Scritti inediti e consigli per gli autori
 

x emiglio (2)

hastridmodifica 3 Apr 2015 21:58
mi hai fatto ricordare gli avvenimenti dei miei 9 anni che farei bene a
dimenticare,ma siccome non cambierei neanche una virgola di quell'anno, ecco che
lo ricordo volentieri.

correva l'anno 1956 e per sei giorni alla settimana indossavo un grembiule nero
fin sotto al ginocchio perchè non trovavo nessuno che me lo accorciasse. me lo
aveva comprato di fretta mia madre e non avevo neanche il cambio, quindi il
sabato sera lo lavavo e poi facevo dei rituali perchè non piovesse altrimenti
non si sarebbe asciugato per il lunedì.

nonostante i rituali ogni tanto pioveva tutto sabato e domenica ed io il
lunedì non mi presentavo a scuola e quando tornavo portavo la giustificazione
con la firma falsa di mia madre in cui diceva che avevo la febbre. fu per queste
assenze che mi diventò antipatico Giuseppe Mazzini, perchè saltando la lezione
dovetti conoscerlo soltanto sul libro e non fu la stessa cosa.

dicevo a mia madre - comprane un altro, no? - mi rispondeva di chiederlo a mio
padre che all'epoca scriveva canzoni per la RCA e che cantava Gianni Meccia,
infatti - il pullover - cantata da lui l'aveva scritta mio padre ispirato dal
mio grembiule troppo lungo. ma sto facendo confusione, lo ammetto,però c'è
anche da considerare che sono emozionata a rivivere quel tempo. sotto casa
passava uno straccino che appunto urlava - straccino! come se la gente avesse
sempre tanti stracci in casa che si riproducevano ogni giorno. al che una
domenica pomeriggio nell'udir quel grido, presi con decisione il grembiule nero
e senza dir niente a nessuno scesi in strada e lo gettai su quel camioncino
carico di stracci fasulli (infatti erano riciclati) e lo straccino nel veder
quel mio gesto risoluto e consapevole, disse soltanto - oh -

nel risalire le scale compresi che mi sentivo molto meglio. ora il ******* era
un vero ******* e non un semplice bordello. qualcuno doveva prendersi la
responsabilità e di certo non ero io la colpevole.

tornai a scuola dopo una settimana e questa volta la giustificazione fu
autentica come la firma di mia madre - stress - all'epoca non era riconosciuta
come malattia e fui proprio io ad iniziarla.

la suora mi domandò cosa volesse dire, e per aggravare la situazione risposi
che ero impazzita. fu così che finalmente Clau***** Maioli mi notò. era dalla
prima elementare che lo amavo, aveva un collo immacolato e una attaccatura di
capelli che era da vedere. mi notò anche perchè ora avevo un grembiule corto e
******* con qualche piegolina dietro che mi conferiva un culetto serio e
nervoso. mi notò ed io mi ritirai nel mio guscio, l'interesse era ormai finito.


ciao emiglio e grazie.
emiglio 3 Apr 2015 22:28
hastridmodifica <hastrid28@gmail.com> wrote:

> mi hai fatto ricordare gli avvenimenti dei miei 9 anni che farei bene a
> dimenticare,ma siccome non cambierei neanche una virgola di quell'anno,
> ecco che lo ricordo volentieri.
>
> correva l'anno 1956 e per sei giorni alla settimana indossavo un grembiule
> nero fin sotto al ginocchio perchè non trovavo nessuno che me lo
> accorciasse. me lo aveva comprato di fretta mia madre e non avevo neanche
> il cambio, quindi il sabato sera lo lavavo e poi facevo dei rituali perchè
> non piovesse altrimenti non si sarebbe asciugato per il lunedì.
>
> nonostante i rituali ogni tanto pioveva tutto sabato e domenica ed io il
> lunedì non mi presentavo a scuola e quando tornavo portavo la
> giustificazione con la firma falsa di mia madre in cui diceva che avevo la
> febbre. fu per queste assenze che mi diventò antipatico Giuseppe Mazzini,
> perchè saltando la lezione dovetti conoscerlo soltanto sul libro e non fu
> la stessa cosa.
>
> dicevo a mia madre - comprane un altro, no? - mi rispondeva di chiederlo a
> mio padre che all'epoca scriveva canzoni per la RCA e che cantava Gianni
> Meccia, infatti - il pullover - cantata da lui l'aveva scritta mio padre
> ispirato dal mio grembiule troppo lungo. ma sto facendo confusione, lo
> ammetto,però c'è anche da considerare che sono emozionata a rivivere quel
> tempo. sotto casa passava uno straccino che appunto urlava - straccino!
> come se la gente avesse sempre tanti stracci in casa che si riproducevano
> ogni giorno. al che una domenica pomeriggio nell'udir quel grido, presi
> con decisione il grembiule nero e senza dir niente a nessuno scesi in
> strada e lo gettai su quel camioncino carico di stracci fasulli (infatti
> erano riciclati) e lo straccino nel veder quel mio gesto risoluto e
> consapevole, disse soltanto - oh -
>
> nel risalire le scale compresi che mi sentivo molto meglio. ora il ******* >
era un vero ******* e non un semplice bordello. qualcuno doveva prendersi
> la responsabilità e di certo non ero io la colpevole.
>
> tornai a scuola dopo una settimana e questa volta la giustificazione fu
> autentica come la firma di mia madre - stress - all'epoca non era
> riconosciuta come malattia e fui proprio io ad iniziarla.
>
> la suora mi domandò cosa volesse dire, e per aggravare la situazione
> risposi che ero impazzita. fu così che finalmente Clau***** Maioli mi notò.
> era dalla prima elementare che lo amavo, aveva un collo immacolato e una
> attaccatura di capelli che era da vedere. mi notò anche perchè ora avevo
> un grembiule corto e ******* con qualche piegolina dietro che mi conferiva un
> culetto serio e nervoso. mi notò ed io mi ritirai nel mio guscio,
> l'interesse era ormai finito.
>
> ciao emiglio e grazie.


Grazie a te, molto bello. Vedo che sei una donna, spero non offendere la
tua sensibilita' con i miei prossimi scritti, solitamente non vado tanto
per il sottile.

ciao

--
Codialita', cortesia, simpatia....
Riccardomustodario 3 Apr 2015 22:39
On Friday, April 3, 2015 at 8:58:15 PM UTC+1, hastridmodifica wrote:
> mi hai fatto ricordare gli avvenimenti dei miei 9 anni che farei bene a
dimenticare,ma siccome non cambierei neanche una virgola di quell'anno, ecco che
lo ricordo volentieri.
>
> correva l'anno 1956 e per sei giorni alla settimana indossavo un grembiule
nero fin sotto al ginocchio perchè non trovavo nessuno che me lo accorciasse.
me lo aveva comprato di fretta mia madre e non avevo neanche il cambio, quindi
il sabato sera lo lavavo e poi facevo dei rituali perchè non piovesse
altrimenti non si sarebbe asciugato per il lunedì.
>
> nonostante i rituali ogni tanto pioveva tutto sabato e domenica ed io il
lunedì non mi presentavo a scuola e quando tornavo portavo la giustificazione
con la firma falsa di mia madre in cui diceva che avevo la febbre. fu per queste
assenze che mi diventò antipatico Giuseppe Mazzini, perchè saltando la lezione
dovetti conoscerlo soltanto sul libro e non fu la stessa cosa.
>
> dicevo a mia madre - comprane un altro, no? - mi rispondeva di chiederlo a mio
padre che all'epoca scriveva canzoni per la RCA e che cantava Gianni Meccia,
infatti - il pullover - cantata da lui l'aveva scritta mio padre ispirato dal
mio grembiule troppo lungo. ma sto facendo confusione, lo ammetto,però c'è
anche da considerare che sono emozionata a rivivere quel tempo. sotto casa
passava uno straccino che appunto urlava - straccino! come se la gente avesse
sempre tanti stracci in casa che si riproducevano ogni giorno. al che una
domenica pomeriggio nell'udir quel grido, presi con decisione il grembiule nero
e senza dir niente a nessuno scesi in strada e lo gettai su quel camioncino
carico di stracci fasulli (infatti erano riciclati) e lo straccino nel veder
quel mio gesto risoluto e consapevole, disse soltanto - oh -
>
> nel risalire le scale compresi che mi sentivo molto meglio. ora il ******* era
un vero ******* e non un semplice bordello. qualcuno doveva prendersi la
responsabilità e di certo non ero io la colpevole.
>
> tornai a scuola dopo una settimana e questa volta la giustificazione fu
autentica come la firma di mia madre - stress - all'epoca non era riconosciuta
come malattia e fui proprio io ad iniziarla.
>
> la suora mi domandò cosa volesse dire, e per aggravare la situazione risposi
che ero impazzita. fu così che finalmente Clau***** Maioli mi notò. era dalla
prima elementare che lo amavo, aveva un collo immacolato e una attaccatura di
capelli che era da vedere. mi notò anche perchè ora avevo un grembiule corto e
******* con qualche piegolina dietro che mi conferiva un culetto serio e
nervoso. mi notò ed io mi ritirai nel mio guscio, l'interesse era ormai finito.

>
> ciao emiglio e grazie.

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