Scritti inediti e consigli per gli autori
 

a via S. Gatto stanno riparando il marciapiedi

Riccardomustodario 27 Apr 2015 15:44
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Riccardomustodario
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La prima volta del gatto
La prima volta m'incantai allo specchio, dovette passare un tempo superiore
non stabilito dai calendari, quando m'accorsi d'avvertire la scomoda sensazione
del pensiero che non lievitava. - Graffiavo le corde per planare un tono più su
onde sventolare l'intelletto al filo di un movimento a vento, volato alto, fino
alla collina di fronte, con il Castello di San Martino in prima visione campana,
di tante rondini a primavera che riempiono l'arie. - Suono, tra campate di un
edificio in fase di perenne costruzione, il quale mai veste il suo scheletro di
cemento armato - decantine d'anni passati con questo mausoleo mai terminato, a
pochi metri dalla mia finestra - pilastri diapason da quinto piano, *******
senza pareti in attesa d'arrampicarsi al cielo, forti, dal mio letto si notavano
nella finestra, la quale faceva da cornice alla tela di siffatto panorama
sospeso in un passato più verde da cercare nella fantasia, prima di tuffarsi
nell'azzurro del mare, udendo l'onda infrangersi sulla scogliera, nel caso
specifico, il promontorio dove abitavo. - Infissi lasciati aperti per mancanza
di vetri a prova d'acuto, fungevano da colonna sonora sullo spettacolo che
s'apriva ove alto il maniero si erge imponente sulla collina a rimirar la platea
delirante, e nulla cambiava se in testa non avessi strumenti atti ad intonar la
canzone, in cima alle punte dei miei allori. - Questo era ciò che vedevo dalla
mia finestra o udivo dalle sirene delle navi, i cui suoni s'infrangevano nella
collina, presentandosi trainati dai rimorchiatori, festosi nel porto. - Come un
gatto, entrato in scena senza lasciare nessun angolo al caso, fino a giungere al
centro della stanza per balzare, quella prima volta, sul tavolo, perfetto
esploravo nel subconscio alla ricerca della migliore espressione, annotando al
senno scrutare, equivale sentire il felino cadere giù, frustrato nei suoi
sforzi manifesti in un miagolio che ripeteva la prima visione della sua misera
condizione di quadrupede senza prospetti data la situazione, la quale esprimeva
nell'aria parole a senso manifesto senza costrutto, per non aver compreso nel
riflesso della parete liscia, sensualmente metallica, da lasciarmi immobile, a
meditare sulla pena di un gatto che non brillava, nonostante il pelo maculato,
le sue medaglie dalle sette vite, alcune spuntate, ma ugualmente passate senza
effetto sperato ed ecco perché questi, invece di glorificarsi, si ostinava nel
salto, puntualmente vanificato: bocciato!
Delle sette vite, quante ne salviamo veramente?
Responso: tutte!
Volto, disegno ornato, parole lette, graficamente appuntate sul vetro. - La
faccia conserva, riflessa nel vetro, il profilo del verbo proseguire, seppur
sempre all'erta, per la via del successo di perigli è irta, mentr'io accorto,
bellimbusto mescolavo, i caratteri per infilarmi in un varco d'apertura al
rampantismo che desse sicurezza su quel tracciato o c'era dell'altro che non
precipitasse l'urlo lanciato sulla collina nel rimbombo plateale?
Considerando che un pensiero liscio scorre veloce ... e la gatta filava ...
ci credo bene: la funicolare non è uno scherzo a volo sui Quartieri della
Città.
I pensieri tra una doppia serie di puntini sospensivi lasciano il segno,
spesso nasce il sospetto che il lettore arbitrariamente interpreti, equivocando
sui significati - allora lo scrittore inizia a pensare che sia giunto il momento
della fatidica testa di pesce penzoloni alla sua lisca, da collocare in cima
alla cornice, per scoprire il percorso alternativo intelligente del gatto,
quando questi deve soddisfare il suo pasto, per poi eventualmente riprendere a
scivolare a pancia piena, per smaltire i grassi in eccesso.
C'è bisogno di un gatto per stare pace? - Mai sia venisse a mancare il
grande artiglio al pensiero di un salto atletico, il quale poi, fa rizzare i
peli l'indomani sulla bilancia, al movimento dell'ago forsennato dalla cruda e
panciuta realtà - fortunatamente in laboratorio gli esperimenti procedevano
bene - i topi dimagrivano mangiando a sazietà, disciplinatamente una volta ogni
giorno erano là, però: che rincorse!
Lei aveva i capelli color del miele ed incontrandola allo specchio del Lido,
grondante d'acqua dopo la doccia, la leggerezza della bolla di sapone sospesa,
vagava nell'ambiente. - Gli specchi sulla spiaggia sono ombrati dalla salsedine
e spesso bagnati dai capelli belli, lunghi, i quali ivi scrollati lasciano
l'indicazione schizzata d'acqua nel mondo del pelo agitato. - Capelli Color del
Miele, sembrava interessata ad un tale entrato nelle toilette, questi, appariva
seguito da curiosi di sapere se fosse uomo. - Ma perché non lasciano giudicare
le donne? - Fino a che punto, risulta strana la realtà contemporanea, tenendo
presente quanto sembra, cioè i ******* devono per forza sapere tutto, tanto da
far nascere il sospetto che ognuno di loro sia Enciclopedia? - I tempi cambiano:
la realtà dei secoli scorsi sui nostri lidi, era per uomini dal pelo forte, da
marinaio che sale sale, fino al punto più alto della nave, per avvistare una
terra felice da sfamare anche il gatto, il quale sulla spiaggia non ha senso, a
pensarci ora, infatti, non ne ricordo alcuni, eppure il mare è pieno di pesci,
ma sulle spiagge, specialmente d'inverno, si vedono di certi cagnoni che
rassicurano il passato futuro lontano dello sbarco dei Saraceni, i quali non
hanno visto mai il gatto scivolare sulla saponetta dimenticata da capelli color
del miele e chissà dove, su quali onde trasportata nelle sue bolle.
Saraceni o sarà cena, sarei curioso di sapere quante volte mi avranno
servito il gatto a ristorante, dopo che il cameriere ha presentato il coniglio?
Mai!
Sono oculato!
Gatto fortunato, posso fare anche il bucato!
Non enumero più piatti vegetariani. - i grassi producono pesantezza, ma di
tanto in tanto sono indispensabili, contengono ferro per fare i buchi al
formaggio , cari al topo, supremo piacere culinario del gatto, prima che ogni
cosa degli interni finisca nella lavatrice centrifugata.
... E tutto questo grazie alla tastiera, sulla quale batto a schema libero,
senza neanche sprecarmi nell'edificio della frase, perché è forte la speranza
della certezza che l'indomani al risveglio, il concetto del tutto è fresco di
primo mattino, lieviti, cullato dalla bontà della parola arricchita dalla
scoperta d'aver superato la prima pagina? - Allora vado forte, perché rotto il
ghiaccio, il resto viene da se - lo diceva pure il Re!
Ed io sto ancora qua, a chiedermi semmai avessi commesso un grave errore,
vivendo anni con il cane e mai con un gatto. - Ciò, forse basta a sedare ogni
dubbio, sul perché la mente sia gratificata dal pensiero di circostanza di un
gatto che si appallottoli pur d'andare a rete? - Non lo so! - Ricordo avevamo il
canarino, il suo cinguettare rallegrava l'ambiente; un tragico giorno trovammo
nella gabbia fuori al balcone, solo la sua carcassa. - Il verdetto fu il
seguente " To be or not to be " per assurgere, dopo un breve scambio d'opinioni,
una sorta di consulto familiare, cui si espresse certezza, circa il topastro
predatore, salito fino al quarto piano, arrampicandosi sui tubi? - Tutti lo
sanno, i topi da tubi esistono, a volte si sostituiscono ai colombi,
specialmente in primavera - solo io non li ho mai visti, nemmeno in un concerto
jazz! - Oh mio ******* - Bisogna stanarli! - La sentenza mi suonò strana -
fosse stato un rapace o un altro animale notturno, mi sarebbe giunta certamente
più vera - non riuscivo a figurarmi le qualità di un topo, in grado di farla
franca a Pippo, famoso cane barbone, dal pelo lungo ed altezza media,
altrimenti, avremmo dovuto barattarlo con un gatto, ed a quel punto, non ci
sarebbe stato neppure il tempo d'attendere il mattino seguente per il piacere
d'intonarsi fischiettando con l'uccellino, tra schiuma e pennello allo specchio,
radendosi soavi, noi maschietti, in bagno prima di uscire.
Il gatto è un animale domestico, odia i cani, mangia preferibilmente topi,
pesci, uccelli.
Pensando a quel tempo aggiungo: prima d'affacciarmi a questo balcone, dove
risiedo attualmente, abitavo in un ambiente appena sufficiente, tanto che quando
entrava il sole uscivo io, per far spazio ai raggi, fortunatamente la finestra
era enorme e piena di verde, immersa com'era in un boschetto selvaggio. - Che
spettacolo oltre i vetri! - Con il gatto che rincorreva, freneticamente
incapace, cercava di catturare gli scoiattoli, ciò nonostante, dopo qualche
mese iniziava a crescere smisuratamente - una volta ebbi l'impressione fosse
diventato un cucciolo di pantera nera in espansione: che preoccupazione! - Amo
gli scoiattoli - fanno dei salti lunghissimi, volando da un ramo all'altro,
maestri in colpi di reni e di coda, con la quale nell'aria si danno altro
slancio, per acchiappare a volo, la rampa approdo, dalla quale spiccare il
susseguente ed ennesimo balzo, spesso di slancio, profittando del ramo
penzoloni. - Il salto dello scoiattolo è stupefacente, si libra nell'aria ed in
volo ha un colpo di reni da volatile, grazie al quale ottiene una maggior
spinta, essa gli permette di raggiungere l'obiettivo. - Prima la mia finestra
era immersa nel boschetto " Wilde bush " ed antecedentemente ancora,
maggiormente primitiva - immerso nella natura selvaggia quella volta,
allorquando venni ad abitare in questa zona - sul bordo alto dell'Heath, in una
casa immersa nel verde e la mia stanza era anche un po' sotto il livello del
giardino circostante, una volta sentii i campanelli del cobra, mi girai
pietrificato, era un gatto, questi imponente si ergeva, nella luce della mia
finestra aperta - ora sono tra alberi più curati, meno serpentaschi, da
giardino.
Noi uomini amiamo i gatti perché fanno le fusa, e fondiamo il nostro animo
quando asseriamo non c'è nessuna bestia più femminile dei felini. - Il mio
animale preferito è il pavone, a parte il lupo ovviamente, poi lo squalo, il
falco e perché no i serpenti, i quali visti da lontano non sprigionano veleni e
tanti altri sono gli esseri animati prescelti, cui di lor non mi sovviene, però
il gatto fa le fusa ed attualmente avrei bisogno di dolcezza, piuttosto cercare
di terminare questo racconto per un premio in pista di duecentocinquanta Euro da
spendere in libri, che non mi piacciono, perché leggo solo i miei, appartenenti
al mondo del sommerso non pubblicato su carta autorizzata o appesi tra i
cassetti d'internet come fossero crucce in cerca d'editore, o chissà, forse
avrei bisogno di un'Enciclopedia, per contare da uno a cento quanti tipi di
razze diverse, si possono incontrare tra i gatti randagi?
Una volta, veramente vidi un gatto, sopra, alla punta estrema del cucuzzolo del
tetto, seduto, a busto eretto, come quel altro là, dianzi succitato, con tanto
di luna sullo sfondo - non avendo sonno, mi chiesi senza risposta, se stessi
assistendo al sogno da una notte di proiezione non sprecata, sì come premio
video programmato in technicolor di sogno pilotato e poi il giorno dopo vidi un
corvo che camminò tutti e cento i metri della cresta del tetto e se non era il
giorno dopo, lo stesso era quel periodo ed altre storie ancora dell *******
dalle piume lucenti e nere racconterebbe quel tempo, ma ora siamo alla dirittura
d'arrivo, il gatto corre spedito, il premio in pista si fa realtà da traguardo
finale, e scrivere del becco spesso e forte, a guardia del tesoro, ci sarà una
prossima volta.
Lei amava le parole dai significati semplici, non sopportava i miagolii ed in
genere preferiva i grandi magazzini ai negozi specializzati, sicuramente non
l'avremmo mai vista con un gatto a guinzaglio, così com'era solito passeggiare
quello là, dalle parti del Castello che conduce a San Martino, ben conosciuto
con la micia, il quale periodicamente c'informava delle abitudini dell'animale,
mestruazioni comprese e come queste si avvisavano registrate nel miagolio,
particolari ... addirittura.
Se amassi te più di me, ricorderei quella volta andando al fiume ci
meravigliammo per un passato dimenticato nel volgere di qualche generazione - il
paesaggio totalmente cambiato - mentre il gatto dalle sette vite chissà quanti
spettacoli ha visto trasformati e semmai li ricordasse tutti, riuscirebbe il
felino a farci pervenire i suoi segnali d'animale adatto all'evidenza che un
passo di danza felpato è meglio di un ennesimo salto davanti allo specchio
nella testardaggine del nostro passato?
La prima volta del gatto.
Fine



Newsgroups: it.arti.scrivere
From: Riccardomustodario <rmcl11...@blueyonder.co.uk>
Date: Mon, 1 Jun 2009 09:47:11 -0700 (PDT)
Local: Mon, Jun 1 2009 4:47 pm
Subject: La Prima Volta del Gatto R.&C.

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