Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Voci in controtendenza

pecco 30 Nov 2016 16:25
Avevano preso un furetto per il loro bambino, ma dopo l'iniziale entusiasmo il
dubbio era: tenerlo o restituirlo (al limite rivenderlo o, alla peggio,
regalarlo)? Ai due genitori, in buoni rapporti tra loro ma da tempo separati,
era sembrata un'ottima idea acquistare un animale domestico che facesse
compagnia a loro figlio, destinato a non avere fratelli nell'immediato, e alle
prese con l'inizio dell'adolescenza. Non avevano fatto però i conti con la sua
richiesta un po' particolare: non il solito gatto o cane, sicuramente più
gestibile, ma un animale un tantino esotico, che si era rivelato subito non
facilissimo da tenere per via dell'odore forte che emanava quando si sentiva "in
pericolo" o comunque a disagio, e della sua tendenza a mordere, congiunta
all'eccessiva vivacità nelle ore da sveglio (un quarto delle ventiquattro della
giornata).
Il bambino, o meglio ragazzo, visti gli undici anni appena compiuti, capì che
per farsi accettare dall'animale, e fare accettare l'animale stesso dai suoi,
doveva trovare un linguaggio comune con lui. Difficilissimo: quello a stento
emetteva qualche verso, e solo in fase di *******
Poi, riflettendo, egli capì. Era un altro il linguaggio col quale sarebbe
riuscito veramente a interagire col furetto.
Il linguaggio del cuore.
Ma quale la voce per parlarlo? Era necessario che la voce sua e dell'animale si
accordassero. Non fu facile, anzi, all'inizio sembrava una strada impraticabile.
Troppa diversità tra i due, forse anche una reciproca paura, nutrita dalla
diffidenza.
Eppure, con tanta pazienza ed esercizio passo passo, giorno dopo giorno, non
appena l'animale riuscì a comprendere lo sforzo del padroncino, l'intesa
progressivamente crebbe e ... l'impossibile divenne possibile!
Due voci all'unisono, da allora, sulla strada dell'integrazione e della
condivisione. Due voci amabilmente in controtendenza, per dimostare che agli
animali, come agli esseri umani, batte il cuore e la vita in quel battito non è
di serie a o b: è comunque vita.
Vita, amabilmente vita: vita e basta.
Pier 14 Dic 2016 07:41
Il 30/11/2016 16:25, pecco ha scritto:
> Avevano preso un furetto

> Due voci all'unisono, da allora, sulla strada dell'integrazione
e della condivisione. Due voci amabilmente in controtendenza,
per dimostare che agli animali, come agli esseri umani,
batte il cuore e la vita in quel battito non è di serie a o b:
è comunque vita.
> Vita, amabilmente vita: vita e basta.

Anche questa è BELLA VITA da scoprire

Ieri ho ri-sperimentato quanto sia facile trovarsi bene tra le
disfunzioni della società, se solamente si cura sé stessi nel modo di
trattare con le persone: simpatia e umanità. Anche nei gg scorsi
superati favorevolmente e facilmente 2 difficili ******* con
inflessibili organismi della burocrazia. Un tempo credevo fosse
necessario anche confliggere con le persone addette alle procedure,
spesso frustrate. Ora ho scoperto quanto sia facile trovare sintonia , e
quasi empatia coi migliori (che pur ci sono) , se solo alleniamo per
primi noi stessi ad avere una visione diversa della realtà, degli umani
e del bisogno di ciascuno di non sentirsi trattato come una cosa, come
un antagonista, come un nemico per definizione. Risultati appaganti dove
non si pensa.
Liutbald 16 Dic 2016 23:24
Il 14/12/2016 07:41, Pier ha scritto:

> Ieri ho ri-sperimentato quanto sia facile trovarsi bene tra le
> disfunzioni della società, se solamente si cura sé stessi nel modo di
> trattare con le persone: simpatia e umanità. Anche nei gg scorsi
> superati favorevolmente e facilmente 2 difficili ******* con
> inflessibili organismi della burocrazia. Un tempo credevo fosse
> necessario anche confliggere con le persone addette alle procedure,
> spesso frustrate. Ora ho scoperto quanto sia facile trovare sintonia , e
> quasi empatia coi migliori (che pur ci sono) , se solo alleniamo per
> primi noi stessi ad avere una visione diversa della realtà, degli umani
> e del bisogno di ciascuno di non sentirsi trattato come una cosa, come
> un antagonista, come un nemico per definizione. Risultati appaganti dove
> non si pensa.


Ma vale anche il contrario, direi. Una pistola fa miracoli. Di fondo, le
minacce non può permettersele nessuno salvo appunto chi,
paradossalmente, vorresti comprare con un sorriso. Perché è l'unica cosa
che hai. Magari funziona. Magari è un biglietto in prima fila per
l'ennesimo bagno di sangue. Posso non crederti ? Tifo comunque per te.



Liutbald

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