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Uomini

pecco 31 Gen 2016 21:59
Un uomo scelse la solitudine. Nessuno lo disturbava più e ne era contento. A
lungo si crogiolò con e sull'idea che fosse quella la vera soluzione. Finché
gli venne il desiderio di una donna, di alcuni amici, di sapere quello che
pensava l'altra gente e si rimise in gioco. Ma di tempo ne aveva bruciato tanto,
forse troppo. Un po' alla volta recuperò le antiche abitudini e riottenne
qualche rapporto umano più o meno gratificante. Gli venne spesso però il
dubbio se avesse fatto bene o no a tornare sui suoi passi.

A un uomo fu imposta la solitudine. L'uomo amava la vita e la compagnia. Ma nel
suo paese non c'era più libertà e lui pagò duramente il coraggio delle
proprie idee. Fu prima imprigionato, poi esiliato. Per molto tempo non poté
avere il calore dei rapporti umani su cui aveva basato la propria esistenza. Ma
la sua forza interiore lo aiutò e quando il vento cambiò riprese il filo da
dove lo aveva interrotto, anzi, fu ancora più propositivo in quanto fortificato
dalla sofferenza.

L'uomo di oggi spesso non sceglie la solitudine e neanche gli viene imposta.
L'uomo di oggi che ha creato la tecnologia ne è divenuto vittima, e al contempo
carnefice di tanti rapporti potenzialmente gratificanti. E così si preferisce
affidare le comunicazioni allo schermo di un computer o di un cellulare
piuttosto che guardare negli occhi una persona. Niente di male nei rapporti
virtuali, purché ci si renda conto che non è su di essi che si può basare la
propria esistenza. E soprattutto quando c'è la possibilità di condividere con
una persona i momenti belli e quelli meno belli della vita bisogna farlo
spendendosi di persona, a costo di rischiare.

Eppure l'uomo che scrive queste "parabole" lo fa al computer e vedrà sul
cellulare se avranno avuto un riscontro. C'est la vie, rien ne va plus.
cristina punto e basta 1 Feb 2016 10:16
Il giorno domenica 31 gennaio 2016 21:59:24 UTC+1, pecco ha scritto:
> Un uomo scelse la solitudine. Nessuno lo disturbava più e ne era contento. A
lungo si crogiolò con e sull'idea che fosse quella la vera soluzione. Finché
gli venne il desiderio di una donna, di alcuni amici, di sapere quello che
pensava l'altra gente e si rimise in gioco. Ma di tempo ne aveva bruciato tanto,
forse troppo. Un po' alla volta recuperò le antiche abitudini e riottenne
qualche rapporto umano più o meno gratificante. Gli venne spesso però il
dubbio se avesse fatto bene o no a tornare sui suoi passi.
>
> A un uomo fu imposta la solitudine. L'uomo amava la vita e la compagnia. Ma
nel suo paese non c'era più libertà e lui pagò duramente il coraggio delle
proprie idee. Fu prima imprigionato, poi esiliato. Per molto tempo non poté
avere il calore dei rapporti umani su cui aveva basato la propria esistenza. Ma
la sua forza interiore lo aiutò e quando il vento cambiò riprese il filo da
dove lo aveva interrotto, anzi, fu ancora più propositivo in quanto fortificato
dalla sofferenza.
>
> L'uomo di oggi spesso non sceglie la solitudine e neanche gli viene imposta.
L'uomo di oggi che ha creato la tecnologia ne è divenuto vittima, e al contempo
carnefice di tanti rapporti potenzialmente gratificanti. E così si preferisce
affidare le comunicazioni allo schermo di un computer o di un cellulare
piuttosto che guardare negli occhi una persona. Niente di male nei rapporti
virtuali, purché ci si renda conto che non è su di essi che si può basare la
propria esistenza. E soprattutto quando c'è la possibilità di condividere con
una persona i momenti belli e quelli meno belli della vita bisogna farlo
spendendosi di persona, a costo di rischiare.
>
> Eppure l'uomo che scrive queste "parabole" lo fa al computer e vedrà sul
cellulare se avranno avuto un riscontro. C'est la vie, rien ne va plus.

l'uomo pecco
è pieno di risorse
deve solo imparare
a non sprecarle.
Silvia era bellissima
danca (Daniele Campagna) 11 Feb 2016 13:58
Il 01/31/2016 09:59 PM, pecco ha scritto:
> Un uomo scelse la solitudine. Nessuno lo disturbava più e ne era contento. A
lungo si crogiolò con e sull'idea che fosse quella la vera soluzione. Finché
gli venne il desiderio di una donna, di alcuni amici, di sapere quello che
pensava l'altra gente e si rimise in gioco. Ma di tempo ne aveva bruciato tanto,
forse troppo. Un po' alla volta recuperò le antiche abitudini e riottenne
qualche rapporto umano più o meno gratificante. Gli venne spesso però il
dubbio se avesse fatto bene o no a tornare sui suoi passi.
>
> A un uomo fu imposta la solitudine. L'uomo amava la vita e la compagnia. Ma
nel suo paese non c'era più libertà e lui pagò duramente il coraggio delle
proprie idee. Fu prima imprigionato, poi esiliato. Per molto tempo non poté
avere il calore dei rapporti umani su cui aveva basato la propria esistenza. Ma
la sua forza interiore lo aiutò e quando il vento cambiò riprese il filo da
dove lo aveva interrotto, anzi, fu ancora più propositivo in quanto fortificato
dalla sofferenza.
>
> L'uomo di oggi spesso non sceglie la solitudine e neanche gli viene imposta.
L'uomo di oggi che ha creato la tecnologia ne è divenuto vittima, e al contempo
carnefice di tanti rapporti potenzialmente gratificanti. E così si preferisce
affidare le comunicazioni allo schermo di un computer o di un cellulare
piuttosto che guardare negli occhi una persona. Niente di male nei rapporti
virtuali, purché ci si renda conto che non è su di essi che si può basare la
propria esistenza. E soprattutto quando c'è la possibilità di condividere con
una persona i momenti belli e quelli meno belli della vita bisogna farlo
spendendosi di persona, a costo di rischiare.
>
> Eppure l'uomo che scrive queste "parabole" lo fa al computer e vedrà sul
cellulare se avranno avuto un riscontro. C'est la vie, rien ne va plus.
>
Quasi un raccontino a sfondo morale. Ma non funziona molto bene secondo
me perché in fondo tu stai comunicando proprio su uno di questi mezzi
virtuali che sembrano turbarti tanto. Stai tranquillo, che gli uomini e
le donne fanno esattamente le stesse cose da circa 20.000 anni, con
mezzi diversi apparentemente, ma con la stessa sostanza. Scommetto che
quando comparvero le tavolette di argilla ci fu qualcuno che si indignò
perché *****bono non è così che si deve comunicare.

Dan

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