Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Alos

nenroza 26 Nov 2015 00:47
No, dico davvero,
esiste da quando l'uomo, forse ancor prima, uno spiritello cattivo che nella
mitologia è rappresentato con un fuoco dalle fiamme verdi, ma più spesso ha le
sembianze di una vecchia strega chiamata Alos. Il mito racconta che questo
spirito disprezzasse profondamente l'umanità, perché riteneva fossero un
branco di pelandroni che non sapessero apprezzare la vera bellezza. Un bel
giorno uno spirito di nome Avorp, che aveva l'occhio vispo, (non che gli spiriti
abbiano occhi), la sfidò a farsi femmina in modo che dimostrasse, come in
cielo, così in terra, le sue parole con i fatti.

Le cose però andarono molto male per Alos, nella sua vita mortale non riusci
a fare niente del bello che tanto aveva pavoneggiato, ma sopratutto passò tutta
la vita sola, senza mai avere qualcuno al suo finaco. Quando infine morì, e
tornò spirito, fu condannata a rimanere fra gli uomini finché non avesse
imparato ad apprezzarne le virtù, e a riconoscere la bellezza delle loro
azioni, grandi o piccole che fossero.

Ma Alos prese malissimo questa punizione, e anziché cercare di osservare gli
uomini con occhi diversi, prese ad infestre i pensieri delle ragazze perché
pretendeva conducessero una vita sola e triste così come l'aveva avuta lei.
Il suo sistema era molto semplice, si faceva piccola piccola e ti si posava
sulla spalla sinistra delle ragazze, quindi prendeva a sussurrare all'orecchio
tutto un mucchio di pensieri negativi, e con una magia faceva sì che le povere
fanciulle credessero che i pensieri erano loro.

E allora Alos sussurrava, hai dei capelli orribili, sei troppo grassa, hai le
gambe corte, hai le gambe lunghe. E poi ancora, non ti vorrà mai nessuna,
quello ti prende in giro, questa sera è resta a casa.

Con il passare dei secoli i sistemi di Alos si raffinarono, perché riuscisse
a far chiudere in casa da sole anche le ragazze più energiche ed estrose. Con
la maestria che solo uno spirito millenario può avere, Alos interferiva nelle
loro vite in modi impercettibili, che a tutti sembrerebbero insignificanti, ma
che finivano per far costrigere casa da sole anche le fanciulle più vivaci.

Le faceva addormentare perché mancassero gli ******* faceva sparire i
biglietti dei concerti, e poi sistemi ancora più subdoli che sfruttavano povere
creature innocienti, come ad esempio costringere le fanciulle in casa ad
occuparsi di un gatto, un coniglio o peggio ancora, di un cagnolino.

Capitavano talvolta dei ragazzotti presuntuosi che cercavano di strappare le
fanciulle dalle gelide grinfie della strega Alos, ma questi improbabili eroi da
due soldi non potevano niente contro quell'antico spirito, perché non stava a
loro fronteggiarlo.

finché un giorno accedde l'inatteso, l'inaspettato, l'imprevedibile! Una
fanciulla che era ormai destinata a passare la notte di capodanno a fare
compagnia ad un cangliono, lascio il cucciolo alle cure d'altri per seguire un
amico a conoscere nuova gente in mezzo alla neve.

La strega Alos diede di matto, e si agganciò così saldamente alla spalla di
quella povera ragazza da trafiggerle la pelle con le unghie, e poi anziché
sussurrare prese ad urlare a squarciagola: hai sbagliato, hai fatto un errore
stupidissimo, sarei presa in giro per tutto il tempo, nessuno vorrà stare con
te, eccetera eccetera...

La fanciulla si sentì crollare il mondo addosso, nessuna era mai stata
attaccata dalla strega Alos con tanta feriocia, e passo le giornate sulla neve
sempre in disparte, rimpiangendo la sua casetta sicura, e il nasino nero del suo
cagnolino.

Le ragazza non parlava mai con nessuno, e cercava sempre il modo di starsene
da "sola", e un pomeriggio, nelle ultime ore di sole, mentre tutti stavano
conversando allegramente attorno ad un tavolo sorseggiando delle tazze di vino
caldo, lei si alzo ed uscì in mezzo alla neve per passeggiare fra i camminatoi
scavati in mezzo alla neve.

L'amico che l'aveva accompagnata si dispiaceva di non vederla a suo agio nella
brigata, e rimase alla finestra a seguirla con lo sguardo. Il sole scendeva e
tingeva la neve di rosa, e attorno alla ragazza rugolava uno sciame di bimbi che
facevano a gara a correre sulla neve che era alta fino alle ginocchia. La
ragazza vide l'amico alla finestra, che rispose allo sguardo dapprima con un
sorriso, poi dicendo qualcosa. Ma lui era lontano, dietro ad una finestra, e
siccome non poteva far sentire la sua voce ostentava il movimento della sua
bocca perché lei potesse capire le parole.

Era una parola sola, che ripeteva lentamente, ma la ragazza continuava non
capirla, fiché a lui non venne in mente di scriverla sulla parte alta della
finestra, che era tutta appannata, e scrisse "prova", indicando i piccoli
corridori.

E allora successe qualcosa di magico, prima che la strega Alos avesse il tempo
di dire alla ragazza cosa fare, questa si tuffò in mezzo alla neve, e spinse
con tutta la forza che aveva nelle gambe per poi inciampare dopo soli 3 passi, e
cadere come un sacco affondando con la faccia sulla neve gelida. Sentì la neve
sulle guance, fra i capelli, e poi ancora sul collo, e la strega Alos che le
stava attaccata si sentì congelare in un istante!

I bambini che le stavano vicino le si fecero attorno incuriositi e un pochino
spaventiati, finché lei non riemerse dalla neve e se li vide tutti intorno,
dopodiché... scoppiò a ridere a crepapelle, rideva rideva, e con lei presero a
ridere anche tutti i bambini, e rise ancora più forte, fino alle lacrime, la
strega Alos si sentì percorrere da una scossa potentissima che le arrivava
dalla ragazza, e non poté fare a meno di mettersi a ridere anche lei, e come la
fanciulla a cui era aggrappata non era più in grado di smettere.

Poi la ragazza di fece in piedi, si scrollò la neve dai capelli e tornò
dentro al locale dov'era la compagnia, si avvicinò all'amico e gli strinse per
un attimo le braccia al collo dandogli un grosso bacio sulla guancia, e in tutto
questo, la strega Alos non ci capiva più niente.

Poi si mise a sedere, e con le due mani prese la tazza col vino caldo
dell'amico e ne bevve un piccolo sorso, più per scaldarsi le mani che per il
vino, che comunque trovò sorprendentemente delizioso.

La sterega Alos cercava di ricomporsi, si sentiva leggera e felice come non lo
era stata da tantissimo tempo, cercò di guardarsi intorno per capire chi o cosa
avesse avuto il potere di fare una cosa del genere proprio a lei... e poi vide
una scritta fatta dal ragazzo un attimo prima, ma che da dentro si leggeva al
contrario! E allora si rese conto, finalmente, di non essere mai stata veramente
sola, perché c'era chi, da sempre, con l'occhio vispo, aveva vegliato su di
lei. Fu allora che lascio per sempre la spalla della ragazza, per fare
finalmente ritorno alla sua casa.

Hola, rk
uniposta 26 Nov 2015 19:12
19:12 gio26nov2015 (vedi signature)[ri-modificata gio29gen2015]

Prima di partire, Atsirab era passato un attimo dal rab per prendere
delle cose; e Avorp, un po' più vecchio di lui, lo seguiva. E ad un
tratto Avorp vide in una attenirtev delle ecnara ormai mezze appassite,
e gli sembrò cosa buona e giusta prenderne su qualcuna da portar
dietro e mangiare prima che appassissero e si seccassero del tutto.
Dopotutto, il rab di Atsirab era chiuso, e sarebbe rimasto
chiuso ancora per un po', e certamente durante la loro assenza.

Ma Atsirab lo vide, e, feroce, gli ordinò, come a un
bambino da correggere: "Mettile giù!.." "Mettile giù!.."

E Avorp, sorpreso, sconcertato e allibito, ubbidì.

E Atsirab aggiunse, provando ancora ad atteggiarsi ma senza
riuscirci più tanto bene, adesso un po' meno padrone autoritario
e un po' più incerto e petulante, quasi adolescente balbettante:

"Impara a chiedere: Forse otterrai di più!..."

Avorp di malavoglia partì con Atsirab e gli altri, ormai era in
ballo, ma non avrebbe più frequentato Atsirab e quelli come lui.
Per quella esperienza, e per altre simili che si presentarono.
Mentre, le ecnara sempre più appassite, facevano di nuovo
bella mostra di sé nella attenirtev del rab di Atsirab.

_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-
<< Se la casa è dritta, è dritto anche il palo.
E' quel "Se" lì, che mi preoccupa >>
-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-
Bisonia fare lucce, non infilliamoci in
un pertuggio. Presto, acciendi la lucce
-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-

-=-=-

/> pre-signature
_____________________________________________________________=
io propongo vari tipi di cose, e chi legge sceglie. E in base
a quel che sceglie, e per cui si agita, si fa riconoscere </

--
uniposta* /associator synaesthete/ email su: *yahoo-it *gmail-com
//> paura walker e gioielleria http://postimg.org/image/9qsq0el5r/
//> io nel 2012-2013 (49anni) http://postimg.org/image/a6lwt0jof/
da lun08apr2013, di regola potro' esserci martedi', giovedi' e sabato
uniposta 28 Nov 2015 16:49
16:49 sab28nov2015 (vedi signature)[ri-modificata gio29gen2015]

- Fra le varie, avevo scritto:
> Ma Atsirab lo vide, e, feroce, gli ordinò, come a un
> bambino da correggere: "Mettile giù!.." "Mettile giù!.."

- Non mi ricordo se era "mettile giù", o
"rimettile lì", o "rimettile dove le hai trovate"...
Ma va be', la sostanza del discorso non cambia.

Nota: la partenza era per una gita pomeridiana tra amici.
Ad avercene, di amici così.

..Perché l'ho scritto?...

Be', perché, la tua era una favoletta per bambini, dove tutto
era semplificato e ingentilito, e la mia invece una sintesi di
un episo***** di vita vera tra gli umani. Che spesso si comportano
da psicopatici, immaturi, carogne, posseduti da demoni vari.

E inoltre il "prova" (avorp) deve fare i conti con tutta una
serie di regole comportamentali bastarde della nostra società,
che sembrano fatte apposta per tarpare le ali al "prova",
e per uccidere sul nascere ogni velleità di provarci.

Anvedi, che scopertona dell'acqua calda,
alla faccia di tutte le favolette belle.

Insomma, il "prova" diventa un attimino più complicato e
articolato, e deve portare pazienza e aspettare, rimandare...
E siccome non viviamo in eterno... Ci si invecchia. ..E sai
quanta gente, invecchia da sola, pur non essendo strega?...

E tuttavia c'è del vero, in quello che hai
scritto. ..Ma anche in quello che ho scritto io.

Ecco, perché dicono che la verità ha tanti padri

_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-
<< Se la casa è dritta, è dritto anche il palo.
E' quel "Se" lì, che mi preoccupa >>
-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-
Bisonia fare lucce, non infilliamoci in
un pertuggio. Presto, acciendi la lucce
-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-_-

-=-=-

/> pre-signature
_____________________________________________________________=
io propongo vari tipi di cose, e chi legge sceglie. E in base
a quel che sceglie, e per cui si agita, si fa riconoscere </

--
uniposta* /associator synaesthete/ email su: *yahoo-it *gmail-com
//> paura walker e gioielleria http://postimg.org/image/9qsq0el5r/
//> io nel 2012-2013 (49anni) http://postimg.org/image/a6lwt0jof/
da lun08apr2013, di regola potro' esserci martedi', giovedi' e sabato
Liutbald 29 Nov 2015 20:17
"nenroza" <nenroza@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:6a4a740a-fcba-44b4-8386-8dda6fe49c24@googlegroups.com...
> No, dico davvero,

Hey ! :)

E' una bella fiaba natalizia, con il tuo solito stile semplice e scanzonato.
Questa ragazza te la sposi ?

Un abbraccio,


Liutbald
nenroza 29 Nov 2015 23:25
> ..Perché l'ho scritto?...

per prova!? :)
E' vero, è tutto vero.

rk
nenroza 29 Nov 2015 23:25
Ciao Liu,
al momento no, ma non mi arrendo, è tanto carina...

rk
nik56 30 Nov 2015 23:39
nenroza <nenroza@gmail.com> ha scritto:
> No, dico davvero,
> esiste da quando l'uomo, forse ancor prima, uno spiritello cattivo che nella
mitologia è rappresentato con un fuoco dalle fiamme verdi, ma più spesso ha le
sembianze di una vecchia strega chiamata Alos. Il mito racconta che questo
spirito disprezzasse profondamente l'umanità, perché riteneva fossero un
branco di pelandroni che non sapessero apprezzare la vera bellezza. Un bel
giorno uno spirito di nome Avorp, che aveva l'occhio vispo, (non che gli spiriti
abbiano occhi), la sfidò a farsi femmina in modo che dimostrasse, come in
cielo, così in terra, le sue parole con i fatti.
>
> Le cose però andarono molto male per Alos, nella sua vita mortale non
riusci a fare niente del bello che tanto aveva pavoneggiato, ma sopratutto
passò tutta la vita sola, senza mai avere qualcuno al suo finaco. Quando infine
morì, e tornò spirito, fu condannata a rimanere fra gli uomini finché non
avesse imparato ad apprezzarne le virtù, e a riconoscere la bellezza delle loro
azioni, grandi o piccole che fossero.
>
> Ma Alos prese malissimo questa punizione, e anziché cercare di osservare
gli uomini con occhi diversi, prese ad infestre i pensieri delle ragazze perché
pretendeva conducessero una vita sola e triste così come l'aveva avuta lei.
> Il suo sistema era molto semplice, si faceva piccola piccola e ti si posava
sulla spalla sinistra delle ragazze, quindi prendeva a sussurrare all'orecchio
tutto un mucchio di pensieri negativi, e con una magia faceva sì che le povere
fanciulle credessero che i pensieri erano loro.
>
> E allora Alos sussurrava, hai dei capelli orribili, sei troppo grassa, hai
le gambe corte, hai le gambe lunghe. E poi ancora, non ti vorrà mai nessuna,
quello ti prende in giro, questa sera è resta a casa.
>
> Con il passare dei secoli i sistemi di Alos si raffinarono, perché
riuscisse a far chiudere in casa da sole anche le ragazze più energiche ed
estrose. Con la maestria che solo uno spirito millenario può avere, Alos
interferiva nelle loro vite in modi impercettibili, che a tutti sembrerebbero
insignificanti, ma che finivano per far costrigere casa da sole anche le
fanciulle più vivaci.
>
> Le faceva addormentare perché mancassero gli ******* faceva sparire i
biglietti dei concerti, e poi sistemi ancora più subdoli che sfruttavano povere
creature innocienti, come ad esempio costringere le fanciulle in casa ad
occuparsi di un gatto, un coniglio o peggio ancora, di un cagnolino.
>
> Capitavano talvolta dei ragazzotti presuntuosi che cercavano di strappare le
fanciulle dalle gelide grinfie della strega Alos, ma questi improbabili eroi da
due soldi non potevano niente contro quell'antico spirito, perché non stava a
loro fronteggiarlo.
>
> finché un giorno accedde l'inatteso, l'inaspettato, l'imprevedibile! Una
fanciulla che era ormai destinata a passare la notte di capodanno a fare
compagnia ad un cangliono, lascio il cucciolo alle cure d'altri per seguire un
amico a conoscere nuova gente in mezzo alla neve.
>
> La strega Alos diede di matto, e si agganciò così saldamente alla spalla
di quella povera ragazza da trafiggerle la pelle con le unghie, e poi anziché
sussurrare prese ad urlare a squarciagola: hai sbagliato, hai fatto un errore
stupidissimo, sarei presa in giro per tutto il tempo, nessuno vorrà stare con
te, eccetera eccetera...
>
> La fanciulla si sentì crollare il mondo addosso, nessuna era mai stata
attaccata dalla strega Alos con tanta feriocia, e passo le giornate sulla neve
sempre in disparte, rimpiangendo la sua casetta sicura, e il nasino nero del suo
cagnolino.
>
> Le ragazza non parlava mai con nessuno, e cercava sempre il modo di starsene
da "sola", e un pomeriggio, nelle ultime ore di sole, mentre tutti stavano
conversando allegramente attorno ad un tavolo sorseggiando delle tazze di vino
caldo, lei si alzo ed uscì in mezzo alla neve per passeggiare fra i camminatoi
scavati in mezzo alla neve.
>
> L'amico che l'aveva accompagnata si dispiaceva di non vederla a suo agio
nella brigata, e rimase alla finestra a seguirla con lo sguardo. Il sole
scendeva e tingeva la neve di rosa, e attorno alla ragazza rugolava uno sciame
di bimbi che facevano a gara a correre sulla neve che era alta fino alle
ginocchia. La ragazza vide l'amico alla finestra, che rispose allo sguardo
dapprima con un sorriso, poi dicendo qualcosa. Ma lui era lontano, dietro ad una
finestra, e siccome non poteva far sentire la sua voce ostentava il movimento
della sua bocca perché lei potesse capire le parole.
>
> Era una parola sola, che ripeteva lentamente, ma la ragazza continuava non
capirla, fiché a lui non venne in mente di scriverla sulla parte alta della
finestra, che era tutta appannata, e scrisse "prova", indicando i piccoli
corridori.
>
> E allora successe qualcosa di magico, prima che la strega Alos avesse il
tempo di dire alla ragazza cosa fare, questa si tuffò in mezzo alla neve, e
spinse con tutta la forza che aveva nelle gambe per poi inciampare dopo soli 3
passi, e cadere come un sacco affondando con la faccia sulla neve gelida. Sentì
la neve sulle guance, fra i capelli, e poi ancora sul collo, e la strega Alos
che le stava attaccata si sentì congelare in un istante!
>
> I bambini che le stavano vicino le si fecero attorno incuriositi e un
pochino spaventiati, finché lei non riemerse dalla neve e se li vide tutti
intorno, dopodiché... scoppiò a ridere a crepapelle, rideva rideva, e con lei
presero a ridere anche tutti i bambini, e rise ancora più forte, fino alle
lacrime, la strega Alos si sentì percorrere da una scossa potentissima che le
arrivava dalla ragazza, e non poté fare a meno di mettersi a ridere anche lei,
e come la fanciulla a cui era aggrappata non era più in grado di smettere.
>
> Poi la ragazza di fece in piedi, si scrollò la neve dai capelli e tornò
dentro al locale dov'era la compagnia, si avvicinò all'amico e gli strinse per
un attimo le braccia al collo dandogli un grosso bacio sulla guancia, e in tutto
questo, la strega Alos non ci capiva più niente.
>
> Poi si mise a sedere, e con le due mani prese la tazza col vino caldo
dell'amico e ne bevve un piccolo sorso, più per scaldarsi le mani che per il
vino, che comunque trovò sorprendentemente delizioso.
>
> La sterega Alos cercava di ricomporsi, si sentiva leggera e felice come non
lo era stata da tantissimo tempo, cercò di guardarsi intorno per capire chi o
cosa avesse avuto il potere di fare una cosa del genere proprio a lei... e poi
vide una scritta fatta dal ragazzo un attimo prima, ma che da dentro si leggeva
al contrario! E allora si rese conto, finalmente, di non essere mai stata
veramente sola, perché c'era chi, da sempre, con l'occhio vispo, aveva vegliato
su di lei. Fu allora che lascio per sempre la spalla della ragazza, per fare
finalmente ritorno alla sua casa.
>

Ammè le fiabe romantiche nommi piacciono.

--
nik56


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