivere nonostante tutto
> perchè l'attimo estremo dell'esistenza
> appartiene alla morte.
> La morte è imparziale, non chiede il nostro parere,
> non si smentisce mai.
> La morte libera l'anima dal peso del corpo,
> in essa si racchiude il senso di tutto,
> come una porta che si apre verso il mistero
> dando finalmente risposta ai perchè.
>
> Ecco il senso unico del mio esserci;
> essere ricca di perchè,
> per obbligare la morte ad un dialogo
> che la metta a *****o,
> così come io mi metto a *****o
> ogni giorno, davanti all'umanità.
> -------------------------------------
>
> Postava qui qualche volta, ma non so se cittadina ci aveva regalato
> questo bel frammento.
>
> Dan
> --
> "Everybody should pay taxes with a smile"
> I tried, but they want money.

ma no danca!!! severa io?! ce l'ho soltanto con chi usa l'anima dove non c'entra
niente. Tu l'hai ripostato gentilmente ed io mi comporto da ******* nooooo, che
senso di colpa!!
ciaoooo
danca (Daniele Campagna) 20 Feb 2016 17:07
Il 02/20/2016 04:44 PM, hastridmodifica ha scritto:

>
> ma no danca!!! severa io?! ce l'ho soltanto con chi usa l'anima dove non
c'entra niente. Tu l'hai ripostato gentilmente ed io mi comporto da *******
nooooo, che senso di colpa!!
> ciaoooo
>

Demotiva le tue colpevolizzazioni! Nullifica la tua interpretazione di
stronzaggine da parte mia nei tuoi confronti in quanto indimostrata!

Comunque noto e faccio notare che "animo" non è esattamente lo stesso di
"anima".

Del resto, conoscendo la fanciulla, se parla di anima lo fa in senso
figurato/letterario, leggi pure "coscienza", "spirito", "mente", ma
niente di spirituale/religioso, e questo lo si potrebbe anche evincere
dal testo, forse. Mmh... boh.

Dan

--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
nik56 20 Feb 2016 18:01
"danca (Daniele Campagna)" <cyberdanny@tiscalinet.it> ha scritto:
> Da una cara amica nel 2009 (senza titolo)
> --------------------------------------
>
> Mi chiamo Alice.
> Ieri ero Irene e domani si vedrà.
> Il mio vero nome io lo scelgo ogni giorno
> per sentirmi sempre nuova;
> rinata ad ogni alba.
>
> Il nome è un passaporto verso la legalità e la rispettabilità;
> un alito di poche lettere che racchiudono una storia.
>
> I miei nomi sono come soffi nel vento
> per chiamarmi ci vogliono molti aliti,
> sempre diversi
>
> Un oggetto venduto potrà essere sostituito da un altro,
> ma i respiri sono capolavori unici, irripetibili,
> insostituibili.
>
> Il mio patrimonio vitale me lo sono giocato in fretta
> senza avere il tempo di pensare.
> voci dense e strade, tante strade che si sono intrecciate
> e lasciate davanti al mio sguardo.
> come cambio nome
> cambio anche strada.
>
> Ci sono quelli a cui piace vivere sempre nella stessa casa.
> per tutta la vita.
> E' un bisogno o forse credono che avendo radici salde
> sicuramente daranno buoni frutti,
> eppure
> ho visto troppi frutti andati a male nonostante venissero
> dagli alberi migliori.
>
> No, io non mi fermo!
>
> Le strade scorrono veloci sotto i miei tacchi
> le mie uniche radici.
> Appena il tallone si appoggia,
> subito il ginocchio lo richiama verso di sè
> perchè l'asfalto non è un terreno fertile
> su cui piantare sogni.
> Però, è un luogo adatto per seppellirceli.
>
> Sognare è un lusso di chi ha speranza
> e io non ne ho alcuna,
> non ho mai avuto un credo
> chi crede ha bisogno di orientarsi,
> così che nella ricerca possa ritrova se stesso.
>
> Ma io non mi devo ritrovare, sono sempre ovunque
> mai da nessuna parte.
> Non appartengo, non possiedo.
> Non ho un dove, non un quando
> però ho due tacchi, tanti nomi ed un corpo
> di cui sono proprietaria senza viverci.
>
> Chi lo vive? Chi lo posiede?
> Chi offre per averlo.
> e quando qualcuno di nuovo arriva,
> io scappo a rintanarmi
> nello spazio infinito del nulla,
> mi iberno sotto il sole dell'o*****.
>
> Nessuno puo trovarmi.
> Si dice che la libertà ha un prezzo
> io lo pago nella clandestinità del mio animo.
> L'aspetto più difficile del mio vivere;
> occuparmi di un corpo che è ragione del mio esistere
> ma anche dell'esilio da me stessa.
>
> Lo tengo attraente per coloro che vorranno spezzare
> la mia persona in due: da un lato il corpo,
> dall'altro io.
>
> Non ho un passato da ricordare,
> il mio futuro è già passato,
> senza che me ne accorgessi.
> Le stagioni sono le rughe
> che si aggiungono nel mio animo.
> E' così che mi misuro,
> perchè non ho età.
>
> Mi nascondo per accettarmi
> e vivo per fondermi nel mistero.
> Non provo a rompere le catene
> di questa prigionia tinta di libertà,
> perchè nessuno mi vorrebbe mai accanto a sè
> proprio come io stessa non mi voglio.
>
> Forse perchè in fondo la clandestinità
> del mio animo non mi impedisce di conoscermi,
> mentre quella che troverei fuori
> mi accuserebbe di non esserci
> di non esistere, di non vivere.
>
> Vivere nonostante tutto
> perchè l'attimo estremo dell'esistenza
> appartiene alla morte.
> La morte è imparziale, non chiede il nostro parere,
> non si smentisce mai.
> La morte libera l'anima dal peso del corpo,
> in essa si racchiude il senso di tutto,
> come una porta che si apre verso il mistero
> dando finalmente risposta ai perchè.
>
> Ecco il senso unico del mio esserci;
> essere ricca di perchè,
> per obbligare la morte ad un dialogo
> che la metta a *****o,
> così come io mi metto a *****o
> ogni giorno, davanti all'umanità.
> -------------------------------------
>
> Postava qui qualche volta, ma non so se cittadina ci aveva regalato
> questo bel frammento.
>
> Dan

******* che pippone. Ho letto fino ad Alice.

--
nik56


----Android NewsGroup Reader----
http://usenet.sinaapp.com/

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Scritti inediti e consigli per gli autori | Tutti i gruppi | it.arti.scrivere | Notizie e discussioni scrivere | Scrivere Mobile | Servizio di consultazione news.