Scritti inediti e consigli per gli autori
 

La figlia del barista [ EDS ]

emiglio 4 Apr 2015 09:28
La figlia del Barista [ EDS ]


Qua siamo nella notte dei tempi.

c'avevo 15 anni. motorino munito. Con la marmitta riuscivi a fare una
scia di fumo che attraversava i due punti piu' distanti del paesotto
prima che si dissolvesse.
Di quel periodo ricordo lo stu*****, un forte desiderio di liberta', i
registratori a cassette e il puzzo che usciva dal tubo di scappamento
dei motorini.
Di *****ate ne sentivo e ne dicevo davvero tante, come quella volta che
un mio amico suono' il campanello di casa mia esclusivamente per farmi
una domanda: "Ci gasiamo per i rolling stones?".
Gli risposi "ok" e lo salutai.

Il parroco di paesello, progressista per quei tempi, per tenerci
imbrigliati si era inventato una cosa, la discoteca parrocchiale. Aveva
5-6 luci psichedeliche, una stroboscopica che si bruciava sempre, un
pacco di dischi vari, due giradischi, un mixer autocostruito e uno
stanzone in uno scatinato in parrocchia. Si pagava 500 lire per entrare,
naturalmente devoluti ai lebbrosi in congolia che a noi fottevasega. Una
situazione che solo adesso per motivi di sicurezza non avrebbe vita
nemmeno 10 minuti. Scalinata impolverata verso il basso e da li' buio e
luci "psico".
Il range di eta' coinvolto era basso, 13-15 anni, 16 al massimo. Si'
perche' se ne avevi di piu' eri un pirla, nel senso che eri gia'
certificato per andare nella vera discoteca.

Naturalmente il posto si prestava ai primi approcci amorosi. Io non
dovevo essere un granche' a quell'eta sebbene nessuno dicesse il
contrario. I miei amici, tutti di un anno piu' vecchi di me anche se non
di vedeva, lavoravano le donzelle con la ******* gia' da un po'. Io
proprio non riuscivo a rompere il ghiaccio. Ero impaziente e nervoso.
Addocchiavo una e se la faceva l'altro.
Con il prete era una guerra, se uno toccava una ragazza si trovava fuori
dalla discoteca a calci in ******* tanto che certe domeniche c'era piu'
gente buttata fuori che dentro che ballava.
Io, *****can, sempre dentro. Ballare,cercare ma niente. C'era qualcosa che
non funzionava.

C'era solo da aspettare. Arrivo' un giorno l'occasione. Lei non era
bellissima, piaceva, capelli castani anonimi e leggermente ricci ma
occhi grandi e dolci... e si sapeva vestire, bel ******* troissima a
quattr'occhi. Forse per quello mi capito', aveva finito di farsi il
mondo e io ero l'unico non averle messo la ******* in bocca. Non ero
sicuro che era cosi' ma a me, a quel punto, poteva andare bene tutto,
anche un'asina. Secondo me era pure un po' tarda. Aveva 17 anni, proprio
non capivo che ******* ci facesse in quel buco di ******* quando a quella
eta' esisteva la discoteca vera. Non era un problema comunque. Aveva
tutto quello che mi serviva per poter sfogare le voglie.

Ecco che finalmente un giorno pure io ebbi l'onore di essere buttato
fuori da quel buco. Era come ricevere una stella sul petto e per me era
la prima.
All'entrata dello scantinato il prete aveva messo delle sedie, una
attaccata all'altra, noi ci mettevamo il giubbotti uno sopra l'altro e
nel giro di qualche ora quel banco di sedie diventava un mucchio di
indumenti, piu' che un guardaroba assomigliava ad un cumulo di vestiti
dismessi per i popoli poveri. Io e la donzella, approfittando del buio,
andammo ad infilarci in mezzo a questa coltre di roba. Evidentemente
non era una novita' per il prete, ci sgamo' subito, proprio nel momento
in cui gli appoggiai la mano a spatola sulla patonza protetta dalla
calza maglia calda, senti' a mia volta un'altra mano sulla spalla. Udi'
il mio nome pronunciato forte e chiaro con la r moscia.
*****can era lui. Il prete con la pila. Mi rovinava il primo momento
topico della mia vita. 'sto animale ci conosceva ad uno ad uno,
conosceva pure i nostri genitori e gia' assaporavo il suo sguardo alla
prima occasione che mi vedeva assieme ai miei genitori.
Fortunatamente la gravita' del fatto era intorpidita da una grande
soddisfazione. Anch'io ero tra i grandi! il prete mi stava cacciando da
quel buco malefico. Ricordo che una volta uscito in strada andai fiero
verso i miei amici, gia' puniti a quell'ora, a raccontare la mia storia.
Eran le prime marlboro fumate da uomo vissuto e in*****ato col mondo,
tiravi profondamente fino ad incendiare la carta per due centimetri e il
fumo ti pizzicava i polmoni giovani, ma per te erano i peli dello
stomaco che bucavano la pelle e uscivano a dire che maschio eri.

Non fini' li' con la donzellina, andavo a trovarla una volta alla
settimana, poi ci vedevamo il sabato sera e la domenica in quel buco di *******
a farci cacciare dal prete. Ero in esplorazione, full immersion.
Mi mancava la pila attaccata alla fronte. Di quel periodo ricordo
l'odore di ******* ce lo avevo tra le dita, mi lavavo poco le mani
apposta. Devo dire che non lo trovavo buono ma l'istinto mi diceva che
potevo fidarmi di quella strada. I rapporti fino a quel momento eran
quelli, si limonava come dei formichieri, massaggiarle le ******* e poi
giu' a toccarle la giberna succosa in tutti i modi. Li' si fermava il
tutto, non si andava piu' in la'.
Era inverno, se non portavi i guanti in motorino ti ghiacciavi. I guanti
erano tutti contaminati di ******* Incontravi gli amici per strada,
smontavi dal motorino come fosse un cavallo e poi con la lentezza di
John Waine ti sfilavi i guanti, li annusavi e li mettevi in tasca. Li
vedo ancora adesso tra i miei ricordi, i miei amici che ti vedevano
arrivare, facevano altrettanto anche se qualcuno barava perche' i suoi
guanti avevano ancora il sentore del vernel che la mammina versava nelle
lavatrici. Era uno stabilire lo stato di avanzamento dei lavori. Una
livrea che comunicava.

Ricordo soprattutto le serate infrasettim*****i che andavo a trovare la
donzella, io arrivavo con il motorino che faceva un rumore assordante,
non occorreva suonare il campanello, lei sentiva il rombo arrivare,
usciva di casa con passo veloce contenta come un cagnolino e ci
mettevamo appena fuori dal portoncino di casa sua. Il portoncino era
riparato da un grazioso tetto spiovente a capanna che faceva la cosa
piu' romantica. Si stava li' al buio, la luce dei campanelli faceva
atmosfera, attaccati come delle calamite, dalle 20 circa alle 23... poi
a casa, quasi sempre in ritardo con mia madre che mi sgridava.
Era inverno, la cosa duro' qualche mese. La ricordo con la mantellina,
in quegli anni andava. Arrivavo, mi abbracciava, la mantellina faceva da
poncho e sotto li', come fossimo qualcosa di unico, io frugavo come un
cercatore d'oro.
Suo padre e sua madre praticamente non esistevano. Gestivano il bar del
paese che distava dalla casa un kilometro, presi male con il lavoro fino
a sera tardi lasciavano la loro piccola cucciola a far capanna di
ravanate. Noi per rispetto sostavamo sul portone ma potevamo pure
entrare in casa se volevamo. Ero io a dire il vero che non volevo....
almeno per i primi tempi.
Aveva una sorella di 8 anni, qualche volta rompeva pure il ******* chiamando e
comunicando al citofono e la mia dolcissima lei la chiudeva
a chiave in camera cosi'avevamo tempo di fare le nostre escursioni
culturali in pace.

Un giorno andammo alla discoteca vera e propria, il bar dei suoi
genitori alla domenica era chiuso e io mi offri' ad andare a prenderla
in motorino per cui ebbi modo di incontrare i suoi.
Mi vedo come fosse adesso, in cucina, seduto e impacciato. Lei in
pigiamone, ancora da cambiare, con il vestitino che avrebbe portato in
discoteca bello in vista in un attaccapanni agganciato al frigo.
Sembrava un rito e forse lo era. Sua madre le assomigliava di viso, ma
aveva le ******* in fondo la pancia e il ******* sformato. Diceva di quelle
*****ate tremende, delle b*****ita' spaventose e per questo giustificai il
fatto che la figlia fosse un po' tarda. Ogni tanto vedevo che sua madre
guardava il vestitino appeso, lo guardava con soddisfazione. Era li'
bello aperto e disteso in vista, con le pieghe scozzesi, come fosse in
vetrina.
A distanza di tempo pensai che questa gente era presa con i film
americani, con i miti del vestito e del gran ballo della scuola della
figlia. Secondo me sballavano con overdose di film di principessa sissi
e checco beppe gran ciavon. Sognavano la favola bella per la figlia e
forse pure per loro.
Fu quella volta che suo padre si avvicino', mi chiese il nome di mio
padre e non seppe nemmeno darmi la mano e chiedere il mio di nome. Mi
chiese per che squadra tenevo. "Inter!" io. E lui "*****can, toso,
l'ultima volta che l'inter ga vinto qualcosa ti non te ieri gnanca
nato". Era un milanista, convinto. Nel suo bar c'erano bandiere
rossonere dappertutto, ero capitato male in questo senso. Non avrei mai
avuto la fiducia totale di suo padre.
Io avevo 15 anni ma ero consapevole, leggevo molto, ascoltavo e
traducevo le canzoni di Bob Dylan, avevo un mio mondo che nessuno
conosceva e non condividevo con nessuno. Una specie di vita parallela a
quella che facevo ma la usavo come chiave di lettura della vita vera.
Ero forte ad immaginare. Avevo pure la tessera in biblioteca ma ci
andavo di nascosto perche' era poco figo, ci stavo poco, giusto il tempo
per prendere un libro e via di corsa. Probabilmente mi sarei vestito
anche diversamente, amavo le camicie in jeans portate fuori dai
pantaloni ma in realta' le portavo con il colletto colorato, pizzicate
dentro i pantaloni e non rinunciavo a qualche inserto paninaro.
Insomma... mi vestivo come gli altri.

Ora ero li', in casa del barista di paese, "morosetto" della figlia,
piacevo anche se non sapevano comprendere il motivo della mia educazione
sempre impeccabile. Per loro poteva essere sintomo di ragazzo tardo e
poco furbo. Ma secondo me andavo a genio a prescindere, ero piu' giovane
di due anni della loro cucciola ma ero piu' alto, palliduccio e magro.
Per loro un piccolo Lord visto che mi lanciava nel limbo dei nobili il
nome di mio nonno, noto vecchio signorotto di paese rispettato. In
realta' un vecchio fascista amante della ******* e dei schei, fece piu'
errori lui in gioventu' che Vallanzasca in due vite. Pero' come figura
istituzionale storica in paese funzionava.
Quando in quella casa mi facevano parlare riuscivo ad alzare il livello
del dialogo pur essendo un bamboccio, livello che loro puntualmente
facevano precipitare.
Dentro di me vedevo le mani di quell'uomo che a furia di ravanare le ******* di
quella donna era riuscito a rammolirne la pelle e a renderle
cadenti. Gia' immaginavo i poveri sessi come pezzi di carne amorfa e
scura che si ritrovavano tra le gambe a furia d'uso. Mi disturbavano le
sue unghie, io me le limavo addirittura perche' avevo paura di lasciare
i segni, lui le aveva lunghe e nere. Potevo solo immaginare cosa
lasciasse in mezzo alle gambe di sua moglie quando ci si buttava a
pesce.
La situazione che pensavo era questa: Ero assieme a una che le piaceva
il massaggio alla patonza, figlia di una che suo marito massaggiava da
decenni. In cameretta con la fichetta chiusa a chiave c'era l'aspirante
di questi ambiti massaggi. E poi c'eravamo noi, il milanista e
l'interista, lui ormai bruciato dal loop dei discorsi, dei ragionamenti
veneto ******* sportivi e il suo modo ignobile di chiamare sua moglie
"femena". Io con quel percorso da fare. Con i miei 15 anni, le mie
unghie corte e ben curate da s*****are ma con una gran voglia di
perforare tutto quello che avevo davanti.
Non era edificante tutto questo, mi vedevo incluso nel proseguimento
della razza, in un situazione pari a quella dei conigli, di basso
livello, ******* ******* dire "*****can w inter" e unghie s*****he.

Ok, quel giorno andammo in discoteca vera e propria. Motorino, in due
sopra un sellone con scritto dietro You&Me. Ti beccava un vigile erano
2000 lire di multa, gestibile se presa raramente ma conoscevo le strade
protette. Era forse la prima volta che ci andavo o forse no, non ricordo
bene, comunque non ci avevo l'eta'. Ci passammo un paio di ore, non si
ballo' per nulla, li' non c'era il prete a rompere i ******* ci
ficcammo sui divanetti al buio per ravanare e capire bene cosa mi
permetteva di fare quel vestitino tanto caro alla mammina. Ricordo una
cosa tanto per far capire la signorina. Dove eravamo, sui divanetti, il
soffitto era basso. C'erano le luci a faretto avvitate sul soffitto,
quelle orientabili. C'era un faretto che ci coglieva giusti e ci
rovinava la privacy. Lei mi ruppe le palle per mezz'ora in quanto voleva
che io mi alzassi a direzionare quel faretto da un'altra parte. A me
sembrava una cagata, andare in discoteca (casa di altri) e girare i
faretti era una cosa che proprio non mi andava di fare. Oh..... dovetti
farlo per forza altrimenti non avrei potuto tornare a casa con il mio
profumo preferito sulle dita.... Fu il segno che la mia giovane
signorilita' aveva chiari limiti e che mi sarei venduto per un pelo di *******
in ogni istante.

Dopo un paio di ore ce ne andammo verso qualcosa di particolarmente
importante nella fase in un essere umano..... in tasca avevo le sue
mutande.

Continua.....

--
Codialita', cortesia, simpatia....
Riccardomustodario 4 Apr 2015 10:18
On Saturday, April 4, 2015 at 8:29:00 AM UTC+1, emiglio wrote:
> La figlia del Barista [ EDS ]
>
>
> Qua siamo nella notte dei tempi.
>
> c'avevo 15 anni. motorino munito. Con la marmitta riuscivi a fare una
> scia di fumo che attraversava i due punti piu' distanti del paesotto
> prima che si dissolvesse.

Scena bellissima
ho l'aereo delle scie chimiche causa il tramonto su " Pre-Snowolo " così
( premessa : mi piace solo ciò che evoca qualcosa che mi appartiene )
A me piace pensare solo a me.

> Di quel periodo ricordo lo stu*****, un forte desiderio di liberta', i
> registratori a cassette e il puzzo che usciva dal tubo di scappamento
> dei motorini.
> Di *****ate ne sentivo e ne dicevo davvero tante, come quella volta che
> un mio amico suono' il campanello di casa mia esclusivamente per farmi
> una domanda: "Ci gasiamo per i rolling stones?".
> Gli risposi "ok" e lo salutai.
>
> Il parroco di paesello, progressista per quei tempi, per tenerci
> imbrigliati si era inventato una cosa, la discoteca parrocchiale. Aveva
> 5-6 luci psichedeliche, una stroboscopica che si bruciava sempre, un
> pacco di dischi vari, due giradischi, un mixer autocostruito e uno
> stanzone in uno scatinato in parrocchia. Si pagava 500 lire per entrare,
> naturalmente devoluti ai lebbrosi in congolia che a noi fottevasega. Una
> situazione che solo adesso per motivi di sicurezza non avrebbe vita
> nemmeno 10 minuti. Scalinata impolverata verso il basso e da li' buio e
> luci "psico".
> Il range di eta' coinvolto era basso, 13-15 anni, 16 al massimo. Si'
> perche' se ne avevi di piu' eri un pirla, nel senso che eri gia'
> certificato per andare nella vera discoteca.

Letto fin qua - troppo lungo -
Hai commesso un errore di scrittura notevole usando una decina di volte numeri
al posto di lettere, grazie a consonanti e vocali si scrive letteratura, grazie
alla cifre si esalta la matematica.


Giudizio: scrivi abbastanza bene
su IAS ci stai preciso

Non postare molto
si perde il filo

Dopo questa sfuriata iniziale una tua novella " breve " la settimana, credo la
leggerei, canzone, musica, video, scrittura e pittura permettendo

ora sto mettendo in linea questo:
Signurì, signurina
quanto siete bella
mi sembrate una stella
si
proprio quella
colori freddi
senza rossetto

a propo' posso disegnare ed animare la scene della tua scrittura nel contempo
facendo scorrere il testo
cinquecento sterline a minuto
esempio https://www.youtube.com/watch?v=apae4Jy0Qfo
se vuoi la colonna sonora altre cento sessanta
sarebbe un Rave che comporrei per te
esempio
https://www.youtube.com/watch?v=uhsHxIPJvII

--
ciak
riccardo
emiglio 4 Apr 2015 10:38
Riccardomustodario <riccardosensazioni@gmail.com> wrote:

> On Saturday, April 4, 2015 at 8:29:00 AM UTC+1, emiglio wrote:
>> La figlia del Barista [ EDS ]
>>
>>
>> Qua siamo nella notte dei tempi.
>>
>> c'avevo 15 anni. motorino munito. Con la marmitta riuscivi a fare una
>> scia di fumo che attraversava i due punti piu' distanti del paesotto
>> prima che si dissolvesse.
>
> Scena bellissima
> ho l'aereo delle scie chimiche causa il tramonto su " Pre-Snowolo " così
> ( premessa : mi piace solo ciò che evoca qualcosa che mi appartiene )
> A me piace pensare solo a me.


Mi piace usare queste forme, era per dire tante cose. Il concetto
principale e' che il paese era molto piccolo. Guccini direbbe "La citta'
si percorreva in 20 minuti da una parte a quell'altra". Poi nello stesso
tempo volevo dare l'unita' di misura che era stampata nella nostra testa
di ragazzacci del periodo.





>
>> Di quel periodo ricordo lo stu*****, un forte desiderio di liberta', i
>> registratori a cassette e il puzzo che usciva dal tubo di scappamento
>> dei motorini. Di *****ate ne sentivo e ne dicevo davvero tante, come
>> quella volta che un mio amico suono' il campanello di casa mia
>> esclusivamente per farmi una domanda: "Ci gasiamo per i rolling
>> stones?". Gli risposi "ok" e lo salutai.
>>
>> Il parroco di paesello, progressista per quei tempi, per tenerci
>> imbrigliati si era inventato una cosa, la discoteca parrocchiale. Aveva
>> 5-6 luci psichedeliche, una stroboscopica che si bruciava sempre, un
>> pacco di dischi vari, due giradischi, un mixer autocostruito e uno
>> stanzone in uno scatinato in parrocchia. Si pagava 500 lire per entrare,
>> naturalmente devoluti ai lebbrosi in congolia che a noi fottevasega. Una
>> situazione che solo adesso per motivi di sicurezza non avrebbe vita
>> nemmeno 10 minuti. Scalinata impolverata verso il basso e da li' buio e
>> luci "psico". Il range di eta' coinvolto era basso, 13-15 anni, 16 al
>> massimo. Si' perche' se ne avevi di piu' eri un pirla, nel senso che eri
>> gia' certificato per andare nella vera discoteca.
>
> Letto fin qua - troppo lungo - Hai commesso un errore di scrittura
> notevole usando una decina di volte numeri al posto di lettere, grazie a
> consonanti e vocali si scrive letteratura, grazie alla cifre si esalta la
> matematica.
>

ok, in effetti andrebbe riscritto, nel momento in cui lo feci non sapevo
che ne sarebbe uscito qualcosa di bellino.

>
> Giudizio: scrivi abbastanza bene
> su IAS ci stai preciso
>
> Non postare molto
> si perde il filo

In effetti ho fatto ******* sto cambiando newsreader e volevo "gia'
mettere in ******* le successive pubblicazioni. Il problema e' che mi
sono partite tutte. Capisco.




>
> Dopo questa sfuriata iniziale una tua novella " breve " la settimana,
> credo la leggerei, canzone, musica, video, scrittura e pittura permettendo
>
> ora sto mettendo in linea questo: Signurì, signurina quanto siete bella mi
> sembrate una stella si proprio quella colori freddi senza rossetto
>
> a propo' posso disegnare ed animare la scene della tua scrittura nel
> contempo facendo scorrere il testo cinquecento sterline a minuto esempio
> https://www.youtube.com/watch?v=apae4Jy0Qfo

data un sbirciatina, me lo guardo con calma. Comunque sono fuori io ma
tu di piu'.


> se vuoi la colonna sonora altre cento sessanta
> sarebbe un Rave che comporrei per te
> esempio
> https://www.youtube.com/watch?v=uhsHxIPJvII
>
> --
> ciak
> riccardo


--
Codialita', cortesia, simpatia....
Riccardomustodario 4 Apr 2015 11:35
On Saturday, April 4, 2015 at 9:38:09 AM UTC+1, emiglio wrote:
> Riccardomustodario <riccardosensazioni@gmail.com> wrote:
>
>> On Saturday, April 4, 2015 at 8:29:00 AM UTC+1, emiglio wrote:
>>> La figlia del Barista [ EDS ]
>>>
>>>
>>> Qua siamo nella notte dei tempi.
>>>
>>> c'avevo 15 anni. motorino munito. Con la marmitta riuscivi a fare una
>>> scia di fumo che attraversava i due punti piu' distanti del paesotto
>>> prima che si dissolvesse.
>>
>> Scena bellissima
>> ho l'aereo delle scie chimiche causa il tramonto su " Pre-Snowolo " cosě
>> ( premessa : mi piace solo ciň che evoca qualcosa che mi appartiene )
>> A me piace pensare solo a me.
>
>
> Mi piace usare queste forme, era per dire tante cose. Il concetto
> principale e' che il paese era molto piccolo. Guccini direbbe "La citta'
> si percorreva in 20 minuti da una parte a quell'altra". Poi nello stesso
> tempo volevo dare l'unita' di misura che era stampata nella nostra testa
> di ragazzacci del periodo.
>
>
Adoro le associazione d'idee che si accavallano, in genere per dar loro
velocità non uso punteggiatura,
però spesso, quando vado alla versione Riveduta & Corretta, uso i segni
ortografici di rito
>
>
>
>>
>>> Di quel periodo ricordo lo stu*****, un forte desiderio di liberta', i
>>> registratori a cassette e il puzzo che usciva dal tubo di scappamento
>>> dei motorini. Di *****ate ne sentivo e ne dicevo davvero tante, come
>>> quella volta che un mio amico suono' il campanello di casa mia
>>> esclusivamente per farmi una domanda: "Ci gasiamo per i rolling
>>> stones?". Gli risposi "ok" e lo salutai.
>>>
>>> Il parroco di paesello, progressista per quei tempi, per tenerci
>>> imbrigliati si era inventato una cosa, la discoteca parrocchiale. Aveva
>>> 5-6 luci psichedeliche, una stroboscopica che si bruciava sempre, un
>>> pacco di dischi vari, due giradischi, un mixer autocostruito e uno
>>> stanzone in uno scatinato in parrocchia. Si pagava 500 lire per entrare,
>>> naturalmente devoluti ai lebbrosi in congolia che a noi fottevasega. Una
>>> situazione che solo adesso per motivi di sicurezza non avrebbe vita
>>> nemmeno 10 minuti. Scalinata impolverata verso il basso e da li' buio e
>>> luci "psico". Il range di eta' coinvolto era basso, 13-15 anni, 16 al
>>> massimo. Si' perche' se ne avevi di piu' eri un pirla, nel senso che eri
>>> gia' certificato per andare nella vera discoteca.
>>
>> Letto fin qua - troppo lungo - Hai commesso un errore di scrittura
>> notevole usando una decina di volte numeri al posto di lettere, grazie a
>> consonanti e vocali si scrive letteratura, grazie alla cifre si esalta la
>> matematica.
>>
>
> ok, in effetti andrebbe riscritto, nel momento in cui lo feci non sapevo
> che ne sarebbe uscito qualcosa di bellino.
>
>>
>> Giudizio: scrivi abbastanza bene
>> su IAS ci stai preciso
>>
>> Non postare molto
>> si perde il filo
>
> In effetti ho fatto ******* sto cambiando newsreader e volevo "gia'
> mettere in ******* le successive pubblicazioni. Il problema e' che mi
> sono partite tutte. Capisco.
>
>
>
>
>>
>> Dopo questa sfuriata iniziale una tua novella " breve " la settimana,
>> credo la leggerei, canzone, musica, video, scrittura e pittura permettendo
>>
>> ora sto mettendo in linea questo: Signurě, signurina quanto siete bella mi
>> sembrate una stella si proprio quella colori freddi senza rossetto
>>
>> a propo' posso disegnare ed animare la scene della tua scrittura nel
>> contempo facendo scorrere il testo cinquecento sterline a minuto esempio
>> https://www.youtube.com/watch?v=apae4Jy0Qfo

>
> data un sbirciatina, me lo guardo con calma.

ascolta la musica

> Comunque sono fuori io ma
> tu di più'.

l"artista vero è fuori, altrimenti sarebbe nella televisione, per esempio.

Quando era o ragazzino " Il medico dei pazzi " era Totò
e c'è niente da far per i benpensanti l'idea nuova in genere è follia
tanto vale ti tuffi dentro e così come entri te ne esci
arricchito del visionario che sei, il quale si crede il più grande artista di
ogni tempo e dove
( vedi quadro The Shop )
ai tempi che ci voleva solo la camicia di forza
causa la società che non si rendeva conto non i vendeva più un tubo.
Non lo dimenticare mai: io sono " Saggio "


--
ciak
riccardo


>> se vuoi la colonna sonora altre cento sessanta
>> sarebbe un Rave che comporrei per te
>> esempio
>> https://www.youtube.com/watch?v=uhsHxIPJvII
>>
>> --
>> ciak
>> riccardo
>
>
> --
> Codialita', cortesia, simpatia....

azz
Codialita', cortesia, simpatia....
Non lo dimenticare mai: io sono " Saggio "
per tutto il resto
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