Scritti inediti e consigli per gli autori
 

quando si fumava nei bar al chiuso

hastridmodifica 19 Set 2014 00:13
[...] mentre me ne andavo lo vidi tra un albero di pino e un castagno, ma lì
per lì, abituata come sono a non essere presente mi pentii di averlo
riconosciuto e chiamato a larga voce. Gregorio Di Maffei. L'ultima volta lo vidi
il 20 agosto del 1989, poi gli parlai al telefono ma lui mi fece capire che con
me aveva chiuso. Ci sono regali che non andrebbero fatti di pancia perchè il
ricevente potrebbe sentirsi debitore e capire che non potrà sdebitarsi e quindi
decidere di allontanarsi nonostante vorrebbe stare vicino.

ma ero ancora troppo giovane per capirlo.
oggi lo capisco e quindi lo chiamo.
gli chiedo come mai lo rivedo, e lui ormai novantenne mi risponde che è tornato
perchè è stanco e l'unico paese che lo rilassa è questo ma ora che mi ha
visto vorrebbe nuovamente scappare. Gli dico che è per quel regalo, e lui
annuisce e abbassa lo sguardo. lo abbasso anch'io e vediamo che ai nostri piedi
ci sono quattro castagne. Coincidenze? Non direi, diciamo che quelle castagne
erano semplicemente cadute dall'albero. Niente di serio.Gli prendo le mani e le
coccolo, lui fa un singhiozzo di pianto, sgradevole, troppo umano, quindi gli
mollo le mani che cadono penzoloni e gli arrivano ai fianchi ossuti. Non
mangiava già all'epoca, *****urarsi ora che è stanco. Gli dico se posso
permettermi di offrirgli un caffè al bar Giglio come ai vecchi tempi e lui
accetta.

cammina lentamente, mi incazzo. poveretto, e povera me, che vita.

arrivati al bar, vuole stare al banco, non accetta il tavolino e dopo aver
ordinato due caffè, li vuole pagare ancor prima di aver consumato. quindi lo
mollo lì e me ne vado. lui mi chiama con un urlo da checca -
Lucianaaaaaaaaaaaaa!! - che ******* di nome che ho. torno indietro, ci mettiamo
al tavolino e lui cerca nella tasca e tira fuori una sigaretta tutta pendente.
se la accende e il proprietario dal banco dice - Signore!! non si può fumare
siamo al chiuso!! - e lui risponde - chi se ne frega -

inevitabilmente il discorso va a parare sui favori che ci facemmo a vicenda:- io
lo aiutai a seppellire la sua cagnolina in un posto vietato, e lui testimoniò
il falso per togliermi da un guaio che mi ero cercata io.
lui ora sostiene che il favore più grande l'ho fatto io, e non contenta gli ho
anche fatto il regalo. dice che per seppellire la sua cagnolina ho rischiato di
ferirmi mentre scavalcavo il cancello di notte, io sostengo che testimoniare il
falso per salvare una persona che non ami è da eroi, ma non c'è verso.
piange, mi dice che ripensa a Tintina, al suo musetto, a quella sua morte
assurda in piena giovinezza (soffocata da un gambo di sedano con il fiore che
gli penzolava dal muso)
io per consolarlo gli rispondo che era destino, non saprei quale altra ipotesi
trovare perchè un cane ghiotto di sedano non è normale e Tintina il sedano lo
aveva sfilato dal sacco della spesa.

L'ho riaccompagnato alla fermata dell'autobus, la mia pancia voleva andar via
con lui, ma la mia testa no.
ora sono malinconica. lo immagino chissà dove, casomai esista davvero.
Camillo 22 Set 2014 12:44
On 2014-09-18 22:13:45 +0000, hastridmodifica said:

> Lucianaaaaaaaaaaaaa!! - che ******* di nome che ho

il vero problema con le luciane, in my opinion, sta tutto nel manico,
come spesso accade per un mestolo zoppo a cui è stato amputato il collo
di bottiglia; I mean, una volta (il 1o ottobre 2009) avevo scritto con
lo spray al peperoncino su un muro in rovina "Spesso mi chiedo chi
muove i fili della mia indifferenza", be', non ci crederai (may I
say?), ma ERA VERO!

ricapitolando, qui lo dico e qui lo nego: ma vi ricordate quando nei
bar si parlava di spread? e si pò sapiri cu minghia era u spread? altro
che novantenne pallemoscie, quando penso quante parole sono scivolate
sui binari della mia opulenta (as a matter of facts) ignoranza delle
lingue, specie del catalano -- e guarda che E' VERO! -- mi viene da
pensare che anche Caaaaaamillo è un nome del ******* your mother, ma non
per questo lo sbandiero ai quattro gatti, specie qua che sono tutti
gatti morti

e per finire una nota poetica:

dal *****olo spesso s'intuisce
se è il caso o il formaggio
ma anche se fossero solo rose
non è detto che fiorisce
il mughetto a maggio

a me questa poesia mi piace una cifra, specie letta al contrario come a
cogliere un messsaggio satanico; perciò buona Pasqua, Luciana, casomai
fossi online tra ieri e oggi :-)

--
di distratti strappi drappeggiando
hastridmodifica 22 Set 2014 21:48
Il giorno venerdì 19 settembre 2014 00:13:45 UTC+2, hastridmodifica ha scritto:
> [...] mentre me ne andavo lo vidi tra un albero di pino e un castagno, ma lì
per lì, abituata come sono a non essere presente mi pentii di averlo
riconosciuto e chiamato a larga voce. Gregorio Di Maffei. L'ultima volta lo vidi
il 20 agosto del 1989, poi gli parlai al telefono ma lui mi fece capire che con
me aveva chiuso. Ci sono regali che non andrebbero fatti di pancia perchè il
ricevente potrebbe sentirsi debitore e capire che non potrà sdebitarsi e quindi
decidere di allontanarsi nonostante vorrebbe stare vicino.
>
>
>
> ma ero ancora troppo giovane per capirlo.
>
> oggi lo capisco e quindi lo chiamo.
>
> gli chiedo come mai lo rivedo, e lui ormai novantenne mi risponde che è
tornato perchè è stanco e l'unico paese che lo rilassa è questo ma ora che mi
ha visto vorrebbe nuovamente scappare. Gli dico che è per quel regalo, e lui
annuisce e abbassa lo sguardo. lo abbasso anch'io e vediamo che ai nostri piedi
ci sono quattro castagne. Coincidenze? Non direi, diciamo che quelle castagne
erano semplicemente cadute dall'albero. Niente di serio.Gli prendo le mani e le
coccolo, lui fa un singhiozzo di pianto, sgradevole, troppo umano, quindi gli
mollo le mani che cadono penzoloni e gli arrivano ai fianchi ossuti. Non
mangiava già all'epoca, *****urarsi ora che è stanco. Gli dico se posso
permettermi di offrirgli un caffè al bar Giglio come ai vecchi tempi e lui
accetta.
>
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>
> cammina lentamente, mi incazzo. poveretto, e povera me, che vita.
>
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>
> arrivati al bar, vuole stare al banco, non accetta il tavolino e dopo aver
ordinato due caffè, li vuole pagare ancor prima di aver consumato. quindi lo
mollo lì e me ne vado. lui mi chiama con un urlo da checca -
Lucianaaaaaaaaaaaaa!! - che ******* di nome che ho. torno indietro, ci mettiamo
al tavolino e lui cerca nella tasca e tira fuori una sigaretta tutta pendente.
se la accende e il proprietario dal banco dice - Signore!! non si può fumare
siamo al chiuso!! - e lui risponde - chi se ne frega -
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> inevitabilmente il discorso va a parare sui favori che ci facemmo a vicenda:-
io lo aiutai a seppellire la sua cagnolina in un posto vietato, e lui
testimoniò il falso per togliermi da un guaio che mi ero cercata io.
>
> lui ora sostiene che il favore più grande l'ho fatto io, e non contenta gli
ho anche fatto il regalo. dice che per seppellire la sua cagnolina ho rischiato
di ferirmi mentre scavalcavo il cancello di notte, io sostengo che testimoniare
il falso per salvare una persona che non ami è da eroi, ma non c'è verso.
>
> piange, mi dice che ripensa a Tintina, al suo musetto, a quella sua morte
assurda in piena giovinezza (soffocata da un gambo di sedano con il fiore che
gli penzolava dal muso)
>
> io per consolarlo gli rispondo che era destino, non saprei quale altra ipotesi
trovare perchè un cane ghiotto di sedano non è normale e Tintina il sedano lo
aveva sfilato dal sacco della spesa.
>
>
>
> L'ho riaccompagnato alla fermata dell'autobus, la mia pancia voleva andar via
con lui, ma la mia testa no.
>
> ora sono malinconica. lo immagino chissà dove, casomai esista davvero.



Camillo, non so cosa ne verrà fuori, dovresti chiederlo a un commercialista, ma
quando c'era Spadolini le corriere non erano così affollate e i treni erano
dello Stato. Sembra di vivere in trame di film ad alta tensione, ma se è vero
che sono innocente mi spieghi come mai l'ultima volta che sono andata a votare
ho preso una storta pur avendo ai piedi delle ballerine? le tue poesie le sto
vendendo a caro prezzo, mi si domanda se sono le mie e io non rispondo. dire di
si mi fa sentire patetica, dire di no mi fa sentire onesta e quindi non
rispondo. Di certo non potrei mai finire agli arresti domiciliari per stalking e
non me ne frega niente di una pensione superdorata dal momento che non ho mai
fatto l'attrice per paura di dover poi andare a ritirare l'Oscar, mi capisci?
l'en*****à della cifra da pagare sarebbe enorme. Però è piacevole il silenzio
di questi innocenti che girano per questa area, sembra che ogni tanto qualcuno
prenda una iniziativa pur sapendo che non andrà in porto come la nostra nave
caro Camillo. Io a volte sarei tentata di scrivere qui tutti i miei dati
compreso il numero di codice fiscale altrochè Luciana, io vorrei fare una
prova, vorrei andare nei guai seri per capire se il mio intestino cambia
abitudine una volta per tutte e si mette finalmente a fare il suo lavoro come si
deve invece d'aver sempre bisogno di essere corteggiato da Agiolax e tavolette
di fibre che se li compri a Mentone costano meno. Per dire, no? gli altri organi
han sempre funzionato, ho dei reni stupendi e gen*****issimi, un cuore che lo
prendi con una mano e batte ugualmente, una mente che+++++++------@ ooooohhhhhh,
ma chi se ne frega di me! parliamo di Te invece, di quella tua bella residenza,
delle focacce genovesi appena sfornate che sono il senso della vita. Ci sono
dovuta venire a Genova perchè si è sposato Marcello e dopo la festa che è
durata tutta la notte, al mattino sono corsa alla panetteria a me familiare il
via Trento dove credo abiti ancora la dott. Antolini. Miaooo....

al prossimo gavettone.

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