Scritti inediti e consigli per gli autori
 

Quando ias era qualcuno.

2agapitomalteni@gmail.com 28 Ott 2015 02:37
Controllavo quello che entrava e quello che usciva.
Quando mi hanno interrogato insistevano sul fatto che avessi dovuto notare
qualcosa di sospetto.
Io ero terrorizzato.
Da bambino vedevo i documentari in tv in cui spiegavano che la diarrea era il
primo sintomo dell'aids.
In realta' forse era l'ultimo, intestini incontrollabili.
Controllavo costantemente tutto quello che entrava e che usciva.
Conoscevo a memoria il numero e la posizione delle cassette per la custodia
degli oggetti metallici.
Avevo paura a mangiare. Non mangio in pubblico da anni.
Devo controllare tutto.
Per non parlare delle difese.
Il giubbotto e' stretto in maniera matematica. Controlla ogni mio respiro
dall'inizio alla fine.
Il mio torace e' una macchina da guerra. Inspirare fino a quando il petto e'
costretto e poi espirare.
E ancora.

Mangio il giusto, sono attento a quello che immetto nel mio organismo.
La mattina mi sveglio per tempo, faccio in modo di raggiungere il mio posto di
lavoro adeguatamente preparato.
Nella pausa pranzo non ho modo di tornare a casa ma mi organizzo.
Porto con me il cibo, lo consumo in macchina.
Mi lavo le mani nel bagno della banca, spesso faccio anche pipi'.
Il giorno della rapina e' venuto solo un uomo a puntarmi la pistola alla *******
ma questo e' bastato.
E' entrato, ha sottratto e io sono rimasto li' immobile dall'inizio alla fine.
Non mi avevano spiegato che sarebbe stato possibile.
E io sono rimasto li', immobile, a cagarmi sotto per un'ora.
Soviet_Mario 28 Ott 2015 17:29
Il 28/10/2015 02.37, 2agapitomalteni@gmail.com ha scritto:
> Controllavo quello che entrava e quello che usciva.
> Quando mi hanno interrogato insistevano sul fatto che avessi dovuto notare
qualcosa di sospetto.
> Io ero terrorizzato.
> Da bambino vedevo i documentari in tv in cui spiegavano che la diarrea era il
primo sintomo dell'aids.
> In realta' forse era l'ultimo, intestini incontrollabili.
> Controllavo costantemente tutto quello che entrava e che usciva.
> Conoscevo a memoria il numero e la posizione delle cassette per la custodia
degli oggetti metallici.
> Avevo paura a mangiare. Non mangio in pubblico da anni.
> Devo controllare tutto.
> Per non parlare delle difese.
> Il giubbotto e' stretto in maniera matematica. Controlla ogni mio respiro
dall'inizio alla fine.
> Il mio torace e' una macchina da guerra. Inspirare fino a quando il petto e'
costretto e poi espirare.
> E ancora.
>
> Mangio il giusto, sono attento a quello che immetto nel mio organismo.
> La mattina mi sveglio per tempo, faccio in modo di raggiungere il mio posto di
lavoro adeguatamente preparato.
> Nella pausa pranzo non ho modo di tornare a casa ma mi organizzo.
> Porto con me il cibo, lo consumo in macchina.
> Mi lavo le mani nel bagno della banca, spesso faccio anche pipi'.
> Il giorno della rapina e' venuto solo un uomo a puntarmi la pistola alla
******* ma questo e' bastato.
> E' entrato, ha sottratto e io sono rimasto li' immobile dall'inizio alla fine.
> Non mi avevano spiegato che sarebbe stato possibile.
> E io sono rimasto li', immobile, a cagarmi sotto per un'ora.
>


la mail è diversa ... ma mi sembra lo stile NIK ... in una
ventina di righe sembra quasi di conoscere già il
personaggio. Mica niente !

--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


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