Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Laura III [ EDS ]

emiglio 4 Apr 2015 09:29
Laura III [ EDS ]

continua....

Quella sera stessa ebbi la possibilita' di farmi una da Castefranco in
discoteca. Era l'ultima sera e dovevamo far festa. Non ne feci niente,
all'epoca ero di sani principi, per non sbagliare sballai con del Jin
Tonic. Ero molto fedele anche se avevo un rapporto con Laura non
soddisfacente.
Verso sera del giorno dopo capito' mio fratello, ci venne a prendere,
smontammo la tenda e tornammo a casa.
L'estate era finita, da li' sarebbe cominciata la scuola, l'avrei
rivista ai ritmi di prima e francamente non vedevo l'ora. Infatuato lo
ero ma allo stesso tempo non troppo sicuro che lei mi volesse come la
volevo io. C'era da dire che io non mi esprimevo molto in questo senso,
la volevo ma velavo il mio pensiero quando ero con lei.
Ci vedemmo poco prima dell'inizio della scuola per un filmetto e poi
l'autunno riporto' tutto alla normalita', ricominciammo con i cinema. Ci
guardammo tutte le cagate dell'epoca e ogni tanto ci mettevo un horror
che a me piaceva tanto. Christiane F. - Noi i ragazzi dello zoo di
Berlino, mi spinsi pure sui Porky's Questi pazzi pazzi *****elloni....

Avevo letto in giro che per far crescere le ******* bisognava mangiar
patate, probabilmente era qualche bufala di qualche giornaletto di *******
dell'epoca, quindi dopo il cinema la portavo in paninoteca (non c'erano
i mac donalds a quel tempo) e giu' patate fritte. Mi inventavo una gran
voglia di patate, ne ordinavo una camionata e poi dopo le prime dicevo
che poteva mangiarle lei.
Tutto sommato se era vero male non le facevano, non lo vedevo come un
atto egoista, anche lei ne avrebbe avuto piu' profitto con due mammelle
piu' grosse.
Poi la mia fissazione per le sue ******* svani' piano piano, ero cotto e
l'avrei accettata anche cosi'. Le volevo bene.

L'inverno scivolo' via assieme l'82 in quella maniera ritmica, a scuola
la vedevo, domenica cine o passeggio e nei periodi di ferie mi attaccavo
al telefono. Un anno prima chiavavo impunemente la figlia del barista e
un anno dopo elemosinavo un sorriso. Non ricordo l'ultimo dell'anno
'82.... deve essere stato proprio un ultimo dell'anno di m*****a.
Il peggio doveva ancora venire, arrivo' l'83, un brutto anno per me. Il
mio amico scaccolatore mori' a luglio per un incidente in moto e il
timidissimo si sparo' a dicembre con la pistola del padre.
Laura era sempre uguale ma non arrivammo oltre giugno. Lei comincio' a
ventilare di voler cambiare scuola, il triennio le permetteva meccanismi
strani per percorsi scolastici diversi.
La mia figura era appesa a quella scuola di ******* alla stessa stregua
di un bidello, non esprimemmo entrambi preoccupazione su cio' che stava
arrivando, credo che tutti e due pensavamo allo stesso motivo: non
volevamo preoccupare l'altro. Poi si sa, l'amore spesso fa pandan con la
debolezza, aver gridato allarmi per noi significava dimostrare una sorta
di debilitazione che forse rivelava una situazione imbarazzante e troppo
personale. Evidentemente il tempo era passato ma non avevamo un rapporto
tale da poter sbottonare sia i vestiti che le coscienze. Fu un vero
peccato, per quei mesi, -studi permettendo- ci vedevamo a scuola e ogni
domenica. Pericolo di noia imminente.

Un giorno la portai pure allo sta*****, non c'ero mai andato nemmeno io ma
avevo degli amici tra gli ultra' e un giorno le feci passare una
giornata mozzafiato. Bellissima quella domenica: io ero eccentrico, mi
presentai con una giacchettina bianca in lino, la usavo qualche volta in
discoteca e nelle serate in tiro. Inoltre indossavo delle American
Eagles gialle. Lei aveva una camicetta a quadretti bianchi e blu
abbottonata fino il collo con un personaggio dei fumetti Hanna e Barbera
cucito davanti... credo di ricordare il canarino giallo di Gatto
silvestro, poi ricordo dei pantaloncini bianchi. Arrivammo allo sta***** e
seguendo le istruzioni dei miei amici ultra' andammo in un anello piu'
basso rispetto a loro pagando cosi' meno, poi loro ci tirarono su per le
braccia e in un baleno facemmo parte di quel gruppo di teppisti
*****ari. In tutto il turbinio confuso di quella domenica lei continuava
ad urlare tra lo spavento e il divertimento. Ricordo ancora quando
stesero il bandierone per la coreografia e ci fecero alzare le braccia
per sostenerlo, ci trovammo sotto un enorme striscione e il cielo si
scuri', fu li' che lei fu colta dalla sindrome del vischio, mi sferro'
un bacione caldo che ricordero' per sempre. Aveva gli occhi azzurri come
la camicetta che indossava.
******can che giovane che ero... se tornassi indietro fermerei il tempo.*

Pero' era l'anno sfigato per eccellenza. "1983" era anche un album di
Lucio Dalla, l'ultimo dei 4 migliori dischi scritti dal grande autore (e
comunque migliori dischi italiani), Lucio mori' il giorno dopo che
scrisse quel disco e non fece piu' ritorno. In quel periodo ascoltavo
"pecorella" e "camion" decine e decine di volte al giorno.
Un'ossessione. Canzoni che secondo me avremmo ascoltato solo io, Lucio e
qualche altro sfigato.
******o***** che anno orribile. Tornassi indietro lo cambierei a calci in
******* *

Fu colpa anche dei mezzi di comunicazione se ci perdemmo di vista, fosse
adesso, con il cellulare, con l'sms e con 4 bytes probabilmente non
sarebbe stata cosi'.
Avevo un'eta in cui potevo contare solo su un motorino e non bastava per
arrivare in citta'. La distanza ci ha ucciso.
A giugno fini' la scuola, l'estate si presentava come quella scorsa, lei
con sua mamma (che era in ferie tre mesi) e quel palo in ******* di suo
padre. Il telefono ci teneva legati ma era troppo poco, per altro io per
non rompere i ******* in casa andavo a telefonarle dalla cabina del
bar, quindi si faceva tutto piu' difficile e costoso. A luglio mori' il
mio amico scaccollatore e io mi persi un po' in quanto le circostanze
furono piuttosto tragiche, tra una cosa e l'altra corse via agosto,
andai in ferie con un amico, quelle ferie on the road da sfigati del ******* in
teoria servono per maturare ma sono delle gran perdite di
tempo. Ebbi una morosetta estiva di Milano, robe da spiaggia del sud,
che manco ricordo come si chiamava ma di Laura non ne ebbi piu' notizia.
A dir la verita' fu lei che chiamo' le ultime volte, forse era
necessario che io facessi altrettanto ma non successe.
Tornai a scuola a settembre e lei come gia' mi aspettavo non c'era piu'.
Fu un angoscia vedere la scuola senza di lei. Sembrava che mancassero i
muri.
Se l'avessi rivista le avrei dovuto raccontare dell'av*****a estiva con
la milanese. Troppo complicato. Ormai era tutto andato. "Era tutto .....
era tutto degradato" -cit.
A dicembre il timidissimo decise che era ora della campanella, prese la
pistola di suo padre guardiano, prese un cuscino e la fini' per sempre
passando dall' "l'altra parte del mondo". Erano i colpi di coda di un
anno funesto, di un periodo cupo che mi stava fottendo. Avevo solo 16
anni ed erano successe troppe cose.
Era tempo di cambiare aria o sarei imploso.

--
Codialita', cortesia, simpatia....

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