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[humor] La recita di Natale all'asilo

Brancaleone 16 Dic 2015 22:04
[tratto da una storia vera]

*La recita di Natale all'asilo*


La recita di Natale dei bimbi dell'asilo: un tormento che prima o poi é
toccato a tutti. In parrocchia, in un aula, nella sala mensa... non
importa! La situazione non cambia.

Nulla da ridire sui bambini, anzi: se teniamo conto che i protagonisti
sono dei frugoletti da due a cinque anni bisogna ammettere che noi
presunti ******* abbiamo tutto da imparare.
Vedi questi mostriciattoli impegnarsi al 110% delle loro capacità,
cantare (quasi) intonati, recitare con un trasporto che, a confronto,
Mario Merola potrebbe andare per osterie con chitarra e fisarmonica.
L'unica cosa che si puó dir loro é BRAVI.

La tragedia inizia con gli *******

In primis i genitori: persone fino a qualche anno fa apparentemente
normali dimostrano la loro vera natura di ebeti su due piedi...

La mamma-media sclera sin dalle prove, commuovendosi dal momento che il
piccolo mette piede sul palcoscenico.
Per palcoscenico si intendono alcune pedane di 20 cm prestate dal
comune coperte da moquette fregata, a seconda della tendenza politica
delle maestre, in Parrocchia o alla Casa del Popolo.
Ebbene, dicevamo, il piccolo sale su questo ripiano, piange, si
scaccola, va a giro per ******* suoi facendo dannare maestre, suore e
volontari e la mamma cosa fa? Comincia a frignare come una *******
mormorando parole tipo "da grande fará l'attore..."

Il padre é al bar, ignaro di tutto indipendentemente se moglie,
suocera, sorelle, cognate, zie, nonne e tutto il parentado femminile
non parla d'altro.
Nel frattempo si impegna per un torneo di calcetto.

Le prove vanno avanti qualche settimana, con la mamma che tutti i
giorni impreca perché deve cucire le stelline sul vestitino dell'attore
o perché questi ritorna con la faccia s*****a del trucco col quale gli
erano stati disegnati i baffi.

Il padre é al club di caccia e pesca, ha mentito spudoratamente per
annullare la partita di calcetto e ha prenotato una giornata di pesca
al salmone in Norvegia.

Ma lasciamo la famigliola al tran-tran quotidiano, e passiamo
direttamente alla sera della "prima".

La sala é stata allestita per ospitare

N_ospiti_presunti = (N_bambini x 2genitori) - QualcunoCheNonViene

E fin qui tutto ok; tenuto conto delle strutture piú o meno ovunque
disponibili e tollerando un paio di faretti da 500W appoggiati sugli
armadi siamo quasi in linea anche con la 626.
Ma no!!!
La mamma media, oltre ai nonni, necessari per la produzione di torte e
biscotti per la merendona post-recita, ha DOVUTO invitare zii, amici,
cugini, amici e quant'altri a tiro.
Il 35% di questi ha il coraggio di mentire o ha veramente altro da
fare.
Il problema é che comunque nella sala si presentano

N_totale = (N_bambini x 2genitori) + (N_bambini x 4nonni) + [N_bambini
x (Zii + cuginetti) x 0.65] + (amici)

La situazione é da esodo, l'unico vigile presente si dilegua, la *******
civile dá forfait.
Le mamme sono in crisi esistenziale perché quello che credevano il loro
angioletto si rivela una bestia indomabile: il vestitino che fino alla
sera prima voleva mettere a qualunque costo non lo vuole neanche
vedere; le fatine si prendono a legnate con le bacchette magiche
riducendole in polvere; quello vestito da S.Giuseppe sfodera la parte
peggiore del dizionario imparata dal padre muratore; quella vestita da *******
si alza il vestito azzurro per far vedere le mutandine ai
compagni; il bidello pedofilo sviene; il piú piccolo, che avrebbe
dovuto fare Gesú, le suona di santa ragione a tre o quattro grossi il
doppio di lui; le maestre si occupano della scenografia, dei microfoni
o hanno da fare in segreteria; la suora ******* qualche zia calma il
nipotino ingozzandolo di caramelle; i nonni fanno fotografie; i
padri... dove sono i padri? Ah, eccoli, fuori che fumano, parlano di
calcio e commentano i culi delle mamme e delle zie! Con
mezz'ora/quarantacinque minuti di ritardo il tutto ha inizio. Il
microfono fischia un paio di volte, la prima musica é quella sbagliata
ma poi tutto ingrana per il verso giusto. Il problema, grave, é, ancora
una volta, nel pubblico.
Gli ******* che evidentemente da piccoli non ne hanno prese abbastanza,
chiacchierano tranquillamente del pié e del meno. Qualche padre
ritardatario spenge la sigaretta sulla porta, entra ma non trova piú
posto a sedere.
I pos*****ri di macchine fotografiche e videocamere si prendono a
gomitate per ottenere un posto nella corsia tra le sedie, qualcuno
rischia l'osso del collo perché, per riprendere meglio, ha pensato bene
di salire su una piramide di tavoli e sedie.

Ancora pochi istanti, si ottiene il silenzio, si chiudono le porte e
fra gli anziani qualcuno rimpiange Auschwitz: le sedie, alte 30 cm e
larghe 22 sono state posizionate una attaccata all'altra e, tenuto
conto che quasi tutti hanno giacche a vento e cappotti, il pubblico
risulta stipato come sardine in scatola; la poca aria a disposizione
viene respirata pressoché immediatamente; qualcuno ha tirato fuori
dall'arma***** "il vestito buono" (che non indossava dal '56) e si spande
un odore chiuso/naftalina che neanche in una tomba etrusca appena
scoperchiata; la temperatura aumenta e l'odore precedente passa in
secondo piano sopraffatto, nell'ordine, dai seguenti aromi mono e
bi-componente: fumo/lana-vecchia, sudore/borotalco,
*****adicanepestatapocoprima/rosticceria, flatulenza da verdure lesse,
mutanda sgommata bicolore, pannolone allentato.

C'é chi si rivolge alla suora per chiederle se il tempo passato in
quelle condizioni potrá scalarlo dagli anni di purgatorio.

Una mezz'ora al massimo e la recita termina, con i bimbi che si son
fatti un ******* cosí, i genitori e gli zii che, per motivi che vanno
dallo "stai zitto" all' "abbassa la testa" passando per "l'hai fatta
te" rischiano di innescare una serie di faide che neanche nella
calabria degli anni '50 si son viste.
I nonni, in*****ati perché il piccolo non si vedeva bene in faccia e non
si riconoscerá nelle foto a causa del cappello, hanno passato metá del
tempo a "urlare sottovoce" LEVATI IL CAPPELLO CHE NON TI SI VEDE, e le
nonne a "bisbigliare ad alta voce" ZITTO, LO VEDI CHE É VESTITO DA
PASTORE, NON PUÓ LEVARSELO!!!"

La merendona finale é l'apoteosi dell'i*****zia umana.
Se Darwin avesse potuto osservare un simile contesto avrebbe dovuto
aggiungere alla sua teoria che l'evoluzione non va necessariamente solo
in avanti.
I bambini, mangiata una fetta di torta e bevuta un'aranciata giocano,
corrono, parlano, socializzano con bambini anche se di etá diversa,
fanno nuove conoscenze, chiedono alle maestre qualcosa di interessante.
Gli ******* no! Le mamme, le zie, le nonne riunite in cricche che a
confronto le riunioni della massoneria sono una conferenza pubblica,
iniziano a spettegolare e a commentare rispettivamente sui bimbi
altrui, sui vestiti delle altre, sulla qualitá e la presentazione di
dolci che non hanno neppure assaggiato.
I nonni rammentano i bei tempi che non sono piú quelli di una volta,
che si stava meglio quando si stava peggio e che i politici al
governo/comune/regione (indipendentemente da chi sono) sono quelli
sbagliati.

I padri, tutti disertori della partita di calcetto prima, della battuta
di pesca al salmone poi, infilano una *****ata dietro l'altra inventando
scuse pietose per giustificare le defezioni, anche se al primo bel *******
di mamma/zia/amica/nonna giovane che passa tutto finisce in gloria e
l'argomento della discussione si sa quale diventa...
Chiaramente il tutto mangiando dolci e tramezzini sufficienti a sfamare
per un mese mezzo Burkina-Faso, il tutto innaffiato da coca-cola e
imprecazioni del tipo "nessuno-ha-pensato-a-portare-una-birra".

Ancora qualche minuto, suora, bidello e maestre spediscono tutti fuori.

I bipedi recuperano i loro cuccioli e fra un sorriso a denti stretti e
un bacio bavoso si augurano tutti buon Natale e felice anno nuovo, con
l'unica vera speranza che l'asilo riapra prima che finiscano le loro
ferie per potersi ******* qualche giorno di pace e tranquillitá.

(dicembre 2007)

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Sono perfettamente in forma: rotondo è una forma!

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