Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Racconti minimi

bobby 25 Feb 2016 18:15
L' ho scritto di getto una decina di giorni fa, esattamente una domenica.
Non potendo uscire per il forte mal di ******* mi sono immaginato un percorso
di pura fantasia.



Non succede mai niente in Brianza.

Questa mattina come tutte le mattine festive e prefestive, cioè sabato e
domenica, poiché sono molto preciso,
non pignolo come dicono alcuni, sono uscito puntualmente alle nove e
trentasette, secondo più secondo meno.
Generalmente esco alle nove e trentacinque ma avendo dimenticato le chiavi
dell'auto sono tornato indietro a riprenderle.
Giunto nella rimessa completamente vuota ricordo di aver lasciato l'auto
parcheggiata di fronte al portone di casa.
Ho aperto l'auto col telecomando e ho riposto sul sedile guanti, cappello,
sciarpa e ombrello.
Pur essendo in febbraio la giornata era splendida, allora ho tirato giù la
cerniera della giacca a vento
e mi sono avviato a piedi fischiettando.
Amo fare queste brevi passeggiate da casa all'edicola, dall'edicola al bar e
dal bar nuovamente a casa.
In tutto non saranno nemmeno seicento cinquantasette metri se ho calcolato
bene il numero dei passi.
Il margine di errore si aggira tra il cinque e il sette percento.
Passeggio senza un pensiero, quando il mio sguardo si posa accidentalmente
su uno strano tipo.
Alto allampanato, pieno di pregiudizi che spuntano dalle tasche deformate
del cappotto antracite,
il naso adunco, la bocca stretta a fessura.
Si ferma e quasi senza muovere le ******* ma con una voce stridula mi fa: -
Perché ******* mi guardi.
- Perché ho gli occhi - rispondo.
Invece di arrabbiarsi ride squassandosi letteralmente dalle risate.
Rimane per terra di lui solo un cumulo di cartelle, piene di fogli.
Su ognuna il titolo dello specifico pregiudizio.
Leggo a caso alcuni titoli: ebrei, negri, islamici, ******* comunisti,
zingari, evangelici,
abortisti, extracomunitari, drogati, Handicappati fisici e mentali.
Raccolgo tutto e lo infilo dentro il borsone scuro in cui si è trasformato
il cappotto sdrucito del tipo.
Pesa, ******* se pesa. Passando davanti la chiesa dei ******* Maccabei
improvvisamente la borsa si apre.
Le cartelle si trasformano in neri uccelli, che invisibili agli occhi di
tutti, vanno a posarsi sul capo
dei fedeli che sciamano in chiesa per la Messa delle dieci.
Il borsone nel frattempo si è trasformato in un nero corvo con la faccia del
tizio e due penne
ai lati del capo che sembrano due corna.
Vola, sempre più in alto e sparisce all'interno del campanile mentre
risuonano le campane a festa.
Massimo, mi saluta come al solito: - Professore le do La Repubblica, Urania
l'ha presa la scorsa settimana.
Gianni mi chiede : Il caffè lo vuole come al solito decaffeinato? Faccio un
cenno d'assenso.
Svogliatamente mi riavvio verso casa misurando e contando bene i passi per
ridurre l'errore d'approssimazione.
Non succede mai nulla in questi piccoli paesi dell'alta Brianza.


Un caro saluto a tutti, spero di conoscervi meglio nel prosieguo...

Bob

purtroppo di nuovo a casa col mal di ******* ..
cristina punto e basta 25 Feb 2016 22:24
Il giorno giovedì 25 febbraio 2016 18:15:12 UTC+1, bobby ha scritto:
> L' ho scritto di getto una decina di giorni fa, esattamente una domenica.
> Non potendo uscire per il forte mal di ******* mi sono immaginato un percorso
> di pura fantasia.
>
>
>
> Non succede mai niente in Brianza.
>
> Questa mattina come tutte le mattine festive e prefestive, cioè sabato e
> domenica, poiché sono molto preciso,
> non pignolo come dicono alcuni, sono uscito puntualmente alle nove e
> trentasette, secondo più secondo meno.
> Generalmente esco alle nove e trentacinque ma avendo dimenticato le chiavi
> dell'auto sono tornato indietro a riprenderle.
> Giunto nella rimessa completamente vuota ricordo di aver lasciato l'auto
> parcheggiata di fronte al portone di casa.
> Ho aperto l'auto col telecomando e ho riposto sul sedile guanti, cappello,
> sciarpa e ombrello.
> Pur essendo in febbraio la giornata era splendida, allora ho tirato giù la
> cerniera della giacca a vento
> e mi sono avviato a piedi fischiettando.
> Amo fare queste brevi passeggiate da casa all'edicola, dall'edicola al bar e
> dal bar nuovamente a casa.
> In tutto non saranno nemmeno seicento cinquantasette metri se ho calcolato
> bene il numero dei passi.
> Il margine di errore si aggira tra il cinque e il sette percento.
> Passeggio senza un pensiero, quando il mio sguardo si posa accidentalmente
> su uno strano tipo.
> Alto allampanato, pieno di pregiudizi che spuntano dalle tasche deformate
> del cappotto antracite,
> il naso adunco, la bocca stretta a fessura.
> Si ferma e quasi senza muovere le ******* ma con una voce stridula mi fa: -
> Perché ******* mi guardi.
> - Perché ho gli occhi - rispondo.
> Invece di arrabbiarsi ride squassandosi letteralmente dalle risate.
> Rimane per terra di lui solo un cumulo di cartelle, piene di fogli.
> Su ognuna il titolo dello specifico pregiudizio.
> Leggo a caso alcuni titoli: ebrei, negri, islamici, ******* comunisti,
> zingari, evangelici,
> abortisti, extracomunitari, drogati, Handicappati fisici e mentali.
> Raccolgo tutto e lo infilo dentro il borsone scuro in cui si è trasformato
> il cappotto sdrucito del tipo.
> Pesa, ******* se pesa. Passando davanti la chiesa dei ******* Maccabei
> improvvisamente la borsa si apre.
> Le cartelle si trasformano in neri uccelli, che invisibili agli occhi di
> tutti, vanno a posarsi sul capo
> dei fedeli che sciamano in chiesa per la Messa delle dieci.
> Il borsone nel frattempo si è trasformato in un nero corvo con la faccia del
> tizio e due penne
> ai lati del capo che sembrano due corna.
> Vola, sempre più in alto e sparisce all'interno del campanile mentre
> risuonano le campane a festa.
> Massimo, mi saluta come al solito: - Professore le do La Repubblica, Urania
> l'ha presa la scorsa settimana.
> Gianni mi chiede : Il caffè lo vuole come al solito decaffeinato? Faccio un
> cenno d'assenso.
> Svogliatamente mi riavvio verso casa misurando e contando bene i passi per
> ridurre l'errore d'approssimazione.
> Non succede mai nulla in questi piccoli paesi dell'alta Brianza.
>
>
> Un caro saluto a tutti, spero di conoscervi meglio nel prosieguo...
>
> Bob
>
> purtroppo di nuovo a casa col mal di ******* ..

Caro Bob,
letto con piacere il tuo racconto, mi è piaciuto il modo in cui salti dalla
quotidianità all'onirico e viceversa. Ho apprezzato anche la conclusione che
rimanda alla frase iniziale ma che alla fine assume un sapore diverso, un po'
ironico o forse rassegnato.
(Stasera tu mal di ******* per solidarietà io mal di testa ... ;)
danca (Daniele Campagna) 26 Feb 2016 22:13
Il 02/25/2016 06:15 PM, bobby ha scritto:
> L' ho scritto di getto una decina di giorni fa, esattamente una domenica.
> Non potendo uscire per il forte mal di ******* mi sono immaginato un
> percorso di pura fantasia.
>
>
>
> Non succede mai niente in Brianza.
>
...
>
>
> Un caro saluto a tutti, spero di conoscervi meglio nel prosieguo...
>
> Bob
>
> purtroppo di nuovo a casa col mal di ******* ..

Ciao bobby, a me non ha entusiasmato il raccontino ma è una questione di
opinioni. Intanto noto che almeno non hai fatto errori di ortografia, il
che di questi tempi è di per sé degno di nota, ahimé, e poi che c'è un
che di fresco e comunque una nota di originalità da non disprezzare (ma
non basta). Poi guarda, l'onirico è davvero difficile da trattare, io se
tento quella strada mi rifaccio a Buzzati e come al solito riesco al più
a mettere giù una imitazione del maestro, come feci in un racconto che
probabilmente postai anni fa, dal titolo "Federzoni", che era un signore
che si trovava ad un banchetto eccetera.
Personalmente, leggerò con piacere comunque i tuoi tentativi. Insomma
blando incoraggiamento.

Dan
--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
bobby 28 Feb 2016 16:22
>> bobby scrisse:
>> L' ho scritto di getto...

>"danca (Daniele Campagna)" ha scritto l'onirico è davvero difficile da
>trattare, io se
tento quella strada mi rifaccio a Buzzati...

Grazie per la lettura e i consigli.
Comunque il mio non vorrebbe essere uno scritto onirico...
con tutte le pecche che ho, mi rifaccio più a scrittori
come Jonathan Lethem. Tento la commistione dei generi,
tento di evidenziare l'assurdo nella vita quotidiana.
Un vecchio professore ormai in pensione, cerca con le sue
false allucinazioni di dare un senso alla scialba vita di provincia.
bobby 28 Feb 2016 16:31
>> bobby scrisse
>>....mi sono immaginato un percorso di pura fantasia.

>"cristina punto e basta" ha scritto
>...letto con piacere il tuo racconto,

Grazie per la lettura e i complimenti sicuramente immeritati

Un caro saluto

Bob
danca (Daniele Campagna) 28 Feb 2016 21:33
Il 02/28/2016 04:22 PM, bobby ha scritto:
>
>
>>> bobby scrisse:
>>> L' ho scritto di getto...
>
>> "danca (Daniele Campagna)" ha scritto l'onirico è davvero difficile
>> da trattare, io se
> tento quella strada mi rifaccio a Buzzati...
>
> Grazie per la lettura e i consigli.
> Comunque il mio non vorrebbe essere uno scritto onirico...
> con tutte le pecche che ho, mi rifaccio più a scrittori
> come Jonathan Lethem. Tento la commistione dei generi,
> tento di evidenziare l'assurdo nella vita quotidiana.
> Un vecchio professore ormai in pensione, cerca con le sue
> false allucinazioni di dare un senso alla scialba vita di provincia.
>
>
>

Scusami tantissimo per la parola "onirico" che è talmente abusata da far
storcere sicuramente il naso, e non volevo "catalogarti", poi adesso non
so davvero se Buzzati fosse "onirico" eccetera.

Dirò allora forse immaginifico, o magari immaginario, (perché "surreale"
proprio non si può dire, è tabù), diciamo allora "mescolare elementi
quasi di sogno", diciamo quello che si vuole, insomma non mi prendere
troppo alla lettera, era solo un breve commento e questo porta quasi
sempre a qualche frase formulata malamente.

Adesso mi tocca leggermi qualcosa di questo Lethem che non conosco,
qindi grazie. :-)

Dan
--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.

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