Scritti inediti e consigli per gli autori
 

[Greta] - La cameriera Lora

emiglio 5 Mag 2015 10:03
"Rientro in Italia, staro' via 10 giorni". Quello fu il messaggio che
lasciai a Greta, eravamo in primavera inoltrata. Lei mi propose di
raggiungermi per qualche giorno ma non avevo la possiblita' di
dedicarle del tempo una volta in Italia e le tirai fuori una scusa. Al
mio rientro ci fu un malinteso con l'hotel che impegno' la depandance
che utilizzavano per ospitarmi. Il cliente super in*****ato fece una
*****onata e mi mise allo Scandic Crown per 3-4 giorni. Era un Hotel
che faceva parte di una catena svedese, in Vienna aveva sede in riva al
Danubio. Era un Hotel stupendo, tra i migliori che ho conosciuto in
europa. Poi aveva anche scelto una room di un certo livello. Tutto
questo in attesa di una sistemazione migliore e a lungo termine.
Greta la incontrai gia' la sera dopo, di lunedi', fu davvero felice di
vedermi. Quando passavano tanti giorni che non la vedevo pensavo a
quanti ******* aveva preso nel frattempo. Mi facevo male da solo a fare
questi pensieri ma per me i giorni non erano nulla, era il volume di *******
che doveva prendere che mi faceva impressione. Ovvio che io non
le avevo mai chiesto nulla, solo una volta parlando mi disse che con
gli uomini non usciva in Hotel, solo occasionalmente e quella volta con
me fu un occasione. Questo mi faceva capire che lavorava praticamente
sempre dentro quel *****aio del Suze Bar.
Non eravamo mai giunti a discorsi personali sul suo lavoro, non seppi
mai perche' lo faceva, cosa si sarebbe aspettata un giorno da quella
vita. Forse un pirla come me che l'avesse rimorchiata e presentata ai
suoi. Poi Greta finalmente avrebbe avuto un posto in quel stramaledetto
catalogo scavolini che la voleva felice, con prole e marito
facciada*****o munito.
Cio' che ci interessava era il presente e il bene per noi in quel
momento. Una coppia non dichiarata, borderline, che conosce quello che
e' sbagliato e quello che e' giusto ma non necessariamente evita di
fare una cosa o l'altra.
Deducevo pure che teste di ******* ve ne erano davvero tante negli
ambienti tipo suzebar, questa aveva me come amico, un italiano a Vienna
per lavoro, uno consapevolmente fesso e attaccato ai valori sani della
vita che non disdiceva un av*****etta con la pretty woman di turno.

Quel Lunedi' sera serviva una cena per rivederci, cercai un po' e
trovai un locale, sempre convinto pero' che a Vienna si mangiasse male
dappertutto. Arrivammo un po' presto, avevo anticipato tutto, perfino
l'uscita del lavoro per vederla prima. Cancellati gli incubi di quanti *******
si era presa dall'ultima volta ceh l'avevo vista cominciai ad
ammirarla e chiederle come stava.
Greta stava sempre bene, mi avesse detto un giorno "sto male". Mi disse
che un giorno, mentre io ero in Italia, passo' davanti al mio albergo,
sbircio' la finestra e solo a vederla la cosa la fece felice. Greta non
era una che ti diceva quando stava male, solo quando stava bene, forse
per quello parlava poco di se'.
Quella sera eravamo attratti e felici di vederci. Durante la cena,
pero', non potevo non buttare lo sguardo sulla cameriera. Aveva un'eta'
indecifrabile, viso un po' triste, non portava trucco al viso e aveva
una lunga gonna che non capivo se faceva parte della divisa di lavoro
oppure si vestisse cosi'. Era castana, naso a punta, occhi belli ma
spenti. Poteva avere 5-6 anni meno di me ma poteva pure essere mia
coetanea, non capivo. I suoi capelli avevano un taglio me*****, forse un
po' anni '80.
Venne a chiederci l'ordinazione, la vidi da vicino ed era stupenda,
aveva una pelle vellutata, forse un po' scura per essere austriaca.
Bastava aver ravvivato quel viso con un sorriso e rimanevi folgorato.
Io istruivo Greta per le ordinazioni, lei sapeva il tedesco e ordinava.

"Ti piace?". Greta con questa domanda mi sorprese. Era sveglia, piu' di
me. Capi' che avevo messo sotto tiro la cameriera. Io di tutta risposta
"Chissa' che eta' avra'?" poi per essere credibile aggiunsi "E' una
bella ragazza". Pensai di creare un raffronto sgradevole nei confronti
di Greta ma lei ne usci' benissimo. Era una vecchia ******* le volevo
bene e mi faceva male chiamarla cosi', pero' chissa' quante ne aveva
passate, figuriamoci se una situazione cosi' la metteva in difficolta'.
Chissa' qual'era il suo limite, chissa' se esisteva qualcosa che la
facesse piangere. Aveva circa la mia eta', 28 anni, se cominci a fare
la ******* a 20 pensi immediatamente ad una stazione con tanti treni
che passano. Per carita' non era detto che battesse da tanti anni ma
solitamente si parte presto e a 28 anni sei li' che forse dici di
smettere o continuare per tutta la vita.
La cena corse via bene, le raccontai quello che avevo fatto in Italia,
ogni tanto buttavo lo sguardo alla cameriera ma ormai non lo
nascondevo. Greta mi fece una sorpresa, durante un servizio al nostro
tavolo le chiese il nome, si chiamava Lora, da quel momento la
chiamammo cosi' al nostro tavolo quando ce ne era bisogno. Questo ruppe
un po' il ghiaccio, Lora doveva essere una timidona e il fatto di
chiamarla per nome le strappava un sorriso.
"Se vuoi le chiedo anche quanti anni ha" mi chiese Greta.
A quel punto mi sembro' troppo, le presi la mano che penzolava alta per
la gesticolazione e gliela portai al tavolo, la accarezzai, "You are
terrible" le dissi. Cambiai discorso e le dissi che non ero piu' al
solito Hotel, quella notte l'avremmo passata allo Scandic Crown se lei
lo avesse voluto.
Di tutta risposta mi disse "of course" e si illumino'.
Per il tempo restante della cena mi prese in giro. Giocava sul fatto di
come avrei potuto far colpo su Lora. Poi anche su come mi sarei potuto
sbarazzare di lei arrivando pure sul menage a tre. Fino ad un certo
punto la sopportai poi all' ipotesi assurda del menage a 3 le chiesi
"ma tu non sei mai stata con una donna?". Divento' seria e zitta.
Secondo me non era tanta remota l'ipotesi che qualche marchetta la
facesse pure con qualche donna.

Lasciammo quel ristorante, salutai Lora e nel frattempo Greta era pure
riuscita a sapere che aveva 25 anni. Presi nota di quel contatto, se un
giorno avessi voluto sposarmi con una viennese freddolina sarei passato
per quel ristorante.
Greta quella sera aveva un pellicciotto, uno di quelli corti e leggeri.
Sembrava una ******* di lusso e forse lo era pure. Pensavo che quella
sera fosse speciale, room lussuosa allo Scandic Crown e *****one di
lusso. Mancava un buon bicchiere di Champagne, manco sapevo a quell'ora
dove trovarne per cui mi fermai e mi accontentai di un Franciacorta
pagato un occhio della testa. "uonderful uain" mi disse il turco che me
la vendette, ricordo di avergli risposto "ma va in ******* tomare".

Greta era bellissima in quella stanza, si accomodo' sul letto, era
splendida e elegante. Era una donna da letto e quella stanza da letto
era proprio il suo ambiente perfetto. Aprii la bottiglia e brindammo a
noi e alla nostra vita di giovani *******
Passammo una notte intima ma nello stesso tempo divertente, secondo me
svegliammo pure quelli delle stanze accanto, rideva spesso e parlava
sempre. Poi noi per dirci qualche *****ata dovevamo parlare molto, non
ci intendavamo ancora con la ******* le sue forme inglesi erano
leggermente migliorate ma faticavamo ancora tanto. Il vocabolarietto
Russo-Inglese era fedelmente accanto a noi, in quei casi sopra il
comodino. Lo usava prevalentemente lei, quando lo prendevo in mano io
le indicavo la parola e lei leggeva il cirillico.
Quella sera si fece l'amore, lei simulo' un ******* facendo la parte di
Lora. Quella cameriera era ancora sulla sua mente e aveva intenzione di
usarla per prendermi per il ******* ancora un po'.
Questa sua voglia di folleggiare durante i rapporti ******* mi
incuriosiva, gestiva bene quel momento, sembrava non perdere mai la
testa, secondo me non aveva mai avuto un ******* e le emozioni carnali
erano sempre piuttosto controllate per non dire costruite.
Si insomma... ci godevo solo io. Lei amava piu' l'affetto e i momenti
in cui si parlava, il nostro sembrava quasi un rapporto di scambio, io
ti do' la ******* e tu mi dai l'affetto.
Cosi' pero' a me non andava molto bene, pensai di parlarle e un giorno
lo feci pure.


--
Codialita', cortesia, simpatia....
rawmode 28 Mag 2015 12:09
"emiglio"

> Codialita', cortesia, simpatia....

di questo romanzoho letto ******* , verso la fine, e
ho pensato che poteva essere interessante, dopotutto;
ma dopotutto e' risaputo che o***** i nomi all'inizio
del racconto, del tipo "Luca ando' a pisciare.." ecc
Luca ha sempre rotto le palle da vivo, cioe' da reale,
ora anche nei romanzi. Ma poteva essere mario o maria...
Appena lggo un nome all'inizio, dico: " ecco la storia..
di nicolina, questa mi mancava proprio. Ma tu...
non solo esiste nel titolo ma anche traparentesi prima
del titolo.!!?
Ci stiamo superando: dovevi scrivere ******* non "Greta"!

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