Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Laura [ EDS ]

emiglio 4 Apr 2015 09:32
Laura [ EDS ]

A scuola non ero tanto conosciuto, ero piuttosto schivo. Le superiori le
frequentavo in citta', ogni giorno dal paesello le raggiungevo in
autobus, avevo giusto il rapporto con i compagni di viaggio in bus e poi
con i compagni di scuola. Nello stu***** m'impegnavo ma senza esagerare.
Insomma.... un giorno in quella scuola non mi avrebbero fatto di certo
il busto in gesso.
Laura frequentava la stessa scuola, era mia coetanea, stessa classe ma
una sezione diversa. Anche in un piano diverso, io di sopra, lei al
piano terra.
Non mi accorsi di lei subito, solo dal secondo anno, se pensavo a lei
prima di quel momento davvero non avrei potuto collocarla.
Piccolina, bionda, occhi azzurri, taglio di capelli alla patsy kensit
che in quegli anni andava, ******* praticamente inesistente. Si', non era
la classica che se la ******* svieni per le curve, ma era carina. E poi
a 16 anni era un bocciolo in corsa, tutto poteva succedere e le premesse
buone, anche se in ritardo, c'erano.

Comincio' tutto con un malinteso. In classe avevo un compagno che
sopportavo piu' degli altri, facevamo coppia fissa quando ci muovevamo
per la scuola. Quando passavamo davanti alla classe di Laura lei stava
appoggiata alla porta con le sue amiche e ci sorrideva, io associai una
certa simpatia tra il mio amico e lei. Allora scatto' la collaborazione.
Lui era timido e un po' rincoglionito, non che io fossi sveglio ma
venivo da qualche esperienza in piu'. Lo istrui' per bene e dopo
numerosi giri di ricognizione tra corridoi e sguardi trovammo il momento
giusto. Lui preferi' presentarsi da solo, io gli avevo messo li' un
tracciato da seguire. Dopo 10 minuti, di piu' non si poteva in quanto
stiamo parlando degli scampoli di tempo della ricreazione, torno'
confuso. Mi disse che aveva un sospetto, la bambina faceva piu' domande
su di me che su di lui. Dopo qualche altro tentativo e qualche altro
giorno di pensamenti il mio compagno venne da me e mi disse laconico:
"Le piaci te".

Io venivo dall'esperienza della figlia del barista di paese che nel
frattempo chiamavo ufficialmente "il troione" visto come era andata a
finire la mia storia con lei. Avevo doti da fumettaro all'epoca e sul
diario spesso disegnavo un viale, dei lampioni e la figlia del barista
che ciondolava una borsetta. Sarei stato un bel soggetto da psic*****isi.
Laura era di tutta un'altra classe, ormai le informazioni su di lei
avevano cominciato a filtrare. La mia compagna di banco che conosceva la
situazione in quella sezione mi diceva che era una brava a scuola, la
migliore della classe e che non ci sarebbe potuto essere nulla tra me e
lei in quanto io avevo bisogno di una piu' gagliarda.
Non ho mai capito cosa intendesse ma Laura in effetti non corrispondeva
molto alle esigenze che mi ero creato. Non aveva ******* ed era piccolina,
davvero l'avrei vista come giocattolino ma non sarei andato oltre.

Dopo le prime notizie su di lei la cosa perse interesse e passo' un po'
di tempo. Un giorno pero' successe una cosa. Non so come accadde ma la
mia ora di educazione fisica aveva combaciato con l'ora di educazione
fisica della sua classe, anzi... due ore a dire la verita'. La palestra
fu divisa in due, noi da una parte, maschi, e loro dall'altra.
Io riuscivo ad intravederla durante le attivita', lei era molto inserita
nel gruppo delle sue amiche e vidi pure parecchi sguardi di intesa tra
di loro. Non che in quegli anni ci fosse molto la tendenza a darsi il
give me five, ma durante i piccoli successi dell'arte fisica Laura non
perdeva tempo in scambi di abbracci e "intese fisiche" con le sue
compagne.
Lei era un bijou. Portava una magliettina bianca e un paio di
pantaloncini molto corti di maglia blu. Con un po' di immaginazione ed
esagerando si potevano vedere la punta delle ******* che facevano tenda
sotto la t-shirt. Quello che comunque si notava era un culetto ben
fatto, piccolino, adattato al corpicino. Le spalle erano dritte, la
schiena arcuata. Il mio pipo mi diede il benestare e da li' maturai
interesse per Laura.

Quel periodo avevo la mania di lanciare in aria una moneta e poi
riprenderla. Tutto con una mano. C'erano periodi che lo facevo anche
spesso. Lo facevo inconsciamente, mentre parlavo con gli amici o
camminavo. Fu cosi' che io e Laura avemmo l'opportunita' di parlarci per
la prima volta, passai davanti alla porta della sua classe per
ricreazione, lanciai la moneta (per altro era figo) ma la moneta cadde
per terra, rotolo' e lei la raccolse.
Ecco, io giuro, come del resto ho sempre giurato, quella volta la moneta
cadde davvero per errore. Ebbi molti confronti in seguito, anche con lei
stessa, per il mondo io avevo gettato quella moneta per terra apposta,
anche il mio compagno di scuola era di quell'avviso. Ma *****can, lo dico
anche con voi adesso: mi cadde.... giuro che mi cadde. Sarebbe stata una
cosa troppo b*****e perche' io la facessi, non ero pirla, se volevo
essere romantic non ascoltavo "ti amo" di umberto tozzi, ascoltavo
"sara" di Bob Dylan, non ero una ******* io.
Comunque fosse, io e Laura, cominciammo ad avere uno straccio di
rapporto.

continua...

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Codialita', cortesia, simpatia....

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