Scritti inediti e consigli per gli autori
 

La figlia del Barista

emiglio 3 Apr 2015 12:54
Qua siamo nella notte dei tempi.

c'avevo 15 anni. motorino munito. Con la marmitta riuscivi a fare una
scia di fumo che attraversava i due punti piu' distanti del paesotto
prima che si dissolvesse.
Di quel periodo ricordo lo stu*****, un forte desiderio di liberta', i
registratori a cassette e il puzzo che usciva dal tubo di scappamento
dei motorini.
Di *****ate ne sentivo e ne dicevo davvero tante, come quella volta che
un mio amico suono' il campanello di casa mia esclusivamente per farmi
una domanda: "Ci gasiamo per i rolling stones?".
Gli risposi "ok" e lo salutai.

Il parroco di paesello, progressista per quei tempi, per tenerci
imbrigliati si era inventato una cosa, la discoteca parrocchiale. Aveva
5-6 luci psichedeliche, una stroboscopica che si bruciava sempre, un
pacco di dischi vari, due giradischi, un mixer autocostruito e uno
stanzone in uno scatinato in parrocchia. Si pagava 500 lire per entrare,
naturalmente devoluti ai lebbrosi in congolia che a noi fottevasega. Una
situazione che solo adesso per motivi di sicurezza non avrebbe vita
nemmeno 10 minuti. Scalinata impolverata verso il basso e da li' buio e
luci "psico".
Il range di eta' coinvolto era basso, 13-15 anni, 16 al massimo. Si'
perche' se ne avevi di piu' eri un pirla, nel senso che eri gia'
certificato per andare nella vera discoteca.

Naturalmente il posto si prestava ai primi approcci amorosi. Io non
dovevo essere un granche' a quell'eta sebbene nessuno dicesse il
contrario. I miei amici, tutti di un anno piu' vecchi di me anche se non
di vedeva, lavoravano le donzelle con la ******* gia' da un po'. Io
proprio non riuscivo a rompere il ghiaccio. Ero impaziente e nervoso.
Addocchiavo una e se la faceva l'altro.
Con il prete era una guerra, se uno toccava una ragazza si trovava fuori
dalla discoteca a calci in ******* tanto che certe domeniche c'era piu'
gente buttata fuori che dentro che ballava.
Io, *****can, sempre dentro. Ballare,cercare ma niente. C'era qualcosa che
non funzionava.

C'era solo da aspettare. Arrivo' un giorno l'occasione. Lei non era
bellissima, piaceva, capelli castani anonimi e leggermente ricci ma
occhi grandi e dolci... e si sapeva vestire, bel ******* troissima a
quattr'occhi. Forse per quello mi capito', aveva finito di farsi il
mondo e io ero l'unico non averle messo la ******* in bocca. Non ero
sicuro che era cosi' ma a me, a quel punto, poteva andare bene tutto,
anche un'asina. Secondo me era pure un po' tarda. Aveva 17 anni, proprio
non capivo che ******* ci facesse in quel buco di ******* quando a quella
eta' esisteva la discoteca vera. Non era un problema comunque. Aveva
tutto quello che mi serviva per poter sfogare le voglie.

Ecco che finalmente un giorno pure io ebbi l'onore di essere buttato
fuori da quel buco. Era come ricevere una stella sul petto e per me era
la prima.
All'entrata dello scantinato il prete aveva messo delle sedie, una
attaccata all'altra, noi ci mettevamo il giubbotti uno sopra l'altro e
nel giro di qualche ora quel banco di sedie diventava un mucchio di
indumenti, piu' che un guardaroba assomigliava ad un cumulo di vestiti
dismessi per i popoli poveri. Io e la donzella, approfittando del buio,
andammo ad infilarci in mezzo a questa coltre di roba. Evidentemente
non era una novita' per il prete, ci sgamo' subito, proprio nel momento
in cui gli appoggiai la mano a spatola sulla patonza protetta dalla
calza maglia calda, senti' a mia volta un'altra mano sulla spalla. Udi'
il mio nome pronunciato forte e chiaro con la r moscia.
*****can era lui. Il prete con la pila. Mi rovinava il primo momento
topico della mia vita. 'sto animale ci conosceva ad uno ad uno,
conosceva pure i nostri genitori e gia' assaporavo il suo sguardo alla
prima occasione che mi vedeva assieme ai miei genitori.
Fortunatamente la gravita' del fatto era intorpidita da una grande
soddisfazione. Anch'io ero tra i grandi! il prete mi stava cacciando da
quel buco malefico. Ricordo che una volta uscito in strada andai fiero
verso i miei amici, gia' puniti a quell'ora, a raccontare la mia storia.
Eran le prime marlboro fumate da uomo vissuto e in*****ato col mondo,
tiravi profondamente fino ad incendiare la carta per due centimetri e il
fumo ti pizzicava i polmoni giovani, ma per te erano i peli dello
stomaco che bucavano la pelle e uscivano a dire che maschio eri.

Non fini' li' con la donzellina, andavo a trovarla una volta alla
settimana, poi ci vedevamo il sabato sera e la domenica in quel buco di *******
a farci cacciare dal prete. Ero in esplorazione, full immersion.
Mi mancava la pila attaccata alla fronte. Di quel periodo ricordo
l'odore di ******* ce lo avevo tra le dita, mi lavavo poco le mani
apposta. Devo dire che non lo trovavo buono ma l'istinto mi diceva che
potevo fidarmi di quella strada. I rapporti fino a quel momento eran
quelli, si limonava come dei formichieri, massaggiarle le ******* e poi
giu' a toccarle la giberna succosa in tutti i modi. Li' si fermava il
tutto, non si andava piu' in la'.
Era inverno, se non portavi i guanti in motorino ti ghiacciavi. I guanti
erano tutti contaminati di ******* Incontravi gli amici per strada,
smontavi dal motorino come fosse un cavallo e poi con la lentezza di
John Waine ti sfilavi i guanti, li annusavi e li mettevi in tasca. Li
vedo ancora adesso tra i miei ricordi, i miei amici che ti vedevano
arrivare, facevano altrettanto anche se qualcuno barava perche' i suoi
guanti avevano ancora il sentore del vernel che la mammina versava nelle
lavatrici. Era uno stabilire lo stato di avanzamento dei lavori. Una
livrea che comunicava.

Ricordo soprattutto le serate infrasettim*****i che andavo a trovare la
donzella, io arrivavo con il motorino che faceva un rumore assordante,
non occorreva suonare il campanello, lei sentiva il rombo arrivare,
usciva di casa con passo veloce contenta come un cagnolino e ci
mettevamo appena fuori dal portoncino di casa sua. Il portoncino era
riparato da un grazioso tetto spiovente a capanna che faceva la cosa
piu' romantica. Si stava li' al buio, la luce dei campanelli faceva
atmosfera, attaccati come delle calamite, dalle 20 circa alle 23... poi
a casa, quasi sempre in ritardo con mia madre che mi sgridava.
Era inverno, la cosa duro' qualche mese. La ricordo con la mantellina,
in quegli anni andava. Arrivavo, mi abbracciava, la mantellina faceva da
poncho e sotto li', come fossimo qualcosa di unico, io frugavo come un
cercatore d'oro.
Suo padre e sua madre praticamente non esistevano. Gestivano il bar del
paese che distava dalla casa un kilometro, presi male con il lavoro fino
a sera tardi lasciavano la loro piccola cucciola a far capanna di
ravanate. Noi per rispetto sostavamo sul portone ma potevamo pure
entrare in casa se volevamo. Ero io a dire il vero che non volevo....
almeno per i primi tempi.
Aveva una sorella di 8 anni, qualche volta rompeva pure il ******* chiamando e
comunicando al citofono e la mia dolcissima lei la chiudeva
a chiave in camera cosi'avevamo tempo di fare le nostre escursioni
culturali in pace.

Un giorno andammo alla discoteca vera e propria, il bar dei suoi
genitori alla domenica era chiuso e io mi offri' ad andare a prenderla
in motorino per cui ebbi modo di incontrare i suoi.
Mi vedo come fosse adesso, in cucina, seduto e impacciato. Lei in
pigiamone, ancora da cambiare, con il vestitino che avrebbe portato in
discoteca bello in vista in un attaccapanni agganciato al frigo.
Sembrava un rito e forse lo era. Sua madre le assomigliava di viso, ma
aveva le ******* in fondo la pancia e il ******* sformato. Diceva di quelle
*****ate tremende, delle b*****ita' spaventose e per questo giustificai il
fatto che la figlia fosse un po' tarda. Ogni tanto vedevo che sua madre
guardava il vestitino appeso, lo guardava con soddisfazione. Era li'
bello aperto e disteso in vista, con le pieghe scozzesi, come fosse in
vetrina.
A distanza di tempo pensai che questa gente era presa con i film
americani, con i miti del vestito e del gran ballo della scuola della
figlia. Secondo me sballavano con overdose di film di principessa sissi
e checco beppe gran ciavon. Sognavano la favola bella per la figlia e
forse pure per loro.
Fu quella volta che suo padre si avvicino', mi chiese il nome di mio
padre e non seppe nemmeno darmi la mano e chiedere il mio di nome. Mi
chiese per che squadra tenevo. "Inter!" io. E lui "*****can, toso,
l'ultima volta che l'inter ga vinto qualcosa ti non te ieri gnanca
nato". Era un milanista, convinto. Nel suo bar c'erano bandiere
rossonere dappertutto, ero capitato male in questo senso. Non avrei mai
avuto la fiducia totale di suo padre.
Io avevo 15 anni ma ero consapevole, leggevo molto, ascoltavo e
traducevo le canzoni di Bob Dylan, avevo un mio mondo che nessuno
conosceva e non condividevo con nessuno. Una specie di vita parallela a
quella che facevo ma la usavo come chiave di lettura della vita vera.
Ero forte ad immaginare. Avevo pure la tessera in biblioteca ma ci
andavo di nascosto perche' era poco figo, ci stavo poco, giusto il tempo
per prendere un libro e via di corsa. Probabilmente mi sarei vestito
anche diversamente, amavo le camicie in jeans portate fuori dai
pantaloni ma in realta' le portavo con il colletto colorato, pizzicate
dentro i pantaloni e non rinunciavo a qualche inserto paninaro.
Insomma... mi vestivo come gli altri.

Ora ero li', in casa del barista di paese, "morosetto" della figlia,
piacevo anche se non sapevano comprendere il motivo della mia educazione
sempre impeccabile. Per loro poteva essere sintomo di ragazzo tardo e
poco furbo. Ma secondo me andavo a genio a prescindere, ero piu' giovane
di due anni della loro cucciola ma ero piu' alto, palliduccio e magro.
Per loro un piccolo Lord visto che mi lanciava nel limbo dei nobili il
nome di mio nonno, noto vecchio signorotto di paese rispettato. In
realta' un vecchio fascista amante della ******* e dei schei, fece piu'
errori lui in gioventu' che Vallanzasca in due vite. Pero' come figura
istituzionale storica in paese funzionava.
Quando in quella casa mi facevano parlare riuscivo ad alzare il livello
del dialogo pur essendo un bamboccio, livello che loro puntualmente
facevano precipitare.
Dentro di me vedevo le mani di quell'uomo che a furia di ravanare le ******* di
quella donna era riuscito a rammolirne la pelle e a renderle
cadenti. Gia' immaginavo i poveri sessi come pezzi di carne amorfa e
scura che si ritrovavano tra le gambe a furia d'uso. Mi disturbavano le
sue unghie, io me le limavo addirittura perche' avevo paura di lasciare
i segni, lui le aveva lunghe e nere. Potevo solo immaginare cosa
lasciasse in mezzo alle gambe di sua moglie quando ci si buttava a
pesce.
La situazione che pensavo era questa: Ero assieme a una che le piaceva
il massaggio alla patonza, figlia di una che suo marito massaggiava da
decenni. In cameretta con la fichetta chiusa a chiave c'era l'aspirante
di questi ambiti massaggi. E poi c'eravamo noi, il milanista e
l'interista, lui ormai bruciato dal loop dei discorsi, dei ragionamenti
veneto ******* sportivi e il suo modo ignobile di chiamare sua moglie
"femena". Io con quel percorso da fare. Con i miei 15 anni, le mie
unghie corte e ben curate da s*****are ma con una gran voglia di
perforare tutto quello che avevo davanti.
Non era edificante tutto questo, mi vedevo incluso nel proseguimento
della razza, in un situazione pari a quella dei conigli, di basso
livello, ******* ******* dire "*****can w inter" e unghie s*****he.

Ok, quel giorno andammo in discoteca vera e propria. Motorino, in due
sopra un sellone con scritto dietro You&Me. Ti beccava un vigile erano
2000 lire di multa, gestibile se presa raramente ma conoscevo le strade
protette. Era forse la prima volta che ci andavo o forse no, non ricordo
bene, comunque non ci avevo l'eta'. Ci passammo un paio di ore, non si
ballo' per nulla, li' non c'era il prete a rompere i ******* ci
ficcammo sui divanetti al buio per ravanare e capire bene cosa mi
permetteva di fare quel vestitino tanto caro alla mammina. Ricordo una
cosa tanto per far capire la signorina. Dove eravamo, sui divanetti, il
soffitto era basso. C'erano le luci a faretto avvitate sul soffitto,
quelle orientabili. C'era un faretto che ci coglieva giusti e ci
rovinava la privacy. Lei mi ruppe le palle per mezz'ora in quanto voleva
che io mi alzassi a direzionare quel faretto da un'altra parte. A me
sembrava una cagata, andare in discoteca (casa di altri) e girare i
faretti era una cosa che proprio non mi andava di fare. Oh..... dovetti
farlo per forza altrimenti non avrei potuto tornare a casa con il mio
profumo preferito sulle dita.... Fu il segno che la mia giovane
signorilita' aveva chiari limiti e che mi sarei venduto per un pelo di *******
in ogni istante.

Dopo un paio di ore ce ne andammo verso qualcosa di particolarmente
importante nella fase in un essere umano..... in tasca avevo le sue
mutande.

Continua.....

--
Codialita', cortesia, simpatia....
Riccardomustodario 3 Apr 2015 15:10
On Friday, April 3, 2015 at 11:54:18 AM UTC+1, emiglio wrote:
> Qua siamo nella notte dei tempi.
>
> c'avevo 15 anni. motorino munito. Con la marmitta riuscivi a fare una
> scia di fumo che attraversava i due punti piu' distanti del paesotto
> prima che si dissolvesse.
> Di quel periodo ricordo lo stu*****, un forte desiderio di liberta', i
> registratori a cassette e il puzzo che usciva dal tubo di scappamento
> dei motorini.
> Di *****ate ne sentivo e ne dicevo davvero tante, come quella volta che
> un mio amico suono' il campanello di casa mia esclusivamente per farmi
> una domanda: "Ci gasiamo per i rolling stones?".
> Gli risposi "ok" e lo salutai.
>
> Il parroco di paesello, progressista per quei tempi, per tenerci
> imbrigliati si era inventato una cosa, la discoteca parrocchiale. Aveva
> 5-6 luci psichedeliche, una stroboscopica che si bruciava sempre, un
> pacco di dischi vari, due giradischi, un mixer autocostruito e uno
> stanzone in uno scatinato in parrocchia. Si pagava 500 lire per entrare,
> naturalmente devoluti ai lebbrosi in congolia che a noi fottevasega. Una
> situazione che solo adesso per motivi di sicurezza non avrebbe vita
> nemmeno 10 minuti. Scalinata impolverata verso il basso e da li' buio e
> luci "psico".
> Il range di eta' coinvolto era basso, 13-15 anni, 16 al massimo. Si'
> perche' se ne avevi di piu' eri un pirla, nel senso che eri gia'
> certificato per andare nella vera discoteca.
>
> Naturalmente il posto si prestava ai primi approcci amorosi. Io non
> dovevo essere un granche' a quell'eta sebbene nessuno dicesse il
> contrario. I miei amici, tutti di un anno piu' vecchi di me anche se non
> di vedeva, lavoravano le donzelle con la ******* gia' da un po'. Io
> proprio non riuscivo a rompere il ghiaccio. Ero impaziente e nervoso.
> Addocchiavo una e se la faceva l'altro.
> Con il prete era una guerra, se uno toccava una ragazza si trovava fuori
> dalla discoteca a calci in ******* tanto che certe domeniche c'era piu'
> gente buttata fuori che dentro che ballava.
> Io, *****can, sempre dentro. Ballare,cercare ma niente. C'era qualcosa che
> non funzionava.
>
> C'era solo da aspettare. Arrivo' un giorno l'occasione. Lei non era
> bellissima, piaceva, capelli castani anonimi e leggermente ricci ma
> occhi grandi e dolci... e si sapeva vestire, bel ******* troissima a
> quattr'occhi. Forse per quello mi capito', aveva finito di farsi il
> mondo e io ero l'unico non averle messo la ******* in bocca. Non ero
> sicuro che era cosi' ma a me, a quel punto, poteva andare bene tutto,
> anche un'asina. Secondo me era pure un po' tarda. Aveva 17 anni, proprio
> non capivo che ******* ci facesse in quel buco di ******* quando a quella
> eta' esisteva la discoteca vera. Non era un problema comunque. Aveva
> tutto quello che mi serviva per poter sfogare le voglie.
>
> Ecco che finalmente un giorno pure io ebbi l'onore di essere buttato
> fuori da quel buco. Era come ricevere una stella sul petto e per me era
> la prima.
> All'entrata dello scantinato il prete aveva messo delle sedie, una
> attaccata all'altra, noi ci mettevamo il giubbotti uno sopra l'altro e
> nel giro di qualche ora quel banco di sedie diventava un mucchio di
> indumenti, piu' che un guardaroba assomigliava ad un cumulo di vestiti
> dismessi per i popoli poveri. Io e la donzella, approfittando del buio,
> andammo ad infilarci in mezzo a questa coltre di roba. Evidentemente
> non era una novita' per il prete, ci sgamo' subito, proprio nel momento
> in cui gli appoggiai la mano a spatola sulla patonza protetta dalla
> calza maglia calda, senti' a mia volta un'altra mano sulla spalla. Udi'
> il mio nome pronunciato forte e chiaro con la r moscia.
> *****can era lui. Il prete con la pila. Mi rovinava il primo momento
> topico della mia vita. 'sto animale ci conosceva ad uno ad uno,
> conosceva pure i nostri genitori e gia' assaporavo il suo sguardo alla
> prima occasione che mi vedeva assieme ai miei genitori.
> Fortunatamente la gravita' del fatto era intorpidita da una grande
> soddisfazione. Anch'io ero tra i grandi! il prete mi stava cacciando da
> quel buco malefico. Ricordo che una volta uscito in strada andai fiero
> verso i miei amici, gia' puniti a quell'ora, a raccontare la mia storia.
> Eran le prime marlboro fumate da uomo vissuto e in*****ato col mondo,
> tiravi profondamente fino ad incendiare la carta per due centimetri e il
> fumo ti pizzicava i polmoni giovani, ma per te erano i peli dello
> stomaco che bucavano la pelle e uscivano a dire che maschio eri.
>
> Non fini' li' con la donzellina, andavo a trovarla una volta alla
> settimana, poi ci vedevamo il sabato sera e la domenica in quel buco di
> ******* a farci cacciare dal prete. Ero in esplorazione, full immersion.
> Mi mancava la pila attaccata alla fronte. Di quel periodo ricordo
> l'odore di ******* ce lo avevo tra le dita, mi lavavo poco le mani
> apposta. Devo dire che non lo trovavo buono ma l'istinto mi diceva che
> potevo fidarmi di quella strada. I rapporti fino a quel momento eran
> quelli, si limonava come dei formichieri, massaggiarle le ******* e poi
> giu' a toccarle la giberna succosa in tutti i modi. Li' si fermava il
> tutto, non si andava piu' in la'.
> Era inverno, se non portavi i guanti in motorino ti ghiacciavi. I guanti
> erano tutti contaminati di ******* Incontravi gli amici per strada,
> smontavi dal motorino come fosse un cavallo e poi con la lentezza di
> John Waine ti sfilavi i guanti, li annusavi e li mettevi in tasca. Li
> vedo ancora adesso tra i miei ricordi, i miei amici che ti vedevano
> arrivare, facevano altrettanto anche se qualcuno barava perche' i suoi
> guanti avevano ancora il sentore del vernel che la mammina versava nelle
> lavatrici. Era uno stabilire lo stato di avanzamento dei lavori. Una
> livrea che comunicava.
>
> Ricordo soprattutto le serate infrasettim*****i che andavo a trovare la
> donzella, io arrivavo con il motorino che faceva un rumore assordante,
> non occorreva suonare il campanello, lei sentiva il rombo arrivare,
> usciva di casa con passo veloce contenta come un cagnolino e ci
> mettevamo appena fuori dal portoncino di casa sua. Il portoncino era
> riparato da un grazioso tetto spiovente a capanna che faceva la cosa
> piu' romantica. Si stava li' al buio, la luce dei campanelli faceva
> atmosfera, attaccati come delle calamite, dalle 20 circa alle 23... poi
> a casa, quasi sempre in ritardo con mia madre che mi sgridava.
> Era inverno, la cosa duro' qualche mese. La ricordo con la mantellina,
> in quegli anni andava. Arrivavo, mi abbracciava, la mantellina faceva da
> poncho e sotto li', come fossimo qualcosa di unico, io frugavo come un
> cercatore d'oro.
> Suo padre e sua madre praticamente non esistevano. Gestivano il bar del
> paese che distava dalla casa un kilometro, presi male con il lavoro fino
> a sera tardi lasciavano la loro piccola cucciola a far capanna di
> ravanate. Noi per rispetto sostavamo sul portone ma potevamo pure
> entrare in casa se volevamo. Ero io a dire il vero che non volevo....
> almeno per i primi tempi.
> Aveva una sorella di 8 anni, qualche volta rompeva pure il ******* > chiamando
e comunicando al citofono e la mia dolcissima lei la chiudeva
> a chiave in camera cosi'avevamo tempo di fare le nostre escursioni
> culturali in pace.
>
> Un giorno andammo alla discoteca vera e propria, il bar dei suoi
> genitori alla domenica era chiuso e io mi offri' ad andare a prenderla
> in motorino per cui ebbi modo di incontrare i suoi.
> Mi vedo come fosse adesso, in cucina, seduto e impacciato. Lei in
> pigiamone, ancora da cambiare, con il vestitino che avrebbe portato in
> discoteca bello in vista in un attaccapanni agganciato al frigo.
> Sembrava un rito e forse lo era. Sua madre le assomigliava di viso, ma
> aveva le ******* in fondo la pancia e il ******* sformato. Diceva di quelle
> *****ate tremende, delle b*****ita' spaventose e per questo giustificai il
> fatto che la figlia fosse un po' tarda. Ogni tanto vedevo che sua madre
> guardava il vestitino appeso, lo guardava con soddisfazione. Era li'
> bello aperto e disteso in vista, con le pieghe scozzesi, come fosse in
> vetrina.
> A distanza di tempo pensai che questa gente era presa con i film
> americani, con i miti del vestito e del gran ballo della scuola della
> figlia. Secondo me sballavano con overdose di film di principessa sissi
> e checco beppe gran ciavon. Sognavano la favola bella per la figlia e
> forse pure per loro.
> Fu quella volta che suo padre si avvicino', mi chiese il nome di mio
> padre e non seppe nemmeno darmi la mano e chiedere il mio di nome. Mi
> chiese per che squadra tenevo. "Inter!" io. E lui "*****can, toso,
> l'ultima volta che l'inter ga vinto qualcosa ti non te ieri gnanca
> nato". Era un milanista, convinto. Nel suo bar c'erano bandiere
> rossonere dappertutto, ero capitato male in questo senso. Non avrei mai
> avuto la fiducia totale di suo padre.
> Io avevo 15 anni ma ero consapevole, leggevo molto, ascoltavo e
> traducevo le canzoni di Bob Dylan, avevo un mio mondo che nessuno
> conosceva e non condividevo con nessuno. Una specie di vita parallela a
> quella che facevo ma la usavo come chiave di lettura della vita vera.
> Ero forte ad immaginare. Avevo pure la tessera in biblioteca ma ci
> andavo di nascosto perche' era poco figo, ci stavo poco, giusto il tempo
> per prendere un libro e via di corsa. Probabilmente mi sarei vestito
> anche diversamente, amavo le camicie in jeans portate fuori dai
> pantaloni ma in realta' le portavo con il colletto colorato, pizzicate
> dentro i pantaloni e non rinunciavo a qualche inserto paninaro.
> Insomma... mi vestivo come gli altri.
>
> Ora ero li', in casa del barista di paese, "morosetto" della figlia,
> piacevo anche se non sapevano comprendere il motivo della mia educazione
> sempre impeccabile. Per loro poteva essere sintomo di ragazzo tardo e
> poco furbo. Ma secondo me andavo a genio a prescindere, ero piu' giovane
> di due anni della loro cucciola ma ero piu' alto, palliduccio e magro.
> Per loro un piccolo Lord visto che mi lanciava nel limbo dei nobili il
> nome di mio nonno, noto vecchio signorotto di paese rispettato. In
> realta' un vecchio fascista amante della ******* e dei schei, fece piu'
> errori lui in gioventu' che Vallanzasca in due vite. Pero' come figura
> istituzionale storica in paese funzionava.
> Quando in quella casa mi facevano parlare riuscivo ad alzare il livello
> del dialogo pur essendo un bamboccio, livello che loro puntualmente
> facevano precipitare.
> Dentro di me vedevo le mani di quell'uomo che a furia di ravanare le
> ******* di quella donna era riuscito a rammolirne la pelle e a renderle
> cadenti. Gia' immaginavo i poveri sessi come pezzi di carne amorfa e
> scura che si ritrovavano tra le gambe a furia d'uso. Mi disturbavano le
> sue unghie, io me le limavo addirittura perche' avevo paura di lasciare
> i segni, lui le aveva lunghe e nere. Potevo solo immaginare cosa
> lasciasse in mezzo alle gambe di sua moglie quando ci si buttava a
> pesce.
> La situazione che pensavo era questa: Ero assieme a una che le piaceva
> il massaggio alla patonza, figlia di una che suo marito massaggiava da
> decenni. In cameretta con la fichetta chiusa a chiave c'era l'aspirante
> di questi ambiti massaggi. E poi c'eravamo noi, il milanista e
> l'interista, lui ormai bruciato dal loop dei discorsi, dei ragionamenti
> veneto ******* sportivi e il suo modo ignobile di chiamare sua moglie
> "femena". Io con quel percorso da fare. Con i miei 15 anni, le mie
> unghie corte e ben curate da s*****are ma con una gran voglia di
> perforare tutto quello che avevo davanti.
> Non era edificante tutto questo, mi vedevo incluso nel proseguimento
> della razza, in un situazione pari a quella dei conigli, di basso
> livello, ******* ******* dire "*****can w inter" e unghie s*****he.
>
> Ok, quel giorno andammo in discoteca vera e propria. Motorino, in due
> sopra un sellone con scritto dietro You&Me. Ti beccava un vigile erano
> 2000 lire di multa, gestibile se presa raramente ma conoscevo le strade
> protette. Era forse la prima volta che ci andavo o forse no, non ricordo
> bene, comunque non ci avevo l'eta'. Ci passammo un paio di ore, non si
> ballo' per nulla, li' non c'era il prete a rompere i ******* ci
> ficcammo sui divanetti al buio per ravanare e capire bene cosa mi
> permetteva di fare quel vestitino tanto caro alla mammina. Ricordo una
> cosa tanto per far capire la signorina. Dove eravamo, sui divanetti, il
> soffitto era basso. C'erano le luci a faretto avvitate sul soffitto,
> quelle orientabili. C'era un faretto che ci coglieva giusti e ci
> rovinava la privacy. Lei mi ruppe le palle per mezz'ora in quanto voleva
> che io mi alzassi a direzionare quel faretto da un'altra parte. A me
> sembrava una cagata, andare in discoteca (casa di altri) e girare i
> faretti era una cosa che proprio non mi andava di fare. Oh..... dovetti
> farlo per forza altrimenti non avrei potuto tornare a casa con il mio
> profumo preferito sulle dita.... Fu il segno che la mia giovane
> signorilita' aveva chiari limiti e che mi sarei venduto per un pelo di
> ******* in ogni istante.
>
> Dopo un paio di ore ce ne andammo verso qualcosa di particolarmente
> importante nella fase in un essere umano..... in tasca avevo le sue
> mutande.
>
> Continua.....
>
> --
> Codialita', cortesia, simpatia....

Emiglio
così come sta il fatto ora
questo tuo post non lo legge nessuno.
Gli scrittori non piacciono!
Oggi si ha paura di creare miti, per tal motivo il Premio Nobel è andato a
Dario Fo, per esempio il mistero buffo è una buffonata che vale il tale che si
crede intellettuale.

Te lo ripeto, se cerchi audience, devi conquistartela un poco alla volta, inizia
con un [ EDS ] il quale essendo esercizio di scrittura, è breve, in tal modo ti
" Saggeranno " e se il caso ti sopporteranno fino al punto che non potranno più
fare a meno di te, qualora tu risultassi bravissimo.

Io iniziai con " Titolto " il primo libro ad una sola pagina della storia, non
aveva manco la copertina. Titolto, lettura veloce, da tragitto in pullman -
vabbeh! Poi per la versione in prosa, cioè specificare i come e perché di
Titolto scrissi " la Costellazione del Lupo Azzurro " romanzo storico
contemporaneo da un paio di centinaia di pagine

--
ciak
riccardo
emiglio 3 Apr 2015 16:11
Riccardomustodario <riccardosensazioni@gmail.com> wrote:

> Te lo ripeto, se cerchi audience, devi conquistartela un poco alla volta,
inizia con un [ EDS ] il quale essendo esercizio di scrittura, è breve,
in tal modo ti " Saggeranno " e se il caso ti sopporteranno fino al
punto che non potranno più fare a meno di te, qualora tu risultassi
bravissimo.


Azz... un momento, vuoi dirmi che c'e' un bot che pesca i messaggi con [
EDS ] le li inoltra in altri circuiti?

ok comunque, lo mettero'. Nel corpo del messaggio o nel titolo?





--
Codialita', cortesia, simpatia....
Riccardomustodario 3 Apr 2015 18:58
On Friday, April 3, 2015 at 3:11:11 PM UTC+1, emiglio wrote:
Riccardomustodario wrote
>
>> Te lo ripeto, se cerchi audience, devi conquistartela un poco alla volta,
> inizia con un [ EDS ] il quale essendo esercizio di scrittura, č breve,
> in tal modo ti " Saggeranno " e se il caso ti sopporteranno fino al
> punto che non potranno piů fare a meno di te, qualora tu risultassi
> bravissimo.
>
>
> Azz... un momento, vuoi dirmi che c'e' un bot che pesca i messaggi con [
> EDS ] le li inoltra in altri circuiti?

se hai usato Bot come da Buoni del Tesoro - l'hai vista giusta
>
> ok comunque, lo mettero'. Nel corpo del messaggio o nel titolo?


Ti consiglio que':=====================================>

Il mio primo [ EDS ]

il titolo e brano nel post

oppure
Amore per caso, oh, pardon, del casso [ EDS ]

sicuramente risponderò : Ricchio'
prima di me Soviet Mario avrà già risposto apprezza il tuo modo diretto di
ammirare la realtà e come la descrivi
DOMACCIA sarà delusa dall'uso di parole semplici, b*****i che palesi nel
titolo, se passeranno gli antichi del gruppo sarà divertente, allora di ciggeyz
ce n'erano pochi, fortunatamente


Amore per caso, oh, pardon, del casso [ EDS ]
farai molta audience, pure ******* Giobbe ti leggerà

Puoi iniziare così: Essendo nuovo del grande gruppo usenet It.arti.scrivere ho
chiesto consiglio come cimentarmi, Riccardomustodario mi ha invoglIATo a darmi
agli esercizi di scrittura ed elencherai i perché hai scelto, quale tua
inclinazione, l'esercizio suggerito

Amore per caso, oh, pardon, del casso! [ EDS ]

quindi scriverai è pur vero provieni da IAT, ma non sei ******* ed elencherai
tutti i frodi del gruppo, sappilo la maggioranza IAT è ******* per tale motivo
scifo quel gruppo, Noi ITechnodemocratic fundo vogliamo stupire siamo filo
androgeni, poi nell'intimità ognuno è libero di esprimersi come gli pare
spiace, i ciggeyz hanno stufato.
Ora vedi tu, con la traccia ed un po' di trama è più semplice, infine stai
avvertito: se mi dai un [ EDS ] da svolgere, ti ringrazio a priori.
Ultimo consiglio se scegli di svolgere quanto ti illustrato, se la critica
risulterà negativa, potrai sempre asserire: lo sapevo! quando non faccio le
cose dalla A Z ad capocchiam mia - viene sempre una chiavica.
Beh! - insomma non fare niente di tutto ciò, mi è piaciuto; lo lancio nel mio
libro che sto scrivendo, così tiscali il tapino asserirà è IAT che apre
all'idea, come se non potessi più rispondere se non con frasi fatte, in modo
tale crede di ingripparmi a favore dei sui Bot di ******* da finanziaria del
dissenso, oggi m.a.r.

--
ciak
riccardo
Riccardomustodario 3 Apr 2015 19:00
On Friday, April 3, 2015 at 5:58:19 PM UTC+1, Riccardomustodario wrote:


per i dubbi lessico-grammaticali puoi rivolgerti qui:
https://groups.google.com/forum/#!forum/it.cultura.linguistica.italiano
hastridmodifica 3 Apr 2015 20:59
Il giorno venerdì 3 aprile 2015 12:54:18 UTC+2, emiglio ha scritto:
> Qua siamo nella notte dei tempi.
>
> c'avevo 15 anni. motorino munito. Con la marmitta riuscivi a fare una
> scia di fumo che attraversava i due punti piu' distanti del paesotto
> prima che si dissolvesse.
> Di quel periodo ricordo lo stu*****, un forte desiderio di liberta', i
> registratori a cassette e il puzzo che usciva dal tubo di scappamento
> dei motorini.
> Di *****ate ne sentivo e ne dicevo davvero tante, come quella volta che
> un mio amico suono' il campanello di casa mia esclusivamente per farmi
> una domanda: "Ci gasiamo per i rolling stones?".
> Gli risposi "ok" e lo salutai.
>
> Il parroco di paesello, progressista per quei tempi, per tenerci
> imbrigliati si era inventato una cosa, la discoteca parrocchiale. Aveva
> 5-6 luci psichedeliche, una stroboscopica che si bruciava sempre, un
> pacco di dischi vari, due giradischi, un mixer autocostruito e uno
> stanzone in uno scatinato in parrocchia. Si pagava 500 lire per entrare,
> naturalmente devoluti ai lebbrosi in congolia che a noi fottevasega. Una
> situazione che solo adesso per motivi di sicurezza non avrebbe vita
> nemmeno 10 minuti. Scalinata impolverata verso il basso e da li' buio e
> luci "psico".
> Il range di eta' coinvolto era basso, 13-15 anni, 16 al massimo. Si'
> perche' se ne avevi di piu' eri un pirla, nel senso che eri gia'
> certificato per andare nella vera discoteca.
>
> Naturalmente il posto si prestava ai primi approcci amorosi. Io non
> dovevo essere un granche' a quell'eta sebbene nessuno dicesse il
> contrario. I miei amici, tutti di un anno piu' vecchi di me anche se non
> di vedeva, lavoravano le donzelle con la ******* gia' da un po'. Io
> proprio non riuscivo a rompere il ghiaccio. Ero impaziente e nervoso.
> Addocchiavo una e se la faceva l'altro.
> Con il prete era una guerra, se uno toccava una ragazza si trovava fuori
> dalla discoteca a calci in ******* tanto che certe domeniche c'era piu'
> gente buttata fuori che dentro che ballava.
> Io, *****can, sempre dentro. Ballare,cercare ma niente. C'era qualcosa che
> non funzionava.
>
> C'era solo da aspettare. Arrivo' un giorno l'occasione. Lei non era
> bellissima, piaceva, capelli castani anonimi e leggermente ricci ma
> occhi grandi e dolci... e si sapeva vestire, bel ******* troissima a
> quattr'occhi. Forse per quello mi capito', aveva finito di farsi il
> mondo e io ero l'unico non averle messo la ******* in bocca. Non ero
> sicuro che era cosi' ma a me, a quel punto, poteva andare bene tutto,
> anche un'asina. Secondo me era pure un po' tarda. Aveva 17 anni, proprio
> non capivo che ******* ci facesse in quel buco di ******* quando a quella
> eta' esisteva la discoteca vera. Non era un problema comunque. Aveva
> tutto quello che mi serviva per poter sfogare le voglie.
>
> Ecco che finalmente un giorno pure io ebbi l'onore di essere buttato
> fuori da quel buco. Era come ricevere una stella sul petto e per me era
> la prima.
> All'entrata dello scantinato il prete aveva messo delle sedie, una
> attaccata all'altra, noi ci mettevamo il giubbotti uno sopra l'altro e
> nel giro di qualche ora quel banco di sedie diventava un mucchio di
> indumenti, piu' che un guardaroba assomigliava ad un cumulo di vestiti
> dismessi per i popoli poveri. Io e la donzella, approfittando del buio,
> andammo ad infilarci in mezzo a questa coltre di roba. Evidentemente
> non era una novita' per il prete, ci sgamo' subito, proprio nel momento
> in cui gli appoggiai la mano a spatola sulla patonza protetta dalla
> calza maglia calda, senti' a mia volta un'altra mano sulla spalla. Udi'
> il mio nome pronunciato forte e chiaro con la r moscia.
> *****can era lui. Il prete con la pila. Mi rovinava il primo momento
> topico della mia vita. 'sto animale ci conosceva ad uno ad uno,
> conosceva pure i nostri genitori e gia' assaporavo il suo sguardo alla
> prima occasione che mi vedeva assieme ai miei genitori.
> Fortunatamente la gravita' del fatto era intorpidita da una grande
> soddisfazione. Anch'io ero tra i grandi! il prete mi stava cacciando da
> quel buco malefico. Ricordo che una volta uscito in strada andai fiero
> verso i miei amici, gia' puniti a quell'ora, a raccontare la mia storia.
> Eran le prime marlboro fumate da uomo vissuto e in*****ato col mondo,
> tiravi profondamente fino ad incendiare la carta per due centimetri e il
> fumo ti pizzicava i polmoni giovani, ma per te erano i peli dello
> stomaco che bucavano la pelle e uscivano a dire che maschio eri.
>
> Non fini' li' con la donzellina, andavo a trovarla una volta alla
> settimana, poi ci vedevamo il sabato sera e la domenica in quel buco di
> ******* a farci cacciare dal prete. Ero in esplorazione, full immersion.
> Mi mancava la pila attaccata alla fronte. Di quel periodo ricordo
> l'odore di ******* ce lo avevo tra le dita, mi lavavo poco le mani
> apposta. Devo dire che non lo trovavo buono ma l'istinto mi diceva che
> potevo fidarmi di quella strada. I rapporti fino a quel momento eran
> quelli, si limonava come dei formichieri, massaggiarle le ******* e poi
> giu' a toccarle la giberna succosa in tutti i modi. Li' si fermava il
> tutto, non si andava piu' in la'.
> Era inverno, se non portavi i guanti in motorino ti ghiacciavi. I guanti
> erano tutti contaminati di ******* Incontravi gli amici per strada,
> smontavi dal motorino come fosse un cavallo e poi con la lentezza di
> John Waine ti sfilavi i guanti, li annusavi e li mettevi in tasca. Li
> vedo ancora adesso tra i miei ricordi, i miei amici che ti vedevano
> arrivare, facevano altrettanto anche se qualcuno barava perche' i suoi
> guanti avevano ancora il sentore del vernel che la mammina versava nelle
> lavatrici. Era uno stabilire lo stato di avanzamento dei lavori. Una
> livrea che comunicava.
>
> Ricordo soprattutto le serate infrasettim*****i che andavo a trovare la
> donzella, io arrivavo con il motorino che faceva un rumore assordante,
> non occorreva suonare il campanello, lei sentiva il rombo arrivare,
> usciva di casa con passo veloce contenta come un cagnolino e ci
> mettevamo appena fuori dal portoncino di casa sua. Il portoncino era
> riparato da un grazioso tetto spiovente a capanna che faceva la cosa
> piu' romantica. Si stava li' al buio, la luce dei campanelli faceva
> atmosfera, attaccati come delle calamite, dalle 20 circa alle 23... poi
> a casa, quasi sempre in ritardo con mia madre che mi sgridava.
> Era inverno, la cosa duro' qualche mese. La ricordo con la mantellina,
> in quegli anni andava. Arrivavo, mi abbracciava, la mantellina faceva da
> poncho e sotto li', come fossimo qualcosa di unico, io frugavo come un
> cercatore d'oro.
> Suo padre e sua madre praticamente non esistevano. Gestivano il bar del
> paese che distava dalla casa un kilometro, presi male con il lavoro fino
> a sera tardi lasciavano la loro piccola cucciola a far capanna di
> ravanate. Noi per rispetto sostavamo sul portone ma potevamo pure
> entrare in casa se volevamo. Ero io a dire il vero che non volevo....
> almeno per i primi tempi.
> Aveva una sorella di 8 anni, qualche volta rompeva pure il ******* > chiamando
e comunicando al citofono e la mia dolcissima lei la chiudeva
> a chiave in camera cosi'avevamo tempo di fare le nostre escursioni
> culturali in pace.
>
> Un giorno andammo alla discoteca vera e propria, il bar dei suoi
> genitori alla domenica era chiuso e io mi offri' ad andare a prenderla
> in motorino per cui ebbi modo di incontrare i suoi.
> Mi vedo come fosse adesso, in cucina, seduto e impacciato. Lei in
> pigiamone, ancora da cambiare, con il vestitino che avrebbe portato in
> discoteca bello in vista in un attaccapanni agganciato al frigo.
> Sembrava un rito e forse lo era. Sua madre le assomigliava di viso, ma
> aveva le ******* in fondo la pancia e il ******* sformato. Diceva di quelle
> *****ate tremende, delle b*****ita' spaventose e per questo giustificai il
> fatto che la figlia fosse un po' tarda. Ogni tanto vedevo che sua madre
> guardava il vestitino appeso, lo guardava con soddisfazione. Era li'
> bello aperto e disteso in vista, con le pieghe scozzesi, come fosse in
> vetrina.
> A distanza di tempo pensai che questa gente era presa con i film
> americani, con i miti del vestito e del gran ballo della scuola della
> figlia. Secondo me sballavano con overdose di film di principessa sissi
> e checco beppe gran ciavon. Sognavano la favola bella per la figlia e
> forse pure per loro.
> Fu quella volta che suo padre si avvicino', mi chiese il nome di mio
> padre e non seppe nemmeno darmi la mano e chiedere il mio di nome. Mi
> chiese per che squadra tenevo. "Inter!" io. E lui "*****can, toso,
> l'ultima volta che l'inter ga vinto qualcosa ti non te ieri gnanca
> nato". Era un milanista, convinto. Nel suo bar c'erano bandiere
> rossonere dappertutto, ero capitato male in questo senso. Non avrei mai
> avuto la fiducia totale di suo padre.
> Io avevo 15 anni ma ero consapevole, leggevo molto, ascoltavo e
> traducevo le canzoni di Bob Dylan, avevo un mio mondo che nessuno
> conosceva e non condividevo con nessuno. Una specie di vita parallela a
> quella che facevo ma la usavo come chiave di lettura della vita vera.
> Ero forte ad immaginare. Avevo pure la tessera in biblioteca ma ci
> andavo di nascosto perche' era poco figo, ci stavo poco, giusto il tempo
> per prendere un libro e via di corsa. Probabilmente mi sarei vestito
> anche diversamente, amavo le camicie in jeans portate fuori dai
> pantaloni ma in realta' le portavo con il colletto colorato, pizzicate
> dentro i pantaloni e non rinunciavo a qualche inserto paninaro.
> Insomma... mi vestivo come gli altri.
>
> Ora ero li', in casa del barista di paese, "morosetto" della figlia,
> piacevo anche se non sapevano comprendere il motivo della mia educazione
> sempre impeccabile. Per loro poteva essere sintomo di ragazzo tardo e
> poco furbo. Ma secondo me andavo a genio a prescindere, ero piu' giovane
> di due anni della loro cucciola ma ero piu' alto, palliduccio e magro.
> Per loro un piccolo Lord visto che mi lanciava nel limbo dei nobili il
> nome di mio nonno, noto vecchio signorotto di paese rispettato. In
> realta' un vecchio fascista amante della ******* e dei schei, fece piu'
> errori lui in gioventu' che Vallanzasca in due vite. Pero' come figura
> istituzionale storica in paese funzionava.
> Quando in quella casa mi facevano parlare riuscivo ad alzare il livello
> del dialogo pur essendo un bamboccio, livello che loro puntualmente
> facevano precipitare.
> Dentro di me vedevo le mani di quell'uomo che a furia di ravanare le
> ******* di quella donna era riuscito a rammolirne la pelle e a renderle
> cadenti. Gia' immaginavo i poveri sessi come pezzi di carne amorfa e
> scura che si ritrovavano tra le gambe a furia d'uso. Mi disturbavano le
> sue unghie, io me le limavo addirittura perche' avevo paura di lasciare
> i segni, lui le aveva lunghe e nere. Potevo solo immaginare cosa
> lasciasse in mezzo alle gambe di sua moglie quando ci si buttava a
> pesce.
> La situazione che pensavo era questa: Ero assieme a una che le piaceva
> il massaggio alla patonza, figlia di una che suo marito massaggiava da
> decenni. In cameretta con la fichetta chiusa a chiave c'era l'aspirante
> di questi ambiti massaggi. E poi c'eravamo noi, il milanista e
> l'interista, lui ormai bruciato dal loop dei discorsi, dei ragionamenti
> veneto ******* sportivi e il suo modo ignobile di chiamare sua moglie
> "femena". Io con quel percorso da fare. Con i miei 15 anni, le mie
> unghie corte e ben curate da s*****are ma con una gran voglia di
> perforare tutto quello che avevo davanti.
> Non era edificante tutto questo, mi vedevo incluso nel proseguimento
> della razza, in un situazione pari a quella dei conigli, di basso
> livello, ******* ******* dire "*****can w inter" e unghie s*****he.
>
> Ok, quel giorno andammo in discoteca vera e propria. Motorino, in due
> sopra un sellone con scritto dietro You&Me. Ti beccava un vigile erano
> 2000 lire di multa, gestibile se presa raramente ma conoscevo le strade
> protette. Era forse la prima volta che ci andavo o forse no, non ricordo
> bene, comunque non ci avevo l'eta'. Ci passammo un paio di ore, non si
> ballo' per nulla, li' non c'era il prete a rompere i ******* ci
> ficcammo sui divanetti al buio per ravanare e capire bene cosa mi
> permetteva di fare quel vestitino tanto caro alla mammina. Ricordo una
> cosa tanto per far capire la signorina. Dove eravamo, sui divanetti, il
> soffitto era basso. C'erano le luci a faretto avvitate sul soffitto,
> quelle orientabili. C'era un faretto che ci coglieva giusti e ci
> rovinava la privacy. Lei mi ruppe le palle per mezz'ora in quanto voleva
> che io mi alzassi a direzionare quel faretto da un'altra parte. A me
> sembrava una cagata, andare in discoteca (casa di altri) e girare i
> faretti era una cosa che proprio non mi andava di fare. Oh..... dovetti
> farlo per forza altrimenti non avrei potuto tornare a casa con il mio
> profumo preferito sulle dita.... Fu il segno che la mia giovane
> signorilita' aveva chiari limiti e che mi sarei venduto per un pelo di
> ******* in ogni istante.
>
> Dopo un paio di ore ce ne andammo verso qualcosa di particolarmente
> importante nella fase in un essere umano..... in tasca avevo le sue
> mutande.
>
> Continua.....
>
> --
> Codialita', cortesia, simpatia....

ne leggerei a valanghe di questi pezzi e rinuncerei anche ad uscire di casa per
comprarmi le sigarette e con questo ho detto tutto.

ringrazio chi lo ha postato ad insaputa di emiglio
emiglio 3 Apr 2015 22:28
Riccardomustodario <riccardosensazioni@gmail.com> wrote:

> On Friday, April 3, 2015 at 3:11:11 PM UTC+1, emiglio wrote:
> Riccardomustodario wrote
>>
>>> Te lo ripeto, se cerchi audience, devi conquistartela un poco alla volta,
>> inizia con un [ EDS ] il quale essendo esercizio di scrittura, ? breve,
>> in tal modo ti " Saggeranno " e se il caso ti sopporteranno fino al
>> punto che non potranno pi? fare a meno di te, qualora tu risultassi
>> bravissimo.
>>
>>
>> Azz... un momento, vuoi dirmi che c'e' un bot che pesca i messaggi con [
>> EDS ] le li inoltra in altri circuiti?
>
> se hai usato Bot come da Buoni del Tesoro - l'hai vista giusta
>>
>> ok comunque, lo mettero'. Nel corpo del messaggio o nel titolo?
>
>
> Ti consiglio que':=====================================>
>
> Il mio primo [ EDS ]
>
> il titolo e brano nel post
>
> oppure Amore per caso, oh, pardon, del casso [ EDS ]
>
> sicuramente risponderò : Ricchio' prima di me Soviet Mario avrà già
> risposto apprezza il tuo modo diretto di ammirare la realtà e come la
> descrivi DOMACCIA sarà delusa dall'uso di parole semplici, b*****i che
> palesi nel titolo, se passeranno gli antichi del gruppo sarà divertente,
> allora di ciggeyz ce n'erano pochi, fortunatamente
>
>
> Amore per caso, oh, pardon, del casso [ EDS ] farai molta audience, pure
> ******* Giobbe ti leggerà
>
> Puoi iniziare così: Essendo nuovo del grande gruppo usenet
> It.arti.scrivere ho chiesto consiglio come cimentarmi, Riccardomustodario
> mi ha invoglIATo a darmi agli esercizi di scrittura ed elencherai i perché
> hai scelto, quale tua inclinazione, l'esercizio suggerito
>
> Amore per caso, oh, pardon, del casso! [ EDS ]
>
> quindi scriverai è pur vero provieni da IAT, ma non sei ******* ed elencherai
> tutti i frodi del gruppo, sappilo la maggioranza IAT è ******* per tale
> motivo scifo quel gruppo, Noi ITechnodemocratic fundo vogliamo stupire
> siamo filo androgeni, poi nell'intimità ognuno è libero di esprimersi come
> gli pare spiace, i ciggeyz hanno stufato. Ora vedi tu, con la traccia ed
> un po' di trama è più semplice, infine stai avvertito: se mi dai un [ EDS
> ] da svolgere, ti ringrazio a priori. Ultimo consiglio se scegli di
> svolgere quanto ti illustrato, se la critica risulterà negativa, potrai
> sempre asserire: lo sapevo! quando non faccio le cose dalla A Z ad
> capocchiam mia - viene sempre una chiavica. Beh! - insomma non fare niente
> di tutto ciò, mi è piaciuto; lo lancio nel mio libro che sto scrivendo,
> così tiscali il tapino asserirà è IAT che apre all'idea, come se non
> potessi più rispondere se non con frasi fatte, in modo tale crede di
> ingripparmi a favore dei sui Bot di ******* da finanziaria del dissenso,
> oggi m.a.r.
>
> -- ciak riccardo


ok, dai, compreso. Resta un mistero dove vengono importati i messaggi
perche' siano visti. Ad esempio la risposta di questo Soviet Mario io
non la vedo. Forse perche' accedo direttamente da un server news e
invece tu da googlegroups che per me rimane un mistero come gestione dei
messaggi.

Grazie



--
Codialita', cortesia, simpatia....
emiglio 3 Apr 2015 22:28
hastridmodifica <hastrid28@gmail.com> wrote:

>
> ne leggerei a valanghe di questi pezzi e rinuncerei anche ad uscire di
> casa per comprarmi le sigarette e con questo ho detto tutto.
>
> ringrazio chi lo ha postato ad insaputa di emiglio

Grazie, ho diverso materiale di questo tipo, spesso un po' troppo ******* forse,
comunque tutte cose di vita vissute.



--
Codialita', cortesia, simpatia....
Soviet_Mario 4 Apr 2015 00:59
Il 03/04/2015 18.58, Riccardomustodario ha scritto:
> On Friday, April 3, 2015 at 3:11:11 PM UTC+1, emiglio wrote:
> Riccardomustodario wrote
>>

CUT

> oppure
> Amore per caso, oh, pardon, del casso [ EDS ]
>
> sicuramente risponderò : Ricchio'
> prima di me Soviet Mario avrà già risposto apprezza il tuo modo diretto di
ammirare la realtà e come la descrivi

sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
inessenziali, è molto difficile essere buoni "veristi".
Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.

> DOMACCIA sarà delusa dall'uso di parole semplici, b*****i che palesi nel
titolo, se passeranno gli antichi del gruppo sarà divertente, allora di ciggeyz
ce n'erano pochi, fortunatamente
>
>

CUT


>
> --
> ciak
> riccardo
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
Soviet_Mario 4 Apr 2015 01:02
Il 03/04/2015 22.28, emiglio ha scritto:
> hastridmodifica <hastrid28@gmail.com> wrote:
>
>>
>> ne leggerei a valanghe di questi pezzi e rinuncerei anche ad uscire di
>> casa per comprarmi le sigarette e con questo ho detto tutto.
>>
>> ringrazio chi lo ha postato ad insaputa di emiglio
>
> Grazie, ho diverso materiale di questo tipo, spesso un po' troppo ******* >
forse, comunque tutte cose di vita vissute.
>

a volte è piacevole leggere di vite che varrebbe la pena di
avere vissuto, non necessariamente di vite in senso lato.
Che so, leggere, anche in registro crudo e verista, aneddoti
di Mandela, Godall (o ciascuno secondo i suoi gusti),
diversamente, per citare : fottesega :)

>
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
emiglio 4 Apr 2015 09:04
Soviet_Mario <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:

> sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
> inessenziali, è molto difficile essere buoni "veristi".
> Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
> valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.

Ho diversi scritti, in alcuni lo stile cambia e placa le volgarita' ma
lo fa solo per un motivo, per il fatto che proprio in quel periodo io
stesso non sono volgare. Nemmeno il racconto si colloca in un mio
periodo volgare.
La figlia del Barista e' una racconto di bassissimo livello, proprio
perche' le circostanze lo sono.
"Laura" ad esempio, che e' un racconto che viene dopo gia' cambia molto.


--
Codialita', cortesia, simpatia....
Soviet_Mario 4 Apr 2015 11:55
Il 04/04/2015 09.04, emiglio ha scritto:
> Soviet_Mario <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:
>
>> sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
>> inessenziali, è molto difficile essere buoni "veristi".
>> Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
>> valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.
>
> Ho diversi scritti, in alcuni lo stile cambia e placa le volgarita' ma
> lo fa solo per un motivo, per il fatto che proprio in quel periodo io
> stesso non sono volgare. Nemmeno il racconto si colloca in un mio
> periodo volgare.
> La figlia del Barista e' una racconto di bassissimo livello, proprio
> perche' le circostanze lo sono.
> "Laura" ad esempio, che e' un racconto che viene dopo gia' cambia molto.
>
>

cmq, come si suol dire, de gustibus : lungi da me affermare
che gli scritti non valgano, ho semplicemente detto un
parere personalissimo (e non sono certo un critico), poi uno
scrive come si sente, siamo in democrazia.

--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
Riccardomustodario 4 Apr 2015 12:03
On Saturday, April 4, 2015 at 8:04:57 AM UTC+1, emiglio wrote:
> Soviet_Mario <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:
>
>> sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
>> inessenziali, è molto difficile essere buoni "veristi".
>> Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
>> valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.
>
> Ho diversi scritti, in alcuni lo stile cambia e placa le volgarita' ma
> lo fa solo per un motivo, per il fatto che proprio in quel periodo io
> stesso non sono volgare. Nemmeno il racconto si colloca in un mio
> periodo volgare.
> La figlia del Barista e' una racconto di bassissimo livello, proprio
> perche' le circostanze lo sono.
> "Laura" ad esempio, che e' un racconto che viene dopo gia' cambia molto.


come volevasi dimostrare Soviet_Mario è apparso immancabile

--
ciak
riccardo
Riccardomustodario 4 Apr 2015 12:05
On Friday, April 3, 2015 at 11:59:19 PM UTC+1, Soviet_Mario wrote:
> Il 03/04/2015 18.58, Riccardomustodario ha scritto:
>> On Friday, April 3, 2015 at 3:11:11 PM UTC+1, emiglio wrote:
>> Riccardomustodario wrote
>>>
>
> CUT
>
>> oppure
>> Amore per caso, oh, pardon, del casso [ EDS ]
>>
>> sicuramente risponderò : Ricchio'
>> prima di me Soviet Mario avrà già risposto apprezza il tuo modo diretto di
ammirare la realtà e come la descrivi
>
> sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
> inessenziali,

ine ... come da non o da inette?

--
ciak
riccardo




è molto difficile essere buoni "veristi".
> Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
> valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.
>
>> DOMACCIA sarà delusa dall'uso di parole semplici, b*****i che palesi nel
titolo, se passeranno gli antichi del gruppo sarà divertente, allora di ciggeyz
ce n'erano pochi, fortunatamente
>>
>>
>
> CUT
>
>
>>
>> --
>> ciak
>> riccardo
>>
>
>
> --
> 1) Resistere, resistere, resistere.
> 2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
> Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
emiglio 4 Apr 2015 12:08
On 2015-04-04 09:55:34 +0000, Soviet_Mario said:

> cmq, come si suol dire, de gustibus : lungi da me affermare che gli
> scritti non valgano, ho semplicemente detto un parere personalissimo (e
> non sono certo un critico), poi uno scrive come si sente, siamo in
> democrazia.


Certo, non c'e' problema. Io ti ringrazio per il commento. A me fanno
piacere gli interventi e non mi scandalizzo con un "mi fa cagare".....
cosi' come lo hai motivato per me e' costruttivo :).
Soviet_Mario 4 Apr 2015 12:14
Il 04/04/2015 12.03, Riccardomustodario ha scritto:
> On Saturday, April 4, 2015 at 8:04:57 AM UTC+1, emiglio wrote:
>> Soviet_Mario <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:
>>
>>> sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
>>> inessenziali, è molto difficile essere buoni "veristi".
>>> Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
>>> valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.
>>
>> Ho diversi scritti, in alcuni lo stile cambia e placa le volgarita' ma
>> lo fa solo per un motivo, per il fatto che proprio in quel periodo io
>> stesso non sono volgare. Nemmeno il racconto si colloca in un mio
>> periodo volgare.
>> La figlia del Barista e' una racconto di bassissimo livello, proprio
>> perche' le circostanze lo sono.
>> "Laura" ad esempio, che e' un racconto che viene dopo gia' cambia molto.
>
>
> come volevasi dimostrare Soviet_Mario è apparso immancabile

leggo il NG tutti i giorni, casomai salti fuori qualcosa di
interessante, è vietato dalla legge ?

>
> --
> ciak
> riccardo
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
Soviet_Mario 4 Apr 2015 12:17
Il 04/04/2015 12.08, emiglio ha scritto:
> On 2015-04-04 09:55:34 +0000, Soviet_Mario said:
>
>> cmq, come si suol dire, de gustibus : lungi da me
>> affermare che gli scritti non valgano, ho semplicemente
>> detto un parere personalissimo (e non sono certo un
>> critico), poi uno scrive come si sente, siamo in democrazia.
>
>
> Certo, non c'e' problema. Io ti ringrazio per il commento. A
> me fanno piacere gli interventi e non mi scandalizzo con un
> "mi fa cagare"..... cosi' come lo hai motivato per me e'
> costruttivo :).

che poi, se noti, il "mi fa cagare", che è un commento fuori
le righe, non era diretto a te personalmente, nemmeno tanto
al pezzo in sé, ma rimarcava con la giusta stizza la
cantonata della previsione del "MistoRa*****" (usando la
definizione illuminata di un poster di qui).
Chiedo scusa se, rispondendo a terzi, mi è uscita una frase
un po' caustica. E' stata una casualty :)

>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
Riccardomustodario 4 Apr 2015 14:32
On Saturday, April 4, 2015 at 11:14:06 AM UTC+1, Soviet_Mario wrote:
> Il 04/04/2015 12.03, Riccardomustodario ha scritto:
>> On Saturday, April 4, 2015 at 8:04:57 AM UTC+1, emiglio wrote:
>>> Soviet_Mario <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:
>>>
>>>> sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
>>>> inessenziali, è molto difficile essere buoni "veristi".
>>>> Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
>>>> valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.
>>>
>>> Ho diversi scritti, in alcuni lo stile cambia e placa le volgarita' ma
>>> lo fa solo per un motivo, per il fatto che proprio in quel periodo io
>>> stesso non sono volgare. Nemmeno il racconto si colloca in un mio
>>> periodo volgare.
>>> La figlia del Barista e' una racconto di bassissimo livello, proprio
>>> perche' le circostanze lo sono.
>>> "Laura" ad esempio, che e' un racconto che viene dopo gia' cambia molto.
>>
>>
>> come volevasi dimostrare Soviet_Mario è apparso immancabile
>
> leggo il NG tutti i giorni, casomai salti fuori qualcosa di
> interessante, è vietato dalla legge ?

purtroppo, le spie, oggi, sono quasi legali.

--
ciak
riccardo



>
>>
>> --
>> ciak
>> riccardo
>>
>
>
> --
> 1) Resistere, resistere, resistere.
> 2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
> Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
Riccardomustodario 4 Apr 2015 14:34
On Saturday, April 4, 2015 at 11:17:12 AM UTC+1, Soviet_Mario wrote:
> Il 04/04/2015 12.08, emiglio ha scritto:
>> On 2015-04-04 09:55:34 +0000, Soviet_Mario said:
>>
>>> cmq, come si suol dire, de gustibus : lungi da me
>>> affermare che gli scritti non valgano, ho semplicemente
>>> detto un parere personalissimo (e non sono certo un
>>> critico), poi uno scrive come si sente, siamo in democrazia.
>>
>>
>> Certo, non c'e' problema. Io ti ringrazio per il commento. A
>> me fanno piacere gli interventi e non mi scandalizzo con un
>> "mi fa cagare"..... cosi' come lo hai motivato per me e'
>> costruttivo :).
>
> che poi, se noti, il "mi fa cagare", che è un commento fuori
> le righe, non era diretto a te personalmente, nemmeno tanto
> al pezzo in sé, ma rimarcava con la giusta stizza la
> cantonata della previsione del "MistoRa*****"



L'avevo notato.
Intanto faccio presente è Ra*****mustori100MilaOlmstrom
l'originale del tuo estrapolato in misto

--
ciak
riccardo


(usando la
> definizione illuminata di un poster di qui).
> Chiedo scusa se, rispondendo a terzi, mi è uscita una frase
> un po' caustica. E' stata una casualty :)
>
>>
>
>
> --
> 1) Resistere, resistere, resistere.
> 2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
> Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
Soviet_Mario 4 Apr 2015 22:03
Il 04/04/2015 14.32, Riccardomustodario ha scritto:
> On Saturday, April 4, 2015 at 11:14:06 AM UTC+1, Soviet_Mario wrote:
>> Il 04/04/2015 12.03, Riccardomustodario ha scritto:
>>> On Saturday, April 4, 2015 at 8:04:57 AM UTC+1, emiglio wrote:
>>>> Soviet_Mario <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:
>>>>
>>>>> sorry, mi fa cagare ... non mi piacciono molto le volgarità
>>>>> inessenziali, è molto difficile essere buoni "veristi".
>>>>> Prima di tutto, bisogna anche scegliere subject che sembrino
>>>>> valerne la pena più del tempo delle mele irrisolto.
>>>>
>>>> Ho diversi scritti, in alcuni lo stile cambia e placa le volgarita' ma
>>>> lo fa solo per un motivo, per il fatto che proprio in quel periodo io
>>>> stesso non sono volgare. Nemmeno il racconto si colloca in un mio
>>>> periodo volgare.
>>>> La figlia del Barista e' una racconto di bassissimo livello, proprio
>>>> perche' le circostanze lo sono.
>>>> "Laura" ad esempio, che e' un racconto che viene dopo gia' cambia molto.
>>>
>>>
>>> come volevasi dimostrare Soviet_Mario è apparso immancabile
>>
>> leggo il NG tutti i giorni, casomai salti fuori qualcosa di
>> interessante, è vietato dalla legge ?
>
> purtroppo, le spie, oggi, sono quasi legali.

spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide, probabilmente
immaginerai che firmandomi Soviet sia una spia di Putin o
del KBG immagino.
(e cmq, spia a soreta)


>
> --
> ciak
> riccardo
>
>
>
>>
>>>
>>> --
>>> ciak
>>> riccardo
>>>
>>
>>
>> --
>> 1) Resistere, resistere, resistere.
>> 2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
>> Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
S.cribbio 4 Apr 2015 23:09
Soviet_Mario ci ha detto :

>
> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide, probabilmente immaginerai che
> firmandomi Soviet sia una spia di Putin o del KBG immagino.
> (e cmq, spia a soreta)
>
>
Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del Rimuda.
Riccardomustodario 5 Apr 2015 00:59
On Saturday, April 4, 2015 at 10:09:07 PM UTC+1, S. cribbio wrote:
> Soviet_Mario ci ha detto :
>
>>
>> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide, probabilmente immaginerai che
>> firmandomi Soviet sia una spia di Putin o del KBG immagino.
>> (e cmq, spia a soreta)
>>
>>
> Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del Rimuda.


Berlusconti per spiare il genio che esiste in me creò Forza Italia, da solo
contro il Papa, Putin, Blair, Cinton & CO. non ce la faceva, evidentemente; in
effetti le televisioni arrivarono prima dei politici, ma allora la Rai era il
veicolo numero uno politico. Lo spionaggio politico economico è il piatto forte
della mia letteratura, la quale spazia dal mondo è mio alla carta igienica
fumettata fino a Pattumanza Isola Eugenetica { riciclaggio di liquami ed
immondizie ] ove si legge tutto il potere, ovvero le Finanziarie del Dissenso,
cui emiglio dimostrando acume nuovo, originale, in linea con la lettura
contemporanea del mondo delle cose, definisce Bot. Strabiliante è emiglio, il
quale al primo botto si è conquistato la mia stima e quindi lo considero una
persona che in virtù dell'idea cambia il mondo, mentre tu, Soviet_Mario quanto
mai hai espresso un'idea nuova, se non critica a quanto leggi?

--
ciak
riccardo
Soviet_Mario 5 Apr 2015 08:57
Il 04/04/2015 23.09, S.cribbio ha scritto:
> Soviet_Mario ci ha detto :
>
>>
>> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide,
>> probabilmente immaginerai che firmandomi Soviet sia una
>> spia di Putin o del KBG immagino.
>> (e cmq, spia a soreta)
>>
>>
> Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del Rimuda.

torna nella fognIa

--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
Riccardomustodario 5 Apr 2015 10:04
On Sunday, April 5, 2015 at 7:57:10 AM UTC+1, Soviet_Mario wrote:
> Il 04/04/2015 23.09, S.cribbio ha scritto:
>> Soviet_Mario ci ha detto :
>>
>>>
>>> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide,
>>> probabilmente immaginerai che firmandomi Soviet sia una
>>> spia di Putin o del KBG immagino.
>>> (e cmq, spia a soreta)
>>>
>>>
>> Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del Rimuda.
>
> torna nella fognIa
>

Fognal, oh, pardon Frognal, 'nc'è la chiesa

--
ciak
riccardo


> --
> 1) Resistere, resistere, resistere.
> 2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
> Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)
S.cribbio 5 Apr 2015 13:27
Il 05/04/2015, Soviet_Mario ha detto :
> Il 04/04/2015 23.09, S.cribbio ha scritto:
>> Soviet_Mario ci ha detto :
>>
>>>
>>> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide,
>>> probabilmente immaginerai che firmandomi Soviet sia una
>>> spia di Putin o del KBG immagino.
>>> (e cmq, spia a soreta)
>>>
>>>
>> Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del Rimuda.
>
> torna nella fognIa

sei li' ad attendermi immagino.
Soviet_Mario 5 Apr 2015 14:16
Il 05/04/2015 13.27, S.cribbio ha scritto:
> Il 05/04/2015, Soviet_Mario ha detto :
>> Il 04/04/2015 23.09, S.cribbio ha scritto:
>>> Soviet_Mario ci ha detto :
>>>
>>>>
>>>> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide,
>>>> probabilmente immaginerai che firmandomi Soviet sia una
>>>> spia di Putin o del KBG immagino.
>>>> (e cmq, spia a soreta)
>>>>
>>>>
>>> Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del
>>> Rimuda.
>>
>> torna nella fognIa
>
> sei li' ad attendermi immagino.

ho scritto forse VIENI nella fognIa ?

--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
http://www.avast.com
Soviet_Mario 5 Apr 2015 14:19
Il 05/04/2015 13.27, S.cribbio ha scritto:
> Il 05/04/2015, Soviet_Mario ha detto :
>> Il 04/04/2015 23.09, S.cribbio ha scritto:
>>> Soviet_Mario ci ha detto :
>>>
>>>>
>>>> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide,
>>>> probabilmente immaginerai che firmandomi Soviet sia una
>>>> spia di Putin o del KBG immagino.
>>>> (e cmq, spia a soreta)
>>>>
>>>>
>>> Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del
>>> Rimuda.
>>
>> torna nella fognIa
>
> sei li' ad attendermi immagino.

ma ripensandoci, coglierò il tuo suggerimento iniziale.
Questo è il solo NG in cui causa traffico inesistente non
avevo ancora plonkato nessuno, ma grato del consiglio,
provvedo tosto, e per non lasciare il mistora***** in
solitudine nel killfile, ti offro una comoda poltrona alla
sua destra.
A non rileggerci. Plonk

--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
http://www.avast.com
emiglio 5 Apr 2015 14:28
On 2015-04-05 12:19:00 +0000, Soviet_Mario said:

> Questo è il solo NG in cui causa traffico inesistent


ma su questo genere esiste qualche altra risorsa piu' trafficata, forum, NG?
S.cribbio 5 Apr 2015 14:43
Soviet_Mario scriveva il 05/04/2015 :
> Il 05/04/2015 13.27, S.cribbio ha scritto:
>> Il 05/04/2015, Soviet_Mario ha detto :
>>> Il 04/04/2015 23.09, S.cribbio ha scritto:
>>>> Soviet_Mario ci ha detto :
>>>>
>>>>>
>>>>> spie di cosa ? Da quanto sei pazzo paranoide,
>>>>> probabilmente immaginerai che firmandomi Soviet sia una
>>>>> spia di Putin o del KBG immagino.
>>>>> (e cmq, spia a soreta)
>>>>>
>>>>>
>>>> Tu che gli dai corda non devi essere meno ******* del
>>>> Rimuda.
>>>
>>> torna nella fognIa
>>
>> sei li' ad attendermi immagino.
>
> ma ripensandoci, coglierò il tuo suggerimento iniziale. Questo è il solo NG
> in cui causa traffico inesistente non avevo ancora plonkato nessuno, ma grato
> del consiglio, provvedo tosto, e per non lasciare il mistora***** in
solitudine
> nel killfile, ti offro una comoda poltrona alla sua destra.
> A non rileggerci. Plonk

Bravo, e adesso sei rimasto solo, bel *******
Soviet_Mario 5 Apr 2015 18:49
Il 05/04/2015 14.28, emiglio ha scritto:
> On 2015-04-05 12:19:00 +0000, Soviet_Mario said:
>
>> Questo è il solo NG in cui causa traffico inesistent
>
>
> ma su questo genere esiste qualche altra risorsa piu'
> trafficata, forum, NG?

forse il problema è opposto, ossia che ci sono innumerevoli
forum e gruppi FB, nessuno dei quali assomiglia a un NG.
Quanto ai NG, non ne seguo altri di scrittura. So che ne
esiste uno di poesia ma ignoro lo spelling preciso, e poi un
certo numero di pattumiere a cielo aperto, di cui sento solo
il tanfo ma non mi sognerei mai di indagare, perché ogni
tanto quel lezzo sale sin qui, a disturbare le salme che
vorrebbero almeno riposare in pace :)



--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
http://www.avast.com

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