Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Batuffoli

bobby 28 Feb 2016 17:27
Questo racconto, con vaghi accenni autobiografici l'ho scritto tempo fa e
postato, credo anche qui, ma sotto altro nick.
Devo confessare infatti che frequento da anni, forse una decina, i newsgroup
a fasi alterne e cambiando tanto
spesso i nick da non ricordarne più neppure i nomi.

Batuffoli

Ogni giorno, cinquecento miliardi di cellule si dividono. In un centinaio di
giorni il corpo umano viene demolito e ricostruito in ogni sua più piccola
parte. Questo processo avviene incessantemente e continuerà, nella migliore
delle ipotesi per alcune centinaia di volte, se non sopraggiungerà prima la
morte. Per tutti è la stessa cosa. Le invisibili piccolissime stringhe, che
formano le cellule e a dire il vero ogni altra forma di materia ed energia,
a loro volta vibrano intorno alle 11 dimensioni del nostro universo
membrana, contiguo a innumerevoli altri universi dove le leggi fisiche sono
diverse dalle nostre. Io riuscendo a malapena a capire il modo lineare, la
sequenza del divenire, del mio corpo nel tempo e nello spazio, non cerco
neppure per un attimo di visualizzare le conseguenze pratiche di questa
teoria ammesso che sia vera. Troppo complessa, e soprattutto non
dimostrabile. Io al massimo posso immaginare di essere fatto di polvere, e
pur non essendo credente, di fatto vicino alla lettera della genesi. Più
semplicemente, gli universi multipli della teoria del tutto, e il nostro
universo membrana, li immagino come vortici di polvere instabili in balia
delle correnti del pensiero e di ogni più piccolo soffio della memoria. A
volte mi vedo come un piccolo mulinello leggermente opaco ma in alcuni punti
luminosi, pochi per la verità. Questo mio modo di essere lo nascondo molto
bene, stando attento ad ogni piccola smagliatura nei discorsi e negli
atteggiamenti che potrebbero rivelare il mio segreto. Così quando, ritrovo
rivoli o piccoli batuffoli di polvere celati sotto i tappeti, dietro gli
armadi, o più semplicemente in fondo all'ombelico, li elimino subito per
paura o timore che contengono pericolosi ricordi. Questa storia costituisce
l'eccezione.
Al principio degli anni 70 la maggiore età si raggiungeva a 21 e non come
adesso a 18 anni.
Allora avevo preso a frequentavo la facoltà di scienze politiche, dopo una
parentesi non positiva in quella di ingegneria. Mi avevano spinto al
cambiamento, il fallimento in alcuni esami importanti di Geometria ed
*****isi, e soprattutto le mie nuove aspirazioni a livello e culturale e
politico.
Finita l'università avrei voluto frequentare la scuola di giornalismo. Mi è
sempre piaciuto scrivere, ma non ho costanza nelle cose. Le inizio e poi mi
disperdo in mille rivoli.
Faccio tantissime cose tutte insieme per molti giorni e poi di colpo più
nulla. Colpa del fenomeno della feltrazione. Le particelle, i filamenti che
costituiscono l'intima fibra del mio essere, si aggrovigliano. Vengono a
crearsi reticoli di nodi indissolubili sempre più stretti e ravvicinati. Si
innesca un processo, una sorta di reazione a catena che agglomera il tutto
vorticante in un'unica massa che subito precipita nella stasi. Niente più
danze gioiose e mulinelli sospinti dalla passione del vento del nuovo
sentire, niente più fantastici voli pindarici, pazze reazioni solipsistiche:
solo calma, calma piatta su tutta la linea.
Un tempo quando mi sentivo in questo stato d'animo, mi rifugiavo nella
lettura dei fumetti. Nembo Kid, come era chiamato allora in Italia
Superman, era il mio preferito. Ma non disdegnavo neppure Kriminal o Satanik
dell'impareggiabile duo Max e Bunker. Crescendo il posto fu preso dai Cosmo
Ponzoni e dagli Urania Mondadori, intervallati da letture più serie come
Pavese in prosa Montale nella poesia. Frequentando gli studi universitari si
imposero altre letture:il manifesto del partito comunista, il "Che fare" e
altri simili, argomento d'esame per storia delle dottrine politiche. Mentre
parlo e scrivo di questi primi anni 70 mi tornano i mente i precedenti anni
60, o meglio la loro scoria di ricordi , venuta a galla nel batuffolo
polveroso del vissuto.
Dopo anni di totale oblio, riemerge il volto di un mio vecchio compagno di
studi delle scuole superiori. Si chiamava Romano. Romano era secco come un
chiodo, non troppo alto, bruno, napoletano d'origine, con una voce
leggermente chioccia e con delle ******* eccessivamente carnose. Fosse stato
una donna avrebbe avuto numerosi corteggiatori. Le sorelle, infatti, dotate
delle stesse caratteristiche non mancavano di ammiratori. Anche se non
bellissime con quelle ******* e con in più i fianchi e i ******* prosperosi,
facevano girare molti ragazzi per strada, suscitando le gelosie del
fratello. In Romano, invece, quelle ******* erano incongrue, più dadaiste che
altro. In caso di litigio, lo facevano soprannominare dai compagni: "muss de
piccione". Un insulto bruciante, visto che il termine tradotto dal dialetto
barese voleva dire avere la bocca come la ******* Dopo il diploma invece di
frequentare l'università, era andato a lavorare a Milano alla Snam e si era
finalmente trovato una donna.
Anni dopo l'ho rincontrato, era senza capelli ingrassato e separato dalla
moglie.
Ma questa è un'altra storia.
Soviet_Mario 28 Feb 2016 20:57
Il 28/02/2016 17.27, bobby ha scritto:
> Questo racconto, con vaghi accenni autobiografici l'ho
> scritto tempo fa e postato, credo anche qui, ma sotto altro
> nick.
> Devo confessare infatti che frequento da anni, forse una
> decina, i newsgroup a fasi alterne e cambiando tanto
> spesso i nick da non ricordarne più neppure i nomi.
>
> Batuffoli
>
> Ogni giorno, cinquecento miliardi di cellule si dividono. In
> un centinaio di giorni il corpo umano viene demolito e
> ricostruito in ogni sua più piccola parte. Questo processo
> avviene incessantemente e continuerà, nella migliore delle
> ipotesi per alcune centinaia di volte,

:( molto ottimistico ... generalmente, per una cellula dai
telomeri intatti (una germinale o una staminale appena
creata), il numero di mitosi è attorno a 50, massimo (in
media) 55, salvo eccezioni.
Cmq per organismi inferiori, tipo certi vermi, hanno
scoperto sistemi (come la deprivazione calorica stretta) di
raddoppiare o persino triplicare la vita, in parte
aumentando il numero di replicazioni, in parte, forse,
allungando le fasi di stasi cellulare.


> se non sopraggiungerà
> prima la morte. Per tutti è la stessa cosa. Le invisibili
> piccolissime stringhe, che formano le cellule e a dire il
> vero ogni altra forma di materia ed energia, a loro volta
> vibrano intorno alle 11 dimensioni del nostro universo
> membrana, contiguo a innumerevoli altri universi dove le
> leggi fisiche sono diverse dalle nostre.

ambiziosa e modesta insiema ... ma carina :)

> Io riuscendo a
> malapena a capire il modo lineare, la sequenza del divenire,
> del mio corpo nel tempo e nello spazio, non cerco neppure
> per un attimo di visualizzare le conseguenze pratiche di
> questa teoria ammesso che sia vera. Troppo complessa, e
> soprattutto non dimostrabile. Io al massimo posso immaginare
> di essere fatto di polvere, e pur non essendo credente, di
> fatto vicino alla lettera della genesi. Più semplicemente,
> gli universi multipli della teoria del tutto, e il nostro
> universo membrana, li immagino come vortici di polvere
> instabili in balia delle correnti del pensiero e di ogni più
> piccolo soffio della memoria. A volte mi vedo come un
> piccolo mulinello leggermente opaco ma in alcuni punti
> luminosi, pochi per la verità. Questo mio modo di essere lo
> nascondo molto bene, stando attento ad ogni piccola
> smagliatura nei discorsi e negli atteggiamenti che
> potrebbero rivelare il mio segreto. Così quando, ritrovo
> rivoli o piccoli batuffoli di polvere celati sotto i
> tappeti, dietro gli armadi, o più semplicemente in fondo
> all'ombelico, li elimino subito per paura o timore che
> contengono pericolosi ricordi. Questa storia costituisce
> l'eccezione.

:) anche questo mi piace. Skippare over molti ordini di
grandezza. Non è b*****e giocare con lo zoom, in effetti.

> Al principio degli anni 70 la maggiore età si raggiungeva a
> 21 e non come adesso a 18 anni.
> Allora avevo preso a frequentavo la facoltà di scienze
> politiche, dopo una parentesi non positiva in quella di
> ingegneria. Mi avevano spinto al cambiamento, il fallimento
> in alcuni esami importanti di Geometria ed *****isi, e
> soprattutto le mie nuove aspirazioni a livello e culturale
> e politico.
> Finita l'università avrei voluto frequentare la scuola di
> giornalismo. Mi è sempre piaciuto scrivere, ma non ho
> costanza nelle cose. Le inizio e poi mi disperdo in mille
> rivoli.
> Faccio tantissime cose tutte insieme per molti giorni e poi
> di colpo più nulla. Colpa del fenomeno della feltrazione. Le

interessante neologismo dal suono tecnico. Forse
infeltrimento suonava troppo advert :)

per non scadere dai "fibrati" alla macchia incrostata nella
fibra :)

> particelle, i filamenti che costituiscono l'intima fibra
> del mio essere, si aggrovigliano. Vengono a crearsi reticoli
> di nodi indissolubili sempre più stretti e ravvicinati. Si
> innesca un processo, una sorta di reazione a catena che
> agglomera il tutto vorticante in un'unica massa che subito
> precipita nella stasi. Niente più danze gioiose e mulinelli
> sospinti dalla passione del vento del nuovo sentire, niente
> più fantastici voli pindarici, pazze reazioni solipsistiche:
> solo calma, calma piatta su tutta la linea.
> Un tempo quando mi sentivo in questo stato d'animo, mi
> rifugiavo nella lettura dei fumetti. Nembo Kid, come era
> chiamato allora in Italia Superman, era il mio preferito.
> Ma non disdegnavo neppure Kriminal o Satanik
> dell'impareggiabile duo Max e Bunker. Crescendo il posto fu
> preso dai Cosmo Ponzoni e dagli Urania Mondadori,
> intervallati da letture più serie come Pavese in prosa
> Montale nella poesia. Frequentando gli studi universitari si
> imposero altre letture:il manifesto del partito comunista,
> il "Che fare" e altri simili, argomento d'esame per storia
> delle dottrine politiche. Mentre parlo e scrivo di questi
> primi anni 70 mi tornano i mente i precedenti anni 60, o
> meglio la loro scoria di ricordi , venuta a galla nel
> batuffolo polveroso del vissuto.

guarda ... avevo praticamente deciso di scappare
definitivamente dal NG, dopo avere letto con malessere
crescente e senso di vergogna proiettiva de Marte e de La
Terra che sproloquiano motteggiando in modo pseudoedificante
... e dopo avere letto questo tuo, boh, rimango un altro
po'. Forse qualche annetto, forse un mese, dipende
dall'entanglement tra le varie fibre :)

> Dopo anni di totale oblio, riemerge il volto di un mio
> vecchio compagno di studi delle scuole superiori. Si
> chiamava Romano. Romano era secco come un chiodo, non troppo
> alto, bruno, napoletano d'origine, con una voce leggermente
> chioccia e con delle ******* eccessivamente carnose. Fosse
> stato una donna avrebbe avuto numerosi corteggiatori. Le
> sorelle, infatti, dotate delle stesse caratteristiche non
> mancavano di ammiratori. Anche se non bellissime con quelle
> ******* e con in più i fianchi e i ******* prosperosi, facevano
> girare molti ragazzi per strada, suscitando le gelosie del
> fratello. In Romano, invece, quelle ******* erano incongrue,
> più dadaiste che altro. In caso di litigio, lo facevano
> soprannominare dai compagni: "muss de piccione". Un insulto
> bruciante, visto che il termine tradotto dal dialetto
> barese voleva dire avere la bocca come la ******* Dopo il
> diploma invece di frequentare l'università, era andato a
> lavorare a Milano alla Snam e si era finalmente trovato una
> donna.
> Anni dopo l'ho rincontrato, era senza capelli ingrassato e
> separato dalla moglie.
> Ma questa è un'altra storia.

piaciuta molto. Non so se sia scritta di getto o ben
rifinita in modo da sembrare scritta di getto (nel secondo
caso probabilmente è ancora più pregevole, dato che
perlappunto nemmeno capisco quale delle due !), ma mi piace
molto l'errare in modo APPARENTEMENTE privo di filo
conduttore tra temi e momenti diversi, avanti e indietro nel
tempo, e di spaziare dall'astratto al contingente, con
equilibrio raro. Davvero gustata.
Ciao

--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
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danca (Daniele Campagna) 28 Feb 2016 21:57
Il 02/28/2016 05:27 PM, bobby ha scritto:
>
> Batuffoli
>

> memoria. A volte mi vedo come un piccolo mulinello leggermente opaco ma
> in alcuni punti luminosi, pochi per la verità. Questo mio modo di essere

Ovviamente "A volte mi vedo come un piccolo mulinello leggermente opaco
ma in alcuni punti luminosO" ecc.

> lo nascondo molto bene, stando attento ad ogni piccola smagliatura nei
> discorsi e negli atteggiamenti che potrebbero rivelare il mio segreto.
> Così quando, ritrovo rivoli o piccoli batuffoli di polvere celati sotto
> i tappeti, dietro gli armadi, o più semplicemente in fondo all'ombelico,
> li elimino subito per paura o timore che contengono pericolosi ricordi.

Ah! Ah! carina questa cosa

> più nulla. Colpa del fenomeno della feltrazione.

Che non so cosa sia ma tanto si capisce, o almeno penso.

Niente più danze gioiose e mulinelli
> sospinti dalla passione del vento del nuovo sentire, niente più
> fantastici voli pindarici, pazze reazioni solipsistiche: solo calma,
> calma piatta su tutta la linea.

Ah beh, anche il solipsismo: e i mulinelli sospinti eccetera, un tocco
che conferisce un certo spessore, anche perché, pare, non usati a
sproposito. Leggo a questo punto con maggiore attenzione...

> Un tempo quando mi sentivo in questo stato d'animo, mi rifugiavo nella
> lettura dei fumetti. Nembo Kid, come era chiamato allora in Italia
> Superman, era il mio preferito. Ma non disdegnavo neppure Kriminal o
> Satanik dell'impareggiabile duo Max e Bunker.

C'ero anch'io, e naturalmente me li ricordo (ma mi proibirono di leggere
Kriminal, figurarsi quant'eravamo piccoli io e i miei)

Crescendo il posto fu
> preso dai Cosmo Ponzoni e dagli Urania Mondadori,

Idem

intervallati da
> letture più serie come Pavese in prosa Montale nella poesia.

Idem, più o meno.

> Frequentando gli studi universitari si imposero altre letture:il
> manifesto del partito comunista, il "Che fare" e altri simili,
> argomento d'esame per storia delle dottrine politiche. Mentre parlo e
> scrivo di questi primi anni 70 mi tornano i mente i precedenti anni 60,
> o meglio la loro scoria di ricordi , venuta a galla nel batuffolo
> polveroso del vissuto.

Nyet comunismo per me, ero ribelle e quello era divenuto il mainstream a
cui ribellarsi...

> Ma questa è un'altra storia.

Bello, letto con piacere, grazie.

Dan
--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
cristina punto e basta 28 Feb 2016 22:46
Il giorno domenica 28 febbraio 2016 17:27:42 UTC+1, bobby ha scritto:
> Questo racconto, con vaghi accenni autobiografici l'ho scritto tempo fa e
> postato, credo anche qui, ma sotto altro nick.
> Devo confessare infatti che frequento da anni, forse una decina, i newsgroup
> a fasi alterne e cambiando tanto
> spesso i nick da non ricordarne più neppure i nomi.
>
> Batuffoli
>
> Ogni giorno, cinquecento miliardi di cellule si dividono. In un centinaio di
> giorni il corpo umano viene demolito e ricostruito in ogni sua più piccola
> parte. Questo processo avviene incessantemente e continuerà, nella migliore
> delle ipotesi per alcune centinaia di volte, se non sopraggiungerà prima la
> morte. Per tutti è la stessa cosa. Le invisibili piccolissime stringhe, che
> formano le cellule e a dire il vero ogni altra forma di materia ed energia,
> a loro volta vibrano intorno alle 11 dimensioni del nostro universo
> membrana, contiguo a innumerevoli altri universi dove le leggi fisiche sono
> diverse dalle nostre. Io riuscendo a malapena a capire il modo lineare, la
> sequenza del divenire, del mio corpo nel tempo e nello spazio, non cerco
> neppure per un attimo di visualizzare le conseguenze pratiche di questa
> teoria ammesso che sia vera. Troppo complessa, e soprattutto non
> dimostrabile. Io al massimo posso immaginare di essere fatto di polvere, e
> pur non essendo credente, di fatto vicino alla lettera della genesi. Più
> semplicemente, gli universi multipli della teoria del tutto, e il nostro
> universo membrana, li immagino come vortici di polvere instabili in balia
> delle correnti del pensiero e di ogni più piccolo soffio della memoria. A
> volte mi vedo come un piccolo mulinello leggermente opaco ma in alcuni punti
> luminosi, pochi per la verità. Questo mio modo di essere lo nascondo molto
> bene, stando attento ad ogni piccola smagliatura nei discorsi e negli
> atteggiamenti che potrebbero rivelare il mio segreto. Così quando, ritrovo
> rivoli o piccoli batuffoli di polvere celati sotto i tappeti, dietro gli
> armadi, o più semplicemente in fondo all'ombelico, li elimino subito per
> paura o timore che contengono pericolosi ricordi. Questa storia costituisce
> l'eccezione.
> Al principio degli anni 70 la maggiore età si raggiungeva a 21 e non come
> adesso a 18 anni.
> Allora avevo preso a frequentavo la facoltà di scienze politiche, dopo una
> parentesi non positiva in quella di ingegneria. Mi avevano spinto al
> cambiamento, il fallimento in alcuni esami importanti di Geometria ed
> *****isi, e soprattutto le mie nuove aspirazioni a livello e culturale e
> politico.
> Finita l'università avrei voluto frequentare la scuola di giornalismo. Mi è
> sempre piaciuto scrivere, ma non ho costanza nelle cose. Le inizio e poi mi
> disperdo in mille rivoli.
> Faccio tantissime cose tutte insieme per molti giorni e poi di colpo più
> nulla. Colpa del fenomeno della feltrazione. Le particelle, i filamenti che
> costituiscono l'intima fibra del mio essere, si aggrovigliano. Vengono a
> crearsi reticoli di nodi indissolubili sempre più stretti e ravvicinati. Si
> innesca un processo, una sorta di reazione a catena che agglomera il tutto
> vorticante in un'unica massa che subito precipita nella stasi. Niente più
> danze gioiose e mulinelli sospinti dalla passione del vento del nuovo
> sentire, niente più fantastici voli pindarici, pazze reazioni solipsistiche:
> solo calma, calma piatta su tutta la linea.
> Un tempo quando mi sentivo in questo stato d'animo, mi rifugiavo nella
> lettura dei fumetti. Nembo Kid, come era chiamato allora in Italia
> Superman, era il mio preferito. Ma non disdegnavo neppure Kriminal o Satanik
> dell'impareggiabile duo Max e Bunker. Crescendo il posto fu preso dai Cosmo
> Ponzoni e dagli Urania Mondadori, intervallati da letture più serie come
> Pavese in prosa Montale nella poesia. Frequentando gli studi universitari si
> imposero altre letture:il manifesto del partito comunista, il "Che fare" e
> altri simili, argomento d'esame per storia delle dottrine politiche. Mentre
> parlo e scrivo di questi primi anni 70 mi tornano i mente i precedenti anni
> 60, o meglio la loro scoria di ricordi , venuta a galla nel batuffolo
> polveroso del vissuto.
> Dopo anni di totale oblio, riemerge il volto di un mio vecchio compagno di
> studi delle scuole superiori. Si chiamava Romano. Romano era secco come un
> chiodo, non troppo alto, bruno, napoletano d'origine, con una voce
> leggermente chioccia e con delle ******* eccessivamente carnose. Fosse stato
> una donna avrebbe avuto numerosi corteggiatori. Le sorelle, infatti, dotate
> delle stesse caratteristiche non mancavano di ammiratori. Anche se non
> bellissime con quelle ******* e con in più i fianchi e i ******* prosperosi,

> facevano girare molti ragazzi per strada, suscitando le gelosie del
> fratello. In Romano, invece, quelle ******* erano incongrue, più dadaiste che

> altro. In caso di litigio, lo facevano soprannominare dai compagni: "muss de
> piccione". Un insulto bruciante, visto che il termine tradotto dal dialetto
> barese voleva dire avere la bocca come la ******* Dopo il diploma invece di
> frequentare l'università, era andato a lavorare a Milano alla Snam e si era
> finalmente trovato una donna.
> Anni dopo l'ho rincontrato, era senza capelli ingrassato e separato dalla
> moglie.
> Ma questa è un'altra storia.

Letto piaciuto, scusa la fretta, sono felice di ritrovare un po' di vita qui
dentro!
Buonanotte a tutti

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