Scritti inediti e consigli per gli autori
 

La figlia del barista III [ EDS ]

emiglio 4 Apr 2015 09:29
La figlia del Barista III [ EDS ]

Continua...


Era dicembre. Andammo avanti a ravanate, pippe, strusciamenti,
ditalamenti da almeno un mese. Lei aveva sempre in mano il mio pipo,
sembrava un'ossessa, stava ricambiando alla grande le mie serate di
ravanamenti *****i. A volte lo guardava da vicino, lo step di
inghiottirlo e andare oltre era sottilissimo ma evidentemente le mancava
il guizzo. Era presto.
Si'... diciamo che quella domenica aveva spostato il limite, eravamo
andati oltre. Io avevo dei problemi folli. Continuavo a s*****arle i
vestiti, lei s'in*****ava ma io proprio non sapevo come risolvere il
problema dei getti. Sotto il portone di casa sua alla sera succedeva di
tutto, io prima di andare via le raccomandavo di lavare per terra
perche' secondo me il milanista un giorno o l'altro si sarebbe *******
scivolando.
Poi scoprii' che lei era molto brava a casa, curava tutta la pulizia
della sua roba. Ora mi spiegavo come risolveva le chiazze sue e mie sui
panatacollant, pantaloni, calzamaglie e indumenti vari. Un giorno
addirittura ne fece le spese pure una sciarpa.
Naturalmente un limite me lo davo io facendo utilizzo di pacchetti di
fazzoletti di carta. Sorrido pensando a mia madre che si chiedeva come
mai la mia improvvisa necessita' di usare fazzoletti di carta quando
normalmente si usavano quelli di stoffa. E ancor piu' ricordo di me,
quando tornavo da quelle serate che per strada svuotavo le tasche del
giubbotto dei fazzoletti s*****hi creando una scia di cartacce indecenti
per strada.
Bei tempi.

Si', era dicembre.
Dovevo risolvere il problema dei preservativi e combinare il luogo della *******
Problemi grossi. Veramente grossi. Di andare in farmacia al
paese mio non se ne parlava. Macchinette, distributori, supermercati,
autogrill.... *****can mi viene da ridere, dov'era tutta 'sta roba a quei
tempi? Allora, per la ******* era piu' semplice. Bastava solo dire a sua
sorella che poteva guardare la televisione fino a tardi, noi andavamo in
camera finche' i suoi erano a lavorare al bar ed era fatta. Bastava solo
non farsi beccare da un eventuale rientro improvviso, tutto sommato la
camera era al piano terra, bastava solo gestire la finestra,
parcheggiare il motorino in zona sicura e promettere l'infinito alla
sorellina perche' stesse muta.
Tutto questo era succo di nostri ragionamenti e piani fatti nelle serate
finche' ci vedevamo. Spesso durante le varie effusioni ci venivano in
mente i trucchi.
Poi in realta' si dimostro' tutto piu' semplice.
Pero' in quel momento il problema dei preservativi non era risolvibile.
Entrai almeno 3 o 4 volte nella farmacia del paese vicino ma oltre
all'aspirina non riusci' ad andare. Mi mancava la forza. Gia' il fatto
che avevo grosse difficolta' con le sigarette, mandavo i miei amici che
avevano un anno piu' di me e tanta faccia tosta. Per questo non potevo
scomodare i miei amici per una cosa cosi' personale, sapevano con chi me
la spassavo e non volevo che sapessero che me la bombavo pure. Non era
poi normale che fidanzatini di quell'eta' bombassero.

Un colpo di ******* un giorno me ne stavo davanti alla parrocchia, seduto
a fumare di nascosto in una panchina, arrivo' un mio amico, aveva 3 anni
piu' di me. Un po' tardo ma sicuro di se' e della sua eta'. Lo ritenevo
un amico ma in comune avevamo solo il fatto che 4-5 anni prima giocavamo
con la fionda, poi lui fece la sua strada ed io la mia. Lui era uno che
passava il suo tempo a far veder a quelli piu' giovani di lui che lui
era "grande". In realta' giocava a biliardo praticamente sempre. Ne
approfittai del fatto che lui non sapeva delle mie recenti conquiste e
parlai di preservativi con un b*****e aggancio. Lui ne tiro' uno fuori.
Non era in una scatola, era uno solo, nel suo involucro, settebello
hatu'. La confezione era consumata, secondo me lo usava solo per farlo
vedere a testimonianza della sua maturita'. Io gli proposi di comprarne
altri e che i soldi li avrei messi io. Poi lui teneva la scatola e
quando io ne avevo bisogno lo cercavo. Ne era fiero, lui naturalmente mi
disse che me li avrebbe consumati tutti ma secondo me l'unico uso che ne
poteva fare era quello di pisciarci dentro. Non lo avrei visto di sicuro
con una ragazza.
Avevo risolto, forse di una scatola ne avrei visti pochi perche' il ******* li
avrebbe buttati pur di far vedere che li usava, ma
temporaneamente la cosa poteva funzionare.

Si', le feste del '81 le passai bene. L'ultimo dell'anno poi fu un
festone. La famiglia di lei con la bambina rompicojoni andarono a
passarlo da conoscenti, organizzammo una festicciola con amici a casa
del barista e noi appena arrivati ignorammo tutti che bevevano e
ballavano in salotto e *****mmo fino alle una in cameretta. Fino alle
"una"! per me era un orario impossibile ma era l'ultimo dell'anno e
riuscii a strappare a mia madre questo permesso. Tornai a casa vuoto
come un uovo di pasqua.
Da li' a qualche mese io avrei compiuto 16 anni, purtroppo non fu un
compleanno che passammo assieme, proprio quella notte dell'ultimo
dell'anno mi portai a casa di lei degli amici tra cui colui che piano
piano, rosica rosica, mi avrebbe portato via quella che nel frattempo
era diventata una ninfomane.

Ci rimasi male, non ero innamorato ma piombai in uno stato completamente
diverso, da una ******* da domare al nulla di nulla, ebbi qualche
ripercussione a scuola ma come fu naturale da li' a poco trovai un'altra
che era ben tutt'altra cosa.
La donzellina ora ha 50 anni. Tempo fa ne vidi la foto in facebook.
Naturalmente ha le ******* che le toccano la pancia e il ******* sformato.


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Codialita', cortesia, simpatia....

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